Nero come il mare
AUTORE: Charlotte Mcconaghy
RECENSIONE DI: Federica Salzano
TRAMA:
Dominic Salt e i suoi tre figli sono i custodi di Shearwater, una piccola isola non lontana dall’Antartide. Sede del più grande deposito di semi del mondo, Shearwater un tempo ospitava un gruppo di ricercatori, ma a causa dell’innalzamento del livello del mare ora i Salt sono rimasti soli. L’isolamento li ha messi a dura prova, ma un giorno una terribile tempesta porta con sé Rowan, una donna in fin di vita che viene trascinata sulla spiaggia dalle onde. Dominic e i suoi figli cominciano a prendersene cura, e in loro germoglia l’idea che lei potrebbe essere proprio ciò di cui hanno bisogno.
Dal canto suo Rowan, abituata a badare a sé stessa, inizia a immaginare di poter tornare a condividere il futuro con qualcuno. Eppure, non dice tutta la verità sul motivo per cui è arrivata a Shearwater. E quando scopre che le radio sono state sabotate e una tomba è stata scavata di recente, si rende conto che anche Dominic nasconde dei segreti. Mentre le tempeste che si abbattono sull’isola si fanno sempre più violente, i due sono costretti a prendere una decisione: possono fidarsi l’uno dell’altra? E possono finalmente lasciarsi alle spalle le tragedie del passato per creare qualcosa di nuovo, insieme?
RECENSIONE:
Nero come il mare di Charlotte McConaghy è un libro che lascia il lettore con la sensazione di vivere davvero tra le onde del mare. Un naufragio sull’isola di Shearwater porta la protagonista Rowan a conoscere la famiglia di Dominic Salt, il custode del faro: la figlia adolescente Fen, il figlio Raff e il piccolo Orly, le uniche quattro persone a vivere a Shearwater. Le onde e la furia del mare hanno martoriato il corpo di Rowan, che viene salvata da Fen. Fen è una ragazza dominata dal fuoco della sua indipendenza. Pur essendo gli unici quattro esseri umani sull’isola, non vive con la sua famiglia nel faro, ma in una rimessa delle barche.
Ha il mare dentro di sé e, proprio come il mare, il suo carattere può infuriare all’improvviso, dando sfogo alle sue tempeste interiori. Raff è il figlio maggiore. È un ragazzo perennemente in conflitto con la propria rabbia,che sfoga molto spesso praticando la boxe, proprio come hanno fatto suo padre e suononno. Ma spesso si lascia trascinare dai propri impulsi e si chiede: “È questo che sono? Nient’altro che questo? Una foglia in balia del vento?”
E poi c’è il piccolo Orly, l’unico a conoscere ogni seme per nome. Rappresenta il futuro e ogni componente della famiglia cerca, a modo proprio, di proteggerlo. La famiglia Salt si trova sull’isola di Shearwater come custode della più grande banca di semi del mondo, un luogo dove vengono custoditi con estrema attenzione tutti i semi presenti sulla terra. È rimasto soltanto Dominic con la sua famiglia a custodire quei semi, nell’attesa che una nave torni a recuperarli.
Nei continui flashback veniamo a scoprire, infatti, che era presente anche un gruppo ristretto di ricercatori ma che a mano a mano sono spariti tutti. Le atmosfere cupe dettate dalla forza incessante del mare e delle onde, dalla natura selvaggia e dagli animali marini più grandi della terra riflettono sul lettore una perenne sensazione di mistery e terrore che rende la lettura completamente immersiva e reale.
Tutta la famiglia è avvolta dal fantasma di un lutto, quello della madre, che li tiene imprigionati e, allo stesso tempo, uniti. Il tema principale del romanzo è proprio l’assenza e la continua ricerca della forza per rialzarsi e ricominciare. Attraverso questo luogo remoto, Charlotte McConaghy affronta con grande delicatezza anche il tema della crisi climatica e del fragile equilibrio tra uomo e natura.
Non lo fa con toni moralistici, ma lasciando che siano il mare, il vento, gli animali e i semi stessi a raccontare quanto il nostro destino sia indissolubilmente legato a quello del pianeta. Rowan, la naufraga, porta con sé un segreto giunto fin lì attraversando il mare in tempesta. La sua storia finisce per intrecciarsi con quella della famiglia Salt e, almeno per un po’, riesce a colmare quello spazio vuoto lasciato dall’assenza della madre morta. L’isola è una sorta di prigione.
Nel corso di Nero come il mare è ricorrente la sensazione di claustrofobia che essa trasmette: pur essendo un luogo aperto e selvaggio, costringe chi vi abita a convivere con i ricordi e con le persone che non ci sono più. Non stupisce quindi che molti la credano popolata dai fantasmi. In realtà è l’atmosfera, sapientemente costruita dalla scrittrice, a trasmettere questa sensazione.
La furia del mare, la forza degli elementi naturali, il tempo che passa, il lutto, le parole mai dette, la rabbia e l’amore danno vita a un turbine di emozioni che attraversa l’intero romanzo ed entra direttamente nell’anima del lettore. Charlotte McConaghy riesce a dare voce tanto alle fragilità dell’essere umano quanto alla potenza della natura, facendole dialogare in un equilibrio perfetto.
Nero come il mare di Charlotte McConaghy è un libro bellissimo, da cui è difficile staccarsi, che raccoglie i frammenti dell’animo umano quando tutto sembra essere perduto e ridotto in pezzi, ma che riesce a ricomporli grazie all’unica medicina davvero universale: l’amore. Non manca, infine, un sottile filo di thriller che mantiene la narrazione sempre viva, tesa e coinvolgente, spingendo il lettore a voltare pagina fino all’ultima riga.
TRADUZIONE: Stefano Tummolini
TITOLO ORIGINALE: Wild Dark Shore
EDITORE: Fazi
PAGINE: 360
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2026
AUTORE:

Charlotte McConaghy è un’autrice australiana pluripremiata. Ha conseguito un master in Sceneggiatura. Le sue opere sono state tradotte in numerose lingue e sono in fase di adattamento televisivo e cinematografico. Nero come il mare, pubblicato in Italia da Fazi nel 2026, è un bestseller vincitore dell’Indie Book Award come miglior romanzo e miglior libro dell’anno e del premio Dymocks come miglior libro dell’anno.