Il diavolo nel palazzo
TRAMA:
Il Natale del 1880 è alle porte quando fuori Verona viene ritrovato il cadavere di una donna, barbaramente violentata. Tutti la credono una prostituta, ma non l’appuntato Venier: lui quel viso l’ha visto, e non sulle strade dove si vende l’amore. I fatti gli danno presto ragione, ma l’ispezione in casa della vittima non fa che complicare il quadro, perché tra i suoi averi c’è qualcosa che una popolana non dovrebbe possedere. Anche il procuratore legale Federico Giorio si ritrova coinvolto in un fatto di sangue: un barone è stato assassinato, e la figlia, conoscendo la sua integerrima indole, gli chiede di indagare, perché qualcosa non torna nella ricostruzione delle forze dell’ordine…
I due delitti sono lontani ma legati a filo doppio e per risolverli ci sarà bisogno degli invisibili di San Zeno, la squadra di indagine non ufficiale che oltre a Giorio e Venier può contare su Ginevra, studentessa di medicina pronta a sfidare le convenzioni di genere nella sua professione, Emilia, una prostituta che con grande resilienza sta cambiando vita, e Bacchetto, monello di strada scaltro e irriverente. La verità emergerà in tutta la sua drammaticità proprio il giorno di Natale.
RECENSIONE:
Alessandro Maurizi, nel suo ultimo libro Il diavolo nel palazzo ci riporta nella Verona della seconda metà dell’800 per una nuova avventura di Federico Giorio, riuscendo a sintetizzare una efficace ricostruzione del passato con una avventura ricca di tensione narrativa. L’autore ha saputo ricreare con attenzione il contesto dell’epoca, restituendo al lettore atmosfere, usanze e dinamiche sociali che rendono l’intera avventura credibile, coinvolgente e ricca di suspense. Il quadro storico della seconda metà dell’ottocento, con le tensioni politiche e sociali proprie del periodo, costituisce uno degli elementi di maggior interesse del romanzo; esso non è un semplice palcoscenico in cui si muovono i personaggi, ma diventa parte della narrazione.
Ciò consente al lettore di trovarsi completamente immerso nell’epoca descritta e comprendere appieno le tensioni ed i conflitti che animano la storia. I personaggi sono ben delineati e credibili, con personalità complesse e sfaccettate; una menzione speciale per Bacchetto, piccolo protagonista disegnato con maestria dall’autore. Colpi di scena e rivelazioni sono ben architettati e conferiscono un buon ritmo al libro, rendendo la lettura piacevole e fluida.
Il diavolo nel palazzo si distingue non solo per la trama ricca di suspense, ma anche per la scelta dell’autore di ambientare il romanzo in un’epoca storica spesso trascurata dalla narrativa. Grazie ad una ricerca storica accurata e ad una scrittura evocativa, il lettore si ritroverà immerso in un contesto affascinante e complesso, reso ancora più vivido dalla splendida rappresentazione di Verona.
L’autore fa emergere la città quasi come un personaggio della vicenda, descrivendola con sensibilità ed attenzione ai dettagli e restituendo al lettore il fascino e l’atmosfera di un tempo lontano. Il diavolo nel palazzo di Alessandro Maurizi conferma la solidità del giallo storico con la sua squadra di “invisibili di San Zeno”, dove anche i personaggi secondari hanno un ruolo cruciale nel tessuto narrativo. Maurizi riesce così a creare un noir storico dove nessuno è davvero sostituibile: i secondari non sono semplici comparse, ma pezzi fondamentali di un puzzle che riflette le ingiustizie e le complessità del suo tempo. Un romanzo che invita a guardare oltre le apparenze, proprio come fa il suo protagonista.
Editore: Mondadori
Pagine: 408
Anno di pubblicazione: 2026
AUTORE:

Alessandro Maurizi è nato a Tuscania nel 1965. Già ispettore della Polizia di Stato, è Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e direttore di Ombre Festival, importante rassegna culturale viterbese. Dopo Gli invisibili di San Zeno, accolto con grande favore da pubblico e critica, torna in libreria con il suo secondo romanzo pubblicato da Mondadori, sequel ispirato al personaggio di Federico Giorio, procuratore legale realmente esistito nella Verona post-unitaria.