Il Calamity Club
Recensione di: Federica Salzano
TRAMA:
Mississippi, 1933. A soli undici anni, Margot “Meg” Lefleur ha imparato a sue spese che non può fidarsi di nessuno. Dal giorno in cui improvvisamente la sua adorata madre, Charlie, non è tornata a casa, Meg è diventata una delle bambine “non adottabili” dell’orfanotrofio della città, dove lotta ogni giorno per non perdere la speranza e mantenere vivo il suo spirito indomito. “È la speranza una creatura alata” recita una meravigliosa poesia che ha imparato a memoria. E quella poesia le ricorda la sua mamma.
Quando incontra Birdie, Meg ha finalmente la sensazione che qualcuno si preoccupi davvero del suo futuro. È stata la disperazione a portare Birdie lì a Oxford: la Grande Depressione stringe la sua morsa e, se non paga le rate arretrate del mutuo, rischia di finire in mezzo alla strada. La giovane intende chiedere un prestito alla sorella, che ha sposato l’erede dei Tartt, una famiglia ricca e ben introdotta nei salotti dell’alta società. Molto presto, però, si rende conto che il loro benessere non è altro che una facciata sostenuta da un’impalcatura di bugie.
Ma un giorno il caso conduce Charlie davanti alla porta di Birdie. Vittima di un sistema che l’ha ridotta sul lastrico per poi portarle via la figlia, Charlie non ha più nulla, tranne la sua intraprendenza. E propone a Birdie un piano audace ed estremamente rischioso, che potrebbe però risolvere i problemi di entrambe. È un’alleanza insolita, quella che si crea in casa Tartt, eppure fortissima, come accade tra persone che possono contare solo su ciò che hanno da darsi reciprocamente, sfidando ipocrisie e convenzioni. E, in un momento in cui alle donne viene negato ogni diritto, il loro piccolo atto di ribellione porterà conseguenze che non avrebbero mai immaginato…
RECENSIONE:
L’attesissimo secondo romanzo di Kathryn Stockett arrivato dopo ben diciassette anni dal successo mondiale di The Help.
Oxford,1933. Le strade non asfaltate di argilla rossa che sotto il sole estivo si spacca in crepe profonde, la nebbia fitta e lattiginosa che sale dal fiume Mississippi alle prime ore dell’alba, il ronzio incessante e metallico delle cicale nei pomeriggi estivi, così forte da coprire i pensieri: è in questo contesto che Kathryn Stockett ci narra la storia di Meg, una giovane ragazza di undici anni, di sua mamma Charlie e di Birdie, che incrocia il proprio percorso con il loro per aiutarle a ritrovarsi.
Sono gli anni del proibizionismo e della depressione economica nel profondo sud degli Stati Uniti, che colpiscono duramente tutti gli Americani ma in particolar modo le donne e gli uomini di colore entrambi privati dei propri diritti.
The Calamity Club è un romanzo con tantissime sfumature. Non è solo la storia di una mamma e sua figlia, ma affronta temi molto delicati che, ahimè, sono ancora tristemente attuali.
Come ci riferisce la scrittrice nelle sue note storiche, nel 1928 (gli anni in cui è ambientata la storia) era legale nello stato del Mississippi la sterilizzazione di qualsiasi persona considerata “imbecille”, un termine terribilmente ampio sotto il quale venivano fatte ricadere anche prostitute, malate di mente e donne che per qualche motivo mostravano comportamenti diversi da quelli ritenuti regolari dalla società.
Ovviamente, la commissione era presieduta da soli uomini.
Charlie, la mamma di Meg, viene ritenuta tale per aver parlato in modo promiscuo con un uomo di colore e la sua vita viene distrutta da una persona che nel mondo è ritenuta “una buona cristiana con una morale ineccepibile”. Meg è una ragazzina vivace e molto intelligente che non smette di sperare che la sua mamma venga a riprenderla ora che è chiusa nell’orfanotrofio femminile della contea di Lafayette.
Birdie è una giovane donna che ha sofferto molto nella sua giovinezza e, segnata dal proprio passato, è determinata a non permettere che ad altre anime innocenti tocchi lo stesso destino. Quando il cammino di questa donna fiera si incrocia con la solitudine e la speranza della piccola Meg, nasce un’alleanza straordinaria, un legame profondo e indissolubile che unisce donne diverse ma ugualmente colpite dall’ingiustizia.
Attraverso una scrittura densa, evocativa e a tratti graffiante, Kathryn Stockett torna a dar voce a chi non ce l’ha, smascherando con ferocia l’ipocrisia di una società bigotta e puritana che usa la morale come un’arma di controllo.
The Calamity Club ci ricorda che anche nei momenti di più profonda oscurità, quando tutto sembra perduto e l’ingiustizia sembra trionfare, la solidarietà femminile e il coraggio possono diventare la scintilla di una vera e propria rivoluzione.
Un romanzo potente, a tratti doloroso ma profondamente brillante, che consigliamo assolutamente di leggere.
Traduzione: Isabella Polli
Editore: Mondadori
Pagine: 774
Anno di pubblicazione: 2026
AUTORE:

Kathryn Stockett è nata e cresciuta a Jackson, in Mississippi. Dopo la laurea in letteratura si è trasferita a New York, dove ha lavorato nove anni nell’editoria e nel marketing di periodici. Attualmente vive ad Atlanta con il marito e la figlia. Il suo romanzo d’esordio, The Help-L’aiuto, ispiratore di un film premio Oscar, è stato tradotto in 40 lingue, ha venduto oltre 10 milioni di copie ed è ormai un piccolo classico della narrativa contemporanea.