Young gothic. Gli eredi di villa Diodati di M.A.Bennett

Young gothic

Young gothic. Gli eredi di villa Diodati

Recensione di: Barbara Casavecchia

TRAMA:

Quattro ragazzi e un incubo, una casa che non dimentica. Quinto titolo della collana Booklover Approved, ideale per chi ha un’anima gotica o per chi è appena entrato? nel club del brivido…non potrai che innamorartene. Selciati tagliati ad arte, tramonti spezzati dall’orizzonte del lago, lussureggianti salotti coperti da una patina di mistero…

Quando i giovani Eve, Hal, Griffin e Ren varcano la sontuosa soglia di Villa Diodati, sanno che la loro vita sta per cambiare per sempre. Duecento anni prima, tra quelle stesse mura, erano stati concepiti romanzi come Frankenstein di Mary Shelley e Il Vampiro di John Polidori ed è per questo che loro sono lì: scelti per la loro voce letteraria, destinati a scrivere il prossimo capolavoro del gotico.

Ma ogni atto di creazione non avviene senza un sacrificio. Mentre i quattro ragazzi iniziano a scavarsi dentro alla ricerca di una storia da raccontare, il loro passato riaffiora sotto forma di visioni terrificanti: arti mancanti, morti che parlano, mistiche apparizioni. E quando questi si trasformano in incubi reali e la finzione letteraria si confonde con la realtà, Villa Diodati si tinge di rosso.

Durante una notte buia e tempestosa, un cadavere viene rinvenuto nel bosco. Prima che il panico prenda il sopravvento, amori e alleanze sbocciano tra le mura della villa e scioccanti rivelazioni fanno capolino dagli anfratti più bui dell’enigmatica magione. C’è qualcuno che li osserva. Qualcuno che sa. Ma la vera domanda è una: possono ancora salvarsi o qualcuno ha già scritto le loro storie?

RECENSIONE:

Il 2025 sembra essersi imposto come l’anno dei nuovi Frankenstein: tra adattamenti cinematografici e reinterpretazioni letterarie, il mito creato da Mary Shelley è tornato al centro dell’attenzione.

Anche Frankenstein il film con Benicio Del Toro ha contribuito a riaccendere l’interesse verso la Creatura e le sue molteplici letture contemporanee. In questo contesto particolarmente ricco, Young Gothic. Gli eredi di Villa Diodati di M.A. Bennett si distingue come una delle proposte più riuscite: non è un semplice rifacimento, ma un dialogo consapevole con l’eredità del gotico, capace di rinnovarla senza tradirne lo spirito

La premessa è affascinante: quattro giovani, Eve, Hal, Griffin e Ren, vengono selezionati per un esclusivo ritiro estivo nella leggendaria Villa Diodati, lo stesso luogo in cui Mary Shelley, Percy Shelley, Lord Byron, John Polidori e Claire Clairmont trascorsero le loro notti tempestose leggendo Fantasmagoriana e sfidandosi a inventare storie di fantasmi.

M.A.Bennett costruisce un parallelismo sottile ma costante tra i protagonisti moderni e i loro illustri predecessori: Eve porta con sé la stessa tensione creativa e morale che animava Mary Shelley; Hal incarna l’irrequietezza idealista di Percy; Griffin ha l’ombra magnetica e un po’ pericolosa di Byron; Ren, con la sua sensibilità più introversa, richiama la figura di Polidori. Sono somiglianze che emergono nell’aspetto, nei gesti, nei conflitti interiori, e che sembrano intensificarsi man mano che i giorni trascorrono nella villa, come se l’ambiente stesso, con le sue stanze cariche di memoria, li spingesse verso un destino già scritto

Villa Diodati, infatti, non è solo un’ambientazione, ma è viva, impregnata delle storie che ha ospitato. Le tempeste improvvise, il lago che riflette un cielo sempre un po’ troppo scuro, i corridoi che sembrano trattenere il respiro, le porte chiuse a chiave: tutto contribuisce a creare un’atmosfera che non imita il gotico, ma lo ricrea con intelligenza. È in questo contesto che i protagonisti iniziano a scrivere e a creare, e ciò che immaginano sembra prendere forma, proprio come accadde nel 1816, quando da quelle notti nacquero Frankenstein e Il Vampiro, opere destinate a plasmare l’immaginario moderno.

Young Gothic si presenta come un romanzo che intende rinnovare il gotico attraverso un linguaggio contemporaneo e dinamiche narrative tipiche dello young adult. Si colloca sulla linea del gothic revival, ma lo fa con un’attenzione marcata alla dimensione meta-letteraria: non solo racconta una storia gotica, ma riflette sul processo stesso di creare storie gotiche.

L’atmosfera e l’ambientazione sono sicuramente i maggiori punti di forza del romanzo, che combina in modo perfetto l’estetica gotica con la tensione del thriller. La scelta di creare un romanzo corale è riuscitissima perché i quattro protagonisti offrono prospettive diverse e complementari, rendendo la dinamica di gruppo uno dei motori principali della narrazione.

Un altro elemento cardine, particolarmente apprezzabile per gli amanti del thriller, è la presenza di un segreto che ciascun protagonista custodisce con ostinazione, non solo nei confronti degli altri, ma talvolta anche di sé stesso. È proprio l’intreccio di queste zone d’ombra a dare profondità al gruppo e a rendere la dinamica tra i quattro sempre più complessa e imprevedibile.

Merita attenzione anche la scelta grafica: l’uso di font differenti per ciascuna delle lettere scritte dai protagonisti non è un semplice vezzo estetico, ma un dispositivo narrativo che rafforza l’identità di ognuno di loro. La tipografia diventa così un’estensione della voce: suggerisce tratti caratteriali, ritmi interiori, fragilità e ambizioni, permettendo al lettore di riconoscere immediatamente chi sta parlando ancor prima di leggere il nome. È un dettaglio che arricchisce l’esperienza di lettura e contribuisce a rendere più vivido il mosaico psicologico dei quattro ragazzi.

Ma i punti di forza non finiscono qui! I lettori apprezzeranno i numerosi riferimenti letterari e cinematografici ed è facile immaginare che, una volta chiuso il libro, non si potrà fare a meno di voler rileggere i grandi classici del gotico e di rivedere film horror diventati cult.

Young Gothic è, in definitiva, un romanzo che dialoga con il gotico senza nostalgia e senza compiacimento. Riconosce il peso dell’eredità di Villa Diodati, la osserva con rispetto e la reinterpreta con uno sguardo moderno e una sensibilità narrativa capace di renderla ancora significativa.

Traduzione: Laura Grassi

Editore: De Agostini

Pagine: 528

Anno di pubblicazione: 2025

AUTORE:

M.A. Bennet

M.A. Bennet è un’autrice anglosassone cresciuta nello Yorkshire. Si è laureata in storia all’Università di Oxford e all’Università di Venezia, dove si è specializzata nello studio delle opere di Shakespeare come fonte storica. Dopo l’università ha studiato arte e da allora ha lavorato come illustratrice, attrice e critica cinematografica. Ha anche progettato le immagini dei tour per gruppi rock, tra cui gli U2 e i Rolling Stones.

Il suo vero amore risiede nella letteratura vittoriana. I suoi romanzi sono tradotti in venti lingue e il suo esordio horror, S.T.A.G.S., pubblicato in dieci Paesi, è stato opzionato per una serie tv. Si è sposata sul Canal Grande a Venezia e vive nel nord di Londra con il marito, il figlio e la figlia.

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