L’enigma dell’assassino
AUTORE: Hazell Ward
TRAMA:
Londra, novembre 1974. Al numero 8 di Broad Way, in una casa georgiana avvolta nel buio novembrino, si tiene una cena con delitto. I fratelli David e Daniel Verreman hanno invitato un gruppo di ospiti selezionati per riaprire il caso più oscuro della loro famiglia: il cosiddetto “caso Verreman”, in cui il padre, Lord John Verreman, è stato accusato di aver ucciso una donna scambiandola per la moglie da cui stava divorziando. Il lettore è il Grande Detective. Tutte le carte sono in tavola. Nessun indizio viene nascosto. Ma trovare la verità è tutt’altra cosa.
RECENSIONE:
L’enigma dell’assassino è il romanzo d’esordio di Hazell Ward, autrice gallese che nel 2023 ha vinto lo Short Story Dagger della Crime Writers’ Association. E si vede. Questo non è un romanzo normale — e lo dice chiaramente fin dalla prima pagina, con una prefazione che è quasi una sfida: se sei il tipo che salta i paragrafi descrittivi, metti giù questo libro adesso.
Al centro della storia c’è il “caso Verreman”: la notte del 7 novembre 1974, Lord John Verreman — aristocratico, giocatore d’azzardo e uomo in rovina — si nasconde nel seminterrato della casa della moglie da cui sta divorziando. Vuole ucciderla. Ha sbagliato persona. La vittima è Sally Gardner, la giovane bambinaia dei suoi figli. Il caso viene chiuso in fretta. Vent’anni dopo, David e Daniel, i due figli della coppia, non ci hanno mai creduto — e per questo hanno organizzato una cena con delitto.
Il lettore viene accolto come Grande Detective e riceve un contratto da firmare: Hazell Ward si impegna a non nascondere niente, il lettore si impegna a stare attento. Tutte le carte in tavola. Nessun colpevole inventato all’ultimo minuto. Tutto è lì fin dall’inizio. Basta saperlo leggere.
Il romanzo è diviso in tre parti, e nella prima ti ritrovi davvero seduto a quella tavola la tavola della fantomatica cena con delitto. I personaggi arrivano uno alla volta, ognuno racconta la sua versione, e tu ascolti come si ascolta a una cena tra estranei, cercando di capire chi dice la verità e chi no. Ma Ward non ti lascia mai stare troppo comodo.
Ogni tanto ti ricorda che sei il Grande Detective. Poi che sei solo il lettore. Poi di nuovo il detective. Poi nessuno dei due. È un po’ disorientante, e probabilmente è fatto apposta.
La sorpresa vera arriva nella seconda parte, e cambia tutto quello che hai letto fino a quel momento. È il tipo di rivelazione che ti fa venire voglia di tornare indietro e rileggere dall’inizio e probabilmente lo farai. Dire di più sarebbe un torto a chi non ha ancora aperto il libro.
Il ritmo nella prima parte è lento, non si può negarlo. La cena va avanti portata dopo portata, e chi si aspetta colpi di scena veloci potrebbe fare fatica. Ma vale la pena resistere. Il finale non sorprende perché arriva dal nulla sorprende perché le risposte erano lì dall’inizio, e non le avevi viste. Quella sensazione, alla fine, è esattamente quello che un buon giallo dovrebbe darti. L’enigma dell’assassino è un esordio coraggioso e riuscito.
Hazell Ward ha scritto qualcosa di difficile da catalogare non è un thriller classico, non è un giallo da spiaggia, non è un romanzo di formazione. È un gioco. Un gioco fatto bene, con regole chiare e una giocatrice dall’altra parte che sa esattamente cosa sta facendo. Per chi ama Agatha Christie e i misteri da camera, è una lettura da non perdere. Il caso è aperto. Le prove sono tutte lì. Sta al lettore trovare la soluzione.
TRADUZIONE: Paolo Lucca
TITOLO ORIGINALE: The Game Is Murder
EDITORE: Longanesi
PAGINE: 456
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2026
AUTORE:

Hazell Ward vive a Wrexham, in Galles. Ha lavorato a lungo come insegnante, prima di iscriversi al Master in Scrittura creativa della Manchester Metropolitan University. Ha di recente ottenuto il PhD e sta lavorando al suo secondo romanzo. Nel 2023 ha vinto lo Short Story Dagger della Crime Writers’ Association. L’enigma dell’assassino è il suo romanzo d’esordio.