La sonnambula
TRAMA:
Di rado il destino si rivela fin dall’infanzia: ma è proprio quello che accade alla protagonista di questo romanzo, preda fin da bambina di svenimenti improvvisi dai quali si risveglia con il presagio di un evento futuro. I genitori cercano di tenere nascosto questo suo dono e sperano che un buon matrimonio possa metterla al sicuro: e invece è proprio quel matrimonio il luogo più pericoloso per lei, che sarà costretta a fuggire più lontano che può per ricostruirsi una vita contando solo sulle proprie forze.
Comincia così, in una città della Sardegna, l’avventura di Ofelia Rossi, “rinomata sonnambula”, donna sola e fiera, che nel suo salotto in via del Fiore Rosso si guadagna da vivere offrendo vaticini per il prezzo di 5 lire. Le sue clienti sono perlopiù signore che covano nell’animo inquietudini e desideri per sé stesse o per coloro che amano.
La sonnambula le fa parlare, le sa ascoltare, poi simula una trance, impugna una penna d’oca e scrive il suo responso. Fino a quando cominciano a verificarsi eventi che sfuggono anche alla sua sapiente regia, e il passato torna a bussare alla sua porta…
Ispirandosi a un ritaglio di giornale di fine Ottocento, Bianca Pitzorno gioca con gli archetipi del romanzo d’avventura e d’amore, intinge la penna nel gotico e nel picaresco per scrivere un romanzo brulicante di vita, onirico, ironico e politico insieme. Abitata da visioni misteriose, la sonnambula è al tempo stesso aliena da ogni superstizione, capace di affrontare con dignità e coraggio il suo destino di donna sola in un mondo ostile.
RECENSIONE:
La sonnambula è un romanzo intenso e coinvolgente che conferma ancora una volta la grande capacità narrativa di Bianca Pitzorno.
La cosa che rende questo libro ancora più interessante è il fatto che sia tratto da una storia vera: sapere che i personaggi e le vicende raccontate affondano le radici nella realtà dà alla lettura una forza emotiva particolare e permette al lettore di immergersi ancora di più nella storia.
Il romanzo è stato anche candidato al Premio Strega 2026, riconoscimento che testimonia il valore dell’opera e la qualità della scrittura dell’autrice. Bianca Pitzorno riesce a raccontare eventi complessi e profondamente umani con uno stile estremamente fluido, elegante ma mai pesante. Le pagine scorrono velocemente e il lettore si ritrova completamente immerso nell’Italia di quegli anni, tra atmosfere, tradizioni e cambiamenti sociali che fanno da sfondo alla vicenda personale della protagonista.
Al centro del romanzo La sonnambula troviamo una donna forte, resiliente, capace di affrontare difficoltà, sacrifici e ingiustizie senza mai perdere completamente sé stessa. È il ritratto di una figura femminile che lotta per la propria dignità e per la propria libertà in un periodo storico non semplice, in cui alle donne spesso veniva chiesto di tacere e accettare. Proprio per questo la protagonista colpisce così tanto: perché rappresenta il coraggio silenzioso di tante donne del passato.
Ho apprezzato molto anche la capacità dell’autrice di intrecciare la dimensione privata con quella storica. Non è solo una biografia romanzata, ma anche uno spaccato dell’Italia del Novecento, raccontata attraverso emozioni, relazioni familiari e dinamiche sociali che risultano ancora oggi attuali. La lettura fa riflettere su quanto sia cambiata la società, ma anche su quanto alcune battaglie siano ancora presenti.
Consiglio questo libro soprattutto a chi ama le biografie, le storie vere e i romanzi ambientati nella nostra Italia di un tempo. È una lettura che emoziona, coinvolge e lascia qualcosa dentro, grazie a una protagonista indimenticabile e a una scrittura capace di arrivare dritta al cuore del lettore.
Un aspetto che mi ha colpito particolarmente è che, in alcuni tratti, il romanzo sembra quasi assumere i contorni di una fiaba. Ma questo non rappresenta affatto un limite, anzi: contribuisce a rendere la lettura ancora più suggestiva e coinvolgente. Del resto Bianca Pitzorno è anche una delle più importanti autrici di narrativa per ragazzi in Italia, e questa sua capacità di intrecciare realtà, memoria e una certa atmosfera fiabesca emerge chiaramente anche in questo libro.
Bianca Pitzorno punta più sulle emozioni, sulla memoria e sul percorso umano della protagonista che su una conclusione definitiva. Alcuni lettori si potranno aspettare magari un epilogo più forte o più risolutivo, mentre invece il romanzo lascia spazio alla riflessione personale. È un finale che resta coerente con il tono del libro: malinconico, delicato e realistico.
Traduzione:
Editore: Bompiani
Pagine: 416
Anno di pubblicazione: 2026
AUTORE:

Bianca Pitzorno è una delle voci più originali e versatili della narrativa italiana contemporanea. Nata a Sassari nel 1942, ha affiancato per decenni alla scrittura un’intensa attività come autrice televisiva, sceneggiatrice, traduttrice e promotrice culturale. Dopo la laurea in Lettere classiche e una specializzazione in cinema e televisione a Milano, ha lavorato a lungo per la RAI, contribuendo alla creazione di programmi entrati nella memoria collettiva, da Chissà chi lo sa? a L’albero azzurro.
Dagli anni Settanta a oggi ha pubblicato più di sessanta opere – tra saggistica e narrativa – vendute in milioni di copie e tradotte in numerosi paesi. Ha reso la letteratura per l’infanzia un laboratorio narrativo denso e complesso, portando alla luce personaggi memorabili e mondi solo apparentemente semplici, animati da un linguaggio cristallino e da una profonda coscienza della realtà sociale. Nel 2012 è stata finalista all’Hans Christian Andersen Award, il più alto riconoscimento internazionale per la letteratura per ragazzi.
Traduttrice di Tolkien, Sylvia Plath e David Grossman, ha promosso la diffusione di importanti voci internazionali, lavorando anche per la cooperazione culturale, in particolare con la Biblioteca Ruben Martinez Villena dell’Avana. Ambasciatrice UNICEF dal 2000, ha ricevuto nel tempo importanti riconoscimenti tra cui la laurea honoris causa in Scienze della Formazione dall’Università di Bologna.
Dai primi anni Duemila ha rivolto la sua attenzione alla narrativa per adulti, confermando una capacità unica di coniugare affabulazione, rigore e profondità.
Tra i suoi libri per i più piccoli ricordiamo Quando eravamo piccole, La bambola dell’alchimista, La casa sull’albero; trai i libri per i ragazzi: Diana, Parlare a vanvera, Re Mida ha le orecchie d’asino, Tornatrás. Tra gli editori che pubblicano le sue opere ci sono Mondadori, Einaudi Ragazzi, Salani e Gallucci.
Tra i romanzi per adulti, Sortilegi (Bompiani, 2021), La sonnambula (Bompiani, 2026)