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Pesci piccoli di Alessandro Robecchi

Pesci piccoli
Se non avete mai visto la luce delle cinque e mezza, a Milano, in primavera, non potete dire niente di questa città, e forse nemmeno di questo mondo.

Pesci piccoli

Recensione di Monica Truccolo

Capita a Carlo Monterossi di trovarsi impelagato in faccende diverse, per via della sua doppia vita. Da un lato ha fatto i soldi come autore televisivo con un programma senza pudore e dalla lacrima facile, Crazy Love. Dall’altro, quasi per emendarsi, si adopera per risolvere casi umano-criminali, insieme agli amici detective della Sistemi Integrati, Oscar Falcone e Agatina Cirrielli, in una Milano faticosa e ostile.

Flora De Pisis lo manda a Zelo Surrigone, poco lontano dalla metropoli: un crocifisso si è messo a luccicare e un bel santone, don Vincenzo, un ex prete, predica di miracoli e raccoglie donazioni, un’occasione imperdibile per Crazy Love.

Negli stessi giorni, un manager della Italiana Grandi Opere, un impero industriale delle costruzioni nel mondo, chiede aiuto alla Sistemi Integrati: l’azienda ha subìto uno strano furto, soldi, documenti, una pennetta usb. Il tutto mentre i poliziotti Ghezzi e Carella risolvono mugugnando una manciata di piccoli casi, storie ordinarie di disperazione e malavita di sopravvivenza, una caccia a tanti pesci piccoli, perché «servono un sacco di perdenti per tenere vivo il mito della città vincente».

La vita complicata del detective dilettante Carlo Monterossi – privilegiato sull’orlo del cinismo e al tempo stesso disincantato Robin Hood -, permette al suo creatore Alessandro Robecchi di scrivere noir a forte impianto sociale, che fanno molto pensare a Scerbanenco: crudo realismo unito a una solidarietà che si incarna in personaggi teneri e vivissimi.

Come la Teresa di questo romanzo, la piccola donna delle pulizie che non ha mai pensato di poter cambiare la propria vita. E proprio la sua limpida carica di verità attrae Carlo oltre la semplice simpatia, contribuendo a scompigliargli l’esistenza.

Recensione

In questo nuovo romanzo di Alessandro Robecchi ritroviamo le figure che tanto contraddistinguono le sue storie.

Innanzitutto il protagonista, Carlo Monterossi, poi ci sono i poliziotti Ghezzi e Carella, sempre alle prese con un insieme di personaggi alla ricerca della sopravvivenza quotidiana.

C’è Flora de Pisis, la conduttrice di Crazy Love, la sua trasmissione di successo, per la quale coglie uno scoop imperdibile.

Stavolta invia Monterossi in un paese, poco lontano da Milano, in cui un crocifisso si è messo a luccicare e dove Don Vincenzo, un ex prete palestrato, predica di miracoli e raccoglie donazioni.

Ritroviamo anche Oscar e Agatina, gli amici fidati di Monterossi, detective che collaborano alla Sistemi Integrati, l’agenzia investigativa di cui è titolare.

Carlo, dalla vita sempre complicata, si troverà a indagare per un manager della Italiana Grandi Opere, un grosso polo industriale delle costruzioni nel mondo, che chiede aiuto alla Sistemi Integrati perché la sua azienda è stata vittima di uno strano furto di denaro, di documentazione e di una pennetta usb.

Così prendiamo gli sfigati e non arriviamo ai pesci grossi, capo, la solita storia». «Hai ragione, Carella, ma i pesci non sono mai abbastanza grossi per te. Se troviamo chi rifornisce quelli lì tu vorrai aspettare e trovare chi rifornisce il grossista, non se ne esce, e io non posso far finta di non sapere che là dentro vivono quattro spacciatori che fanno il cazzo che vogliono”

Questa ennesima avventura di Monterossi ci porta nelle contraddizioni di una Milano di tutti i giorni: ricchezza e povertà, l’arte di arrangiarsi, stipendi modesti, lavori appaganti e lavori saltuari, un microcosmo di personaggi all’interno del quale dipanare storie e racconti.

L’autore confeziona una storia ricca di soggetti geniali, irriverenti e a tratti umoristici.

Un giallo che diverte, in cui si ride e sorride, spesso amaramente, e dove i protagonisti, ancora una volta, non ci fanno sentire spettatori delle loro vite, ma ci fanno partecipare alla storia.

Fondamentali le figure di Ghezzi e Carella, i due poliziotti delle Questura milanese che, in genere, si occupano perlopiù di indagini di poco conto, pesci piccoli, appunto, ma che stavolta riescono a far parte di una grossa operazione.

Siamo sempre nel ramo ladri di polli, eh, Ghezzi. I delinquenti veri staranno ridendo, mentre si comprano la Maserati”.

Pesci piccoli è un romanzo ben costruito e narrato con abilità.

Piacevole e affabile, con la sua prosa godibile, Robecchi ha uno stile di scrittura inconfondibile che riesce a dare al lettore la sensazione di entrare in un universo sconosciuto, senza un apparente collegamento logico fra gli eventi narrati ma poi, alla fine, tutto torna.

Il romanzo è una storia raccontata in capitoli veloci e incisivi, tant’è che i primi quattro possono già far intuire al lettore più attento quale sarà la relazione al centro della trama del libro.

E poi c’è lei, Teresa, piccola donna delle pulizie che non ha mai pensato di poter cambiare la propria vita.

Quarantenne, separata, alla ricerca di un modo di vivere dignitoso e tranquillo.

E proprio la sua limpida carica di verità attrae Carlo oltre la semplice simpatia, contribuendo a scompigliargli l’esistenza, facendogli scoprire l’amore in un incontro intenso e conturbante.

Teresa ha riso. E mentre la risata se ne andava, vergognosa e timida, una piccola risata che si perdeva chissà dove, la batteria del telefonino ha abbandonato questo mondo, ha deciso che di energia non ne aveva più, nemmeno una goccia.”

Con Pesci piccoli l’autore ci dice, senza troppi giri di parole, che viviamo in una società dell’apparire, del vuoto di pensiero logico, di eccessiva velocità e nessuna memoria.

In una società profondamente ingiusta, dove ad essere truffati, presi in giro e inascoltati sono sempre gli ultimi, i poveracci che muoiono sul lavoro, chi si spezza la schiena per arrivare a fine mese.

Editore: Sellerio Editore Palermo
Pagine: 448
Anno pubblicazione: 2024

Alessandro Robecchi scrive per vari giornali, per la tivù e per il teatro. È stato editorialista di «Il manifesto» e una delle firme di «Cuore». È tra gli autori degli spettacoli di Maurizio Crozza.

È stato critico musicale per «L’Unità» e per «Il Mucchio Selvaggio». In radio è stato direttore dei programmi di Radio Popolare, firmando per cinque anni la striscia satirica Piovono pietre (Premio Viareggio per la satira politica 2001).

Ha fondato e diretto il mensile gratuito «Urban». Attualmente scrive su «Il Fatto Quotidiano», «Pagina99» e «Micromega».

Ha scritto: Manu Chao, musica y libertad (Sperling & Kupfer, 2001) tradotto in cinque lingue, e Piovono pietre. Cronache marziane da un paese assurdo (Laterza, 2011).

Tra i suoi libri, tutti editi con Sellerio, si ricordano: Questa non è una canzone d’amore (2014), Dove sei stanotte (2015), Di rabbia e di vento (2016), Torto marcio (2017), Follia maggiore (2018), I tempi nuovi (Sellerio 2019), I cerchi nell’acqua (2020), Flora (2021), Una piccola questione di cuore (2022) e Pesci piccoli (2024).

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