A carnevale ogni omicidio vale di Maurizio Ferrini e Giovanni Fabiano

A carnevale ogni omicidio vale
Il caos del Fucsia Crime tra satira e surrealismo

A carnevale ogni recensione vale

Recensione di: Ilenia Ruzza

TRAMA:

Cosa ci fa uno svizzero morto nella piazza di Fano, la mattina di San Valentino? Va bene, è periodo di Carnevale, ma uccidere qualcuno solo perché si aggirava in costume da alpino sembra un po’ eccessivo. Il caso appare da subito complesso e allo stesso tempo semplicissimo al titolare del CSI di Fano (struttura investigativa in franchising): poco lontano da lì, infatti, la sera prima si è svolto il party di San Valentino della diabolica signora Coriandoli.

Una femme fatale, una mantide, che mentre finge di collaborare con lui nella soluzione dei casi in realtà si dedica a oscure trame, tra cui occasionalmente il delitto – purché commesso con i crismi dell’eleganza e dello spettacolo, perché su questo la raffinata signora non transige. Tra interrogatori surreali e sfilate allegoriche, tra costumi e veleni, emergono più domande che risposte. Perché la vittima ha mangiato le famose «frittelle sbattute al muro» in una combinazione potenzialmente letale? Che ruolo ha il catering altoatesino ingaggiato per l’evento? Quale potere esercita davvero la signora Coriandoli sugli uomini del CSI?

Tutti la amano, molti la temono, nessuno può accusarla… In questa avventura rocambolesca giocata sullo sfondo sfavillante del Carnevale di Fano, la casalinga più amata d’Italia sorprende e seduce nelle vesti di inquietante investigatrice. Dando vita a un nuovo genere, il «fucsia crime», che unisce il giallo del mistero, il noir del delitto, il rosso della passione, l’oro dell’eleganza e tutti i colori dell’ironia.

RECENSIONE:

Con “A carnevale ogni omicidio vale” la già collaudata coppia Maurizio Ferrini e Giovanni Fabiano si rimette in gioco, stavolta con un genere tutto nuovo il Fucsia Crime, dove i canoni del poliziesco classico vengono sistematicamente smantellati a colpi di satira e parodia.


Protagonista assoluta l’intramontabile Signora Coriandoli che tutti abbiamo imparato a conoscere in TV.
La narrazione inizia il 14 febbraio 2026.

Nel mentre il mondo celebra l’amore e uno dei carnevali più famosi d’Italia, quello di Fano, nella piazza centrale della città, un cadavere, viene rinvenuto riverso in una fontana, dando ufficialmente il via al mistero.
A occuparsi del caso è il fantomatico CSI di Fano, un’unità investigativa che, a dispetto
dell’acronimo altisonante, non ha nulla a che spartire con le atmosfere ipertecnologiche della scientifica statunitense. La sede operativa del CSI condivide bizzarramente gli spazi con la Dance Academy Emma Coriandoli, creando un cortocircuito logistico e narrativo che è la cifra stilistica dell’intera narrazione.

Maurizio Ferrini e Giovanni Fabiano mettono al centro dei sospetti proprio lei, la “Dea”, emblema vivente tra l’ingenuità della casalinga romagnola e l’audacia della femme fatale.
Nonostante l’idea sia originale, c’è più di una scelta stilistica che rende la lettura un po’ faticosa.
Il cuore pulsante del libro risiede nello stile linguistico della protagonista.
La Signora Coriandoli ne “A carnevale ogni omicidio vale“ si esprime attraverso un linguaggio fatto di nomi propri storpiati e deformazioni lessicali che spaziano dal comico al grottesco. Esemplare è la trasformazione del regista David Lynch in un improbabile “Davide La Lince”, una particolarità questa che contribuisce a creare un clima di perenne straniamento nel lettore.

I continui richiami alla trasmissione Porta a Porta, con i suoi plastici e gli ospiti ricorrenti, non sono semplici citazioni, ma diventano elementi strutturali del racconto. Tuttavia, questa scelta aumenta il senso di confusione, rendendo la lettura un’esperienza caotica, specchio fedele della follia totale dichiarata nelle battute finali.
Nonostante la struttura del libro sia ben scandita (con capitoli brevi e indicazioni precise di data, ora e luogo) la fruizione risulta a tratti confusa.

L’uso massiccio del discorso diretto, spesso privo di indicatori chiari su chi stia parlando, disorienta e, in alcuni passaggi, risulta realmente complesso attribuire correttamente le battute, tutto ciò non può che spezzare il ritmo della narrazione.
Inoltre, l’abuso dei punti di sospensione, che dovrebbero generare attesa, sono un ulteriore elemento di disturbo.
La ricerca della risata a tutti i costi porta il racconto verso alcune soluzioni decisamente troppo trash.

Un libro per chi ha voglia di farsi due risate senza troppe pretese e per chi ama il
surrealismo romagnolo di Maurizio Ferrini.
Chi, invece, cerca un’indagine seria rischia di ritrovarsi disorientato come dopo un giro di valzer alla Dance Academy.
Ma è la stessa Woman of crime ad avvisare:
SI PREPARI, PERCHE’ QUI SIAMO DI FRONTE ALLA FOLLIA PIU’ TOTALE

EDITORE SOLFERINO
PAGINE 224
ANNO DI PUBBLICAZIONE 2026

AUTORI:

MAURIZIO FERRINI
Comico e attore tra i più amati della televisione, ha debuttato a Quelli della notte di Renzo Arbore, è stato il volto di programmi cult come Domenica In e Striscia la notizia ed è ospite fisso a Che tempo che fa. Ha lavorato per il cinema con maestri come Dino Risi e Carlo Verdone.
La sua Signora Emma Coriandoli è un’icona pop i cui i video diventano spesso virali sui social.


GIOVANNI FABIANO
Scrittore, editore, imprenditore e manager culturale. Ha iniziato come giornalista, collaborando con testate locali e nazionali, nel mondo radiofonico ha lavorato per Radio Kiss Kiss, e successivamente in programmi Mediaset. La sua voce, la sua penna e la sua visione hanno sempre cercato un varco per raccontare, per sorprendere, per incidere.A soli diciassette anni pubblica una raccolta di storie ironiche, inaugurando un percorso che lo porta a scrivere saggi sulla vita di figure ecclesiastiche e oltre quaranta libri come ghostwriter.

La sua scrittura si muove tra narrativa e saggistica, tra realtà e invenzione, con lo stesso piglio curioso e affilato che caratterizza il suo sguardo sul mondo.Tra le opere firmate direttamente da lui spiccano:Cappuccetto rosso oggi: mancano i lupi! (2009, con lo pseudonimo Fabio Di Giulia), Il senno di noi (2016), Il cubo di Argenti (2019), Il commissario Moretta (2020) scritti insieme a Maria Castaldo, fino a La porta di un calcio pulito (2022), scritto con l’ex portiere Simone Braglia.All’area creativa alterna le attività di imprenditore e manager culturale.

Con Maria Castaldo ha fondato e dirige il Festival Cinema&Libri, piattaforma viva di incontro tra cinema, letteratura e arti, che porta avanti con la stessa energia che contraddistingue la sua scrittura.

Sempre con Maria Castaldo ha collaborato alla realizzazione di sceneggiature teatrali, cinematografiche e televisive.

Condividi questo articolo:

Potrebbero interessarti anche: