Raffaele Malavasi: Undici morti non bastano

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In un frutteto di Sparzi, località dell’entroterra genovese, viene ritrovato il cadavere di una donna. Il corpo, sottoposto a una rozza imbalsamazione, nasconde un manoscritto indecifrabile. L’indagine, affidata all’ispettore Manzi e alla sua squadra, appare fin da subito delicata per i possibili legami con un noto fatto di cronaca nera: proprio a Sparzi, tra la fine della guerra e gli anni Settanta, si verificarono undici efferati omicidi, attribuiti al cosiddetto Barbiere, mai identificato. Grazie anche al contributo di una giornalista, Orietta Costa, le indagini di Manzi seguono un filo che si muove tra presente e passato e lo portano a fare i conti con la storia del paese, legata alle violente vendette incrociate del dopoguerra. Ma quando l’ispettore comincia a sospettare che la scia di sangue abbia una matrice ben diversa, a essere in serio pericolo sarà la sua stessa vita. L’intervento di Goffredo-Red Spada, questa volta, potrebbe arrivare oltre il tempo massimo…

Recensione

La storia parte da lontano, affonda le sue radici nelle ultimissime battute della seconda guerra mondiale e, seguendo una lunga scia di sangue, attraversa anni ed epoche diverse, coinvolgendo più di una generazione, fino ad arrivare ai giorni nostri.

L’impianto narrativo risulta sin dalle prime pagine articolato e il lettore si trova a doversi districare, non senza qualche difficoltà, tra una serie di informazioni che riguardano eventi diversi e personaggi coinvolti a vario titolo.

Tutto questo rende l’avvio lento, piegando la narrazione alla necessità di farci conoscere i vari protagonisti, i loro legami e le vicende che li occupano.

Anche la linea temporale segue un ritmo strutturato in cui il presente e il passato si alternano secondo uno schema ben preciso.

I protagonisti sono tre:

Goffredo Spada, un ex poliziotto alle prese con i fantasmi del suo passato, Orietta Costa, una giornalista brillante ed intraprendente, amica di Goffredo e l’ispettore Gabriele Manzi, che deve indagare sulla scoperta di un cadavere imbalsamato artigianalmente e sepolto a Sparzi, paesino arroccato sulle alture vicino a Genova, già in passato teatro di una serie di delitti rimasti insoluti.

Le vicende dei tre corrono parallele, apparentemente slegate tra loro, ma sono destinate ad incrociarsi nel prosieguo del racconto.

Il ritmo della narrazione non incalzante, soprattutto nella parte iniziale, è ampiamente compensato da una prosa brillante ed ironica che l’autore utilizza per caratterizzare i personaggi e confezionare i loro dialoghi infarciti di elementi dialettali, che risultano così simpaticamente coinvolgenti e incuriosiscono chi legge.

A mano a mano che la storia cresce e si sviluppa il lettore, grazie anche all’abilità descrittiva dello scrittore, sì trova a compiere un viaggio attraverso i vicoli e le chiese di Genova e ad apprezzare il suo entroterra, la campagna e le asperità delle alture che la circondano.

In questo giallo dove l’atmosfera è particolare, quasi familiare, vista la genuinità dei suoi protagonisti, l’intreccio diventa anche occasione per dare spazio alle loro vicende personali, affrontando, tra l’altro, il difficile rapporto tra un padre rimasto solo e il figlio adolescente.

Nel momento in cui le storie si intersecano, la narrazione cambia passo regalando   emozioni e colpi di scena, e proprio quando si pensa di aver capito tutto, basta girare pagina per lasciarsi sorprendere una volta di più.

Autore

Raffaele Malavasi è nato a Genova ed esercita la libera professione. Da sempre accanito lettore, ha una passione per i gialli. La Newton Compton ha pubblicato con successo Tre cadaveri, Due brutali delitti, Sei sospetti per un delitto, con protagonista l’ex poliziotto Goffredo Spada, e Undici morti non bastano.

Raffaele Malavasi: Undici morti non bastano
Concludendo
Una storia che affonda le sue radici nelle ultimissime battute della seconda guerra mondiale e, seguendo una lunga scia di sangue, attraversa anni ed epoche diverse, coinvolgendo più di una generazione, fino ad arrivare ai giorni nostri.
Pro
Le descrizioni ambientali
Contro
Troppo lento nella prima metà del racconto
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