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L’anatomopatologo Quirke è in vacanza con la moglie in Spagna, sulla splendida costa di San Sebastián, quando una sera in un locale intravede un volto familiare. C’è una ragazza che assomiglia come una goccia d’acqua a April Latimer, un’amica di sua figlia. Ma non può essere April, perché lei è stata uccisa dal fratello anni prima, un indicibile scandalo che ha scosso una delle più importanti dinastie politiche irlandesi. Qualcosa non torna. Incapace di mettere a tacere il suo istinto, Quirke fa una telefonata a Dublino alla figlia Phoebe, per chiederle di raggiungerlo e trovare risposta ai suoi dubbi. Anche il sovrintendente Hackett, però, messo a conoscenza del fatto, intuisce che qualcosa non va e chiede all’ispettore Strafford di accompagnare la ragazza. Strafford, protestante di famiglia anglo-irlandese, con il suo orologio da tasca e il suo completo di tweed, con i suoi modi garbati e distratti…

RECENSIONE

La lettura è sempre soggettiva.
La premessa è d’obbligo e va tenuta presente prima di parlare di questo romanzo. In un libro infatti coesistono tanti elementi che lo rendono più o meno interessante e può facilmente accadere che la percezione dell’insieme cambi da lettore a lettore. Detto questo, entrando nello specifico, Il dubbio del killer è sicuramente un thriller che presenta una serie di fattori interessanti che promettono una lettura avvincente.
Ad incuriosire il lettore è prima di tutto la trama, con il suo carico di mistero dovuto ad una morte che sembra essere solo apparente.
Poi ci sono i personaggi, già noti a chi segue John Banville.
Da ultimo l’ambientazione, la storia si svolge tra Spagna e Irlanda, con tutto il fascino esercitato dalle descrizioni di questi luoghi.

Ciononostante il risultato finale non è all’altezza delle aspettative.

Nella prima parte dell’opera l’autore indugia a lungo nella presentazione dei personaggi, descrivendone minuziosamente gli stati d’animo e le relazioni che intercorrono tra loro, a questa si contrappone però una seconda parte, dove la storia vera e propria risulta poco approfondita e sviluppata in maniera frettolosa, con il suo enigma da risolvere che resta imbrigliato nella tela intessuta dallo scrittore. Tuttavia, in assenza del pathos, indispensabile per la riuscita di un romanzo giallo, la lettura scorre grazie ad uno stile elegante e brillante che si fa apprezzare indipendentemente dall’impianto narrativo poco convincente.

Un appunto va fatto anche alla scelta del titolo italiano, fuorviante e non in linea con la trama, alla fine della lettura infatti, non si può fare a meno di chiedersi quale fosse il dubbio del killer.

Girata l’ultima pagina, resta nel lettore la malinconica impressione di essersi imbattuto in un thriller dal grande potenziale inespresso, una sorta di promessa in parte mancata.

Traduzione: Irene Abigail Piccinini
Editore: Guanda
Pagine: 368
Anno pubblicazione: 2022

AUTORE

John Banville è nato a Wexford, in Irlanda, nel 1945.
Banville è conosciuto per la sua prosa precisa e fredda, caratterizzata da un’inventiva Nabokoviana, e per l’umorismo nero del suo spesso malizioso narratore. Scrive nel «The New York Review of Books» fin dal 1990.
Nel catalogo Guanda sono presenti: La spiegazione dei fatti, La notte di Keplero, Atena, L’intoccabile, Eclisse, L’invenzione del passato, Ritratti di Praga, Il mare (vincitore del Booker Prize 2005), Isola con fantasmi, La lettera di Newton, Teoria degli infiniti, Un giorno d’estate, Il buon informatore, Una educazione amorosa, False piste, La musica segreta, La chitarra blu, Il cerchio si chiude e, della serie dedicata all’anatomopatologo Quirke Dove è sempre notte, Un favore personale, Congetture su April e Delitto d’inverno. Ha anche scritto, sotto lo pseudonimo di Benjamin Black, La bionda dagli occhi neri. Tra i numerosi riconoscimenti, ha ricevuto anche il Premio internazionale Nonino nel 2003 e il Premio Principe delle Asturie per la Letteratura nel 2014.

John Banville: Il dubbio del killer
Concludendo
Un thriller dal grande potenziale inespresso, elegante ma non del tutto convincente.
Pro
Scrittura elegante e brillante.
Contro
Assenza di pathos.
Trama sviluppata frettolosamente e poco approfondita.
2.8
Poco convincente
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