Agatha Raisin. La quiche letale

Agatha Rasin. La quiche letale
“Agatha Raisin una moderna Miss Marple in chiave divertente”

Agatha Raisin. La quiche letale

AUTORE: M.C. Beaton

RECENSIONE DI: Giulia Capacchietti, Ilenia Ruzza, Alessandra Ghelli, Marina Cantatore

A CURA DI: Federica Salzano

TRAMA:

Agatha, cinquantenne dal carattere difficile, decide di cambiare vita: chiude la sua società di PR, lascia Londra e si trasferisce nei Cotswolds, un’area di pittoresca bellezza nel cuore dell’Inghilterra. A Londra non si era accora di non avere amici, ma giunta nel villaggio di Carsely si ritrova sola e isolata. Donna attiva e prepotente, Agatha non si accontenta di inserirsi nella nuova comunità, ma vuole diventare anche popolare. Come fare? Partecipare a una gara culinaria. E se non si è in grado di cucinare? Andare a Londra a comprare un’ottima quiche. E se il giudice muore mangiando la quiche? Inizia un caso per l’eccentrica investigatrice.

La quiche letale è la 1a storia di Agatha Raisin, ma può essere letta e apprezzata indipendentemente dall’ordine della serie.

RECENSIONE:

Agatha Raisin. La quiche letale è il romanzo che, nel 1992, ha dato il via a una delle serie cozy mystery più amate al mondo, firmata da M.C. Beaton, pseudonimo della scrittrice scozzese Marion Chesney.

 In Italia il libro è pubblicato da Astoria, con la traduzione di Marina Morpurgo, ed è il primo capitolo delle avventure dell’irresistibile Agatha Raisin, personaggio che nel corso degli anni ha conquistato milioni di lettori.

Con questo romanzo, Beaton reinventa in chiave contemporanea e ironica la tradizione del giallo di villaggio all’inglese, quelli con protagonista Miss Marple per intenderci, ambientandola in un presente fatto di pettegolezzi, gelosie di paese e un pizzico di cattiveria.

Agatha Raisin ha poco più di cinquant’anni, un caratteraccio, e alle spalle una vita passata a Londra a dirigere con successo la propria agenzia di pubbliche relazioni. Decisa a cambiare vita, vende l’attività e si trasferisce a Carsely, un paesino nel cuore dei Cotswolds, sognando pace, bellezza e una nuova comunità pronta ad accoglierla. La realtà, però, è ben diversa: gli abitanti del villaggio sono cordiali solo in superficie, e Agatha si scopre più sola e isolata di quanto non lo fosse in città.

Determinata a farsi accettare e, possibilmente, a diventare popolare, decide di iscriversi alla tradizionale gara culinaria locale, il concorso della quiche. Ma Agatha non sa cucinare, per questo acquista una quiche squisita da un rinomato negozio londinese, spacciandola per propria. Il piano, però, si trasforma in una catastrofe quando il giudice della competizione muore poco dopo aver assaggiato la torta salata di Agatha. Accusata di essere una probabile assassina (oltre che un’imbrogliona), Agatha non ha altra scelta che trasformarsi in investigatrice dilettante per scagionarsi e scoprire la verità, addentrandosi tra i segreti, i rancori sopiti e le piccole ipocrisie di un villaggio che, dietro la facciata pittoresca, nasconde più di un mistero.

Agatha ha l’abitudine di indossare capi molto vistosi e costosi, di non uscire mai di casa struccata, è una donna dagli occhi piccoli e marroni, un caschetto di capelli castano scialbo ma, con delle gambe sorprendentemente belle.

Nata in un quartiere di Birmingham ha costruito il suo successo nel mondo delle pubbliche relazioni Londinesi; ha imparato ad ottenere tutto quello che voleva attraverso la manipolazione oscillando tra prepotenza e ruffianeria per piegare i giornalisti ai suoi scopi.

Questo suo carattere l’ha resa molto temuta dai suoi dipendenti e priva di veri amici, la sua vita sociale prima del pensionamento e del suo ritiro a Carsely era interamente dedicata al lavoro.

Nonostante la sua natura “burbera” Agatha riesce a interagire con gli abitanti del villaggio e a creare dei veri e propri, seppur stravaganti, rapporti di amicizia.

L’unico ponte con la sua vita passata è Roy Silver, ex assistente di Agatha, un giovane stile anni 90 che porta camicie molto eccentriche, è l’unico che ha il coraggio di chiamarla “Aggie” e di prenderla in giro per la sua totale incapacità di cucinare definendola “la regina del microonde”.

Essendo Agatha non incline alla cucina e alle faccende domestiche, una delle prime cose che fa arrivata nel villaggio è “scippare” la donna delle pulizie Doris Simpson, alla sua vicina di casa la signora Barr colpevole di essersi vantata di averne l’esclusiva.

Il furto della domestica avviene dopo una breve ma intesa trattativa all’ultima sterlina.

Come ogni villaggio inglese Carsely ha una canonica, un pastore che odia profondamente Agatha e che non si impegna neanche troppo a nasconderlo e, ovviamente una moglie del pastore la signora Bloxby che con la sua semplicità e bontà è l’unica che riesca a mettere Agatha a disagio, spingendola a desiderare di compiacerla e facendole sentire per la prima volta il bisogno di avere un’amica.

Non esiste villaggio Inglese senza poliziotto e qui facciamo la conoscenza di Bill Wong un giovane orientale un po’ tozzo che Agatha paragona a Buddha, nonostante la sua giovane età ha un acume investigativo molto spiccato, addirittura superiore a quello dei suoi colleghi più anziani.

Nonostante l’incontro tra lui ed Agatha avvenga in un contesto investigativo tra i due nasce una strana amicizia, Bill è l’unico che riesce a vedere la protagonista per quello che è realmente; una donna sola con un disperato bisogno di essere accettata.

M.C. Beaton  ha dato vita a un microcosmo esilarante di personaggi e Agatha Raisin è la protagonista assoluta.

Il romanzo si caratterizza soprattutto per il carattere della protagonista, una donna forte, intraprendente, che dice sempre quello che pensa, e a tratti buffa che, nonostante i suoi comportamenti a volte burberi, riesce a far divertire, non annoiare e a creare situazioni esilaranti che è impossibile non amarla.

Questo rappresenta proprio un punto a favore, il saper dosare il carattere in modo da, nonostante abbia una personalità difficile da gestire, suscitare simpatia nel lettore che riesce a sorvolare non solo sulle azioni poco giuste, come barare, o sulle frasi infelici con cui si riferisce agli altri.

Un altro aspetto interessante riguardo la nostra protagonista è il presentarci non soltanto una donna senza peli sulla lingua ma soprattutto una donna molto sola che farebbe di tutto per avere degli amici, recandosi persino in chiesa e partecipando ad aste di beneficenza.

Se tutti questi aspetti rendono il romanzo piacevole da leggere un aspetto meno intrigante riguarda il comportamento che Agata ha nei confronti degli uomini, un atteggiamento quasi ossessivo che la spinge persino a stalkerare chi le piace e questo stride molto con il ritratto di una donna che vuole mostrarsi sicura di sé ma che ha continuamente atteggiamenti contraddittori.

Per quanto riguarda la trama e lo stile di scrittura, un punto a favore sicuramente è la capacità di tenere incollato il lettore fino all’ultima pagina coinvolgendolo nelle indagini, il tutto utilizzando uno stile semplice e lineare, che si legge velocemente.

Agatha Raisin. La quiche letale” sono molto di più di un semplice giallo, è un vero e proprio invito a perdersi nelle stradine delle Cotswolds, tra cottage in pietra, giardini curati e tazze da tè e pettegolezzi in perfetto stile british. È poi l’esordio di Agatha Raisin, burbera, testarda e vulnerabile nel suo tentativo di farsi accettare dai nuovi compaesani. Agatha è una protagonista lontana dagli stereotipi e per la quale è impossibile non simpatizzare.

Se da un lato l’ambientazione e la struttura riportano immediatamente i classici di Agatha Christie (e il nome della protagonista è chiaramente un omaggio alla più famosa scrittrice di gialli) M.C. Beaton si allontana dalla tradizione creando un personaggio molto più ironico e concentrato sui difetti umani. Agatha infatti non è rassicurante come Miss Marple, ma è una donna moderna e caotica che conquista proprio per il suo tocco cinico e brillante dosato in tempi quasi da sit-com.

Agatha Raisin è un libro che piacerà a chi cerca un giallo leggero, senza scene violente e ad altissimo tasso di british vibes, ma anche a chi ama le storie di nuovi inizi con personaggi imperfetti e spigolosi a cui è impossibile non affezionarsi.

Tuttavia, fermarsi ad Agatha Raisin significherebbe conoscere solo una parte del talento di questa autrice. Dietro lo pseudonimo di M.C. Beaton si nasconde infatti Marion Chesney, una scrittrice prolifica. La carriera di M.C. Beaton inizia alla fine degli anni ’70 negli Stati Uniti, non con il delitto, ma con il sentimento e la satira sociale. Sotto il suo vero nome e vari pseudonimi (tra cui Jennie Tremaine), pubblica decine di romanzi storici e rosa. Il focus principale è il periodo Regency ed edoardiano: storie di debuttanti, matrimoni combinati e aristocratici scapestrati, caratterizzate da dialoghi brillanti, un’ironia tagliente e una minuziosa ricostruzione dei costumi dell’epoca.

A metà degli anni ‘80 torna nel Regno Unito e sperimenta un genere che la consacrerà definitivamente: il cozy mistery. Nel 1985 nasce la lunghissima serie dedicata a Hamish Macbeth, un poliziotto di villaggio apparentemente pigro e disinteressato, ma dotato di un intuito formidabile. Ambientati tra i paesaggi selvaggi e le piccole comunità delle Highlands scozzesi, questi gialli fondono il folklore locale con atmosfere leggermente più malinconiche rispetto alle sue opere successive, riscuotendo un enorme successo internazionale. Anche dopo la nascita dei suoi personaggi più famosi negli anni ’90, la Beaton non ha mai abbandonato la sua prima passione.

Ha continuato a scrivere a ritmi serrati, portando avanti contemporaneamente sia i gialli scozzesi sia nuove saghe storiche ricche di mistero (come la serie edoardiana di Lady Rose Summer nei primi anni 2000). Questa incredibile versatilità ha permesso a Marion Chesney di consolidare uno stile unico, dove l’indagine investigativa si sposa sempre con una profonda e ironica osservazione delle dinamiche umane.

In definitiva, esplorare la bibliografia di M.C. Beaton significa fare un viaggio nel tempo e nello spazio, guidati da una delle narratrici più versatili e ironiche del Novecento.

Una certezza assoluta per chiunque cerchi una lettura capace di intrattenere, divertire e, perché no, regalare sempre un pizzico di irresistibile mistero

TRADUZIONE: Marina Morpurgo

TITOLO ORIGINALE: Agatha Raisin and the quiche of death

EDITORE: TEA

PAGINE: 256

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2019

AUTORE:

M.C. Beaton

Nota principalmente con lo pseudonimo di M.C. Beaton, Marion Chesney Gibbons è nata in Scozia nel 1936. Ha scritto più di 100 romanzi storici, pubblicati sotto numerosi pseudonimi. M. C. Beaton è quello usato per le serie mistery. Ha lavorato come libraia e come giornalista, di moda prima, di cronaca nera poi. Dopo alcuni anni negli USA è tornata in Inghilterra dove si è dedicata alla stesura di romanzi polizieschi, dando vita prima a una serie con Hamish Macbeth e, a partire dal 1992, a quella che vede protagonista Agatha Raisin.
È morta il 30 dicembre 2019 all’età di 83 anni, dopo una breve malattia.

“Il successo le è arrivato più tardi nella vita, ma ha recuperato il tempo perduto – dal 2011 è stata l’autrice britannica per adulti più presa in prestito nelle biblioteche britanniche e i suoi titoli firmati M C Beaton hanno venduto oltre 21 milioni di copie in tutto il mondo”, ha detto il suo editore Krystyna Green, che ha commentato: “Mi mancherà terribilmente, perché dopo 23 anni sono passata dall’essere in soggezione nei suoi confronti a pensare che fosse assolutamente meravigliosa – e molto gentile sotto il suo aspetto piuttosto feroce.

Era schietta e senza compromessi e non aveva mai paura di esprimere un’opinione, per quanto fuori moda. Era divertente, saggia, e veramente una persona ispiratrice, assolutamente unica.”
In Italia i suoi libri sono stati pubblicati principalmente dagli editori Astoria e TEA.

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