Solo il buio di Maria Elisa Gualandris

Solo il buio
‘’Non so se la bellezza salverà il mondo, ma sicuramente ci dà l’illusione che non sia tutto completamente un inferno’’.

Solo il buio

RECENSIONE DI: Samanta Santoro

TRAMA:

Jasmine Faizal, diciassettenne di origini marocchine, viene trovata morta nella vasca di un vecchio lavatoio a Verbania. A indagare è Rosa Spini, giovane magistrata determinata a scoprire la verità. Ma il caso riapre una ferita profonda: la morte della sua migliore amica, Chiara, negli attentati di Parigi del 13 novembre 2015.

Mentre l’indagine prende piede, il clamore mediatico travolge Rosa, mettendo a nudo il suo passato e facendola finire sotto accusa. Affiancata dalla medica legale Barbara e dal giornalista Berna, Rosa non si lascia intimidire. Mentre cerca di svelare la verità, si addentra sempre più in una rete di menzogne e segreti, dove nulla è come sembra. Rosa dovrà confrontarsi non solo con i propri demoni interiori, ma anche con le complesse dinamiche di una comunità lacerata dalla paura e dal pregiudizio.

RECENSIONE:

Solo il buio di Maria Elisa Gualandris si presenta inizialmente come un thriller giudiziario, ma finisce per spingersi ben oltre i confini del genere, trasformandosi in un’indagine stratificata sul dolore, sulla memoria e sul pregiudizio.

La vicenda inzia con l’immagine del corpo senza vita di Jasmine Faizal, appena diciassettenne, ritrovato in un vecchio lavatoio. Sin dalle prime pagine si percepisce che non si tratta solo di un fatto di cronaca nera, ma dell’innesco di una dinamica più ampia, quasi inevitabile, che coinvolge non solo chi indaga, ma un’intera comunità.

Il vero fulcro della narrazione è Rosa Spini, giovane magistrata determinata e apparentemente guidata da un rigoroso senso di razionalità. Tuttavia, man mano che la storia procede, la sua figura si incrina, rivelando una fragilità profonda e una complessità psicologica. Il caso di Jasmine riapre infatti la ferita mai rimarginata della perdita dell’amica Chiara, negli attentati di Parigi del 2015, creando una doppia linea narrativa: da un lato l’indagine esterna, dall’altro un percorso interiore segnato da senso di colpa e dolore irrisolto.

Ed è proprio in questa dimensione più sottile che il romanzo lascia intravedere come, seppur nella sua apprensione verso la verità e la giustizia, Rosa non sembra del tutto immune da quelle stesse distorsioni cognitive che attraversano la comunità che osserva. Alcuni suoi pensieri, alcune reazioni, suggeriscono come anche chi indaga possa essere, in modo più o meno consapevole, influenzato da schemi culturali e diffidenze etniche difficili da estirpare del tutto.

Interessante anche la rappresentazione del clamore mediatico, che non solo ostacola l’indagine, ma finisce per ribaltare i ruoli, mettendo la stessa Rosa sotto pressione e sotto giudizio.

Verbania risalta come un vero e proprio microcosmo di tensioni sotterranee, sospetti e paure, soprattutto nei confronti delle origini di Jasmine. L’ autrice riesce a restituire con efficacia il modo in cui il pregiudizio possa insinuarsi nel quotidiano, deformando la percezione della realtà e alimentando una rete di narrazioni distorte.

Maria Elisa Gualandris ha saputo costruire una trama scorrevole, con un ritmo che alterna momenti di tensione a passaggi più introspettivi, mantenendo alta l’attenzione. Tuttavia, proprio questa costruzione solida e lineare finisce, in parte, per rendere alcuni sviluppi prevedibili: i colpi di scena, pur presenti, non sempre riescono a sorprendere davvero, lasciando talvolta la sensazione di un percorso già intuibile.

In definitiva, Solo il buio è un thriller che funziona sia come racconto d’indagine sia come riflessione su temi contemporanei come identità, memoria, giustizia e paura dell’altro.

Editore: Morellini

Pagine: 320

Anno di pubblicazione: 2025

AUTORE:

Maria Elisa Gualandris

Maria Elisa Gualandris è nata a Verbania, sul lago Maggiore, è laureata in filosofia. E’ giornalista professionista e collabora con diverse testate locali come cronista di nera e giudiziaria. Su Rvl La Radio ogni mattina, dalle 7 alle 9, conduce il programma “Giornale e caffè”. Con ‘’Nelle sue ossa”, il suo primo romanzo, è stata tra i finalisti al premio letterario legato al festival Etnabook 2021.

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