Qualcuno mi uccida – Diego Pitea

Qualcuno mi uccida
“Sun Tzu lo aveva aiutato: “il generale esperto induce il nemico a muoversi e ad assumere un certo schieramento. Lo adesca con qualcosa che il nemico è sicuro di prendere e, attirandolo, con l’illusione di un piccolo vantaggio, lo aspetta in forze.”

Qualcuno mi uccida

Recensione di: Luca Ronzoni

TRAMA:

Imponente e inaccessibile come una fortezza, Villa Solari domina il borgo di Dolceacqua proprio come il suo padrone ha dominato per anni un impero di potere e segreti. Il senatore Cesare Solari è quasi un dio e, come tale, ha sempre piegato il destino al proprio volere. Ora sta per giocare la sua ultima, spietata partita. E ha scelto Richard Dale come pedina decisiva della sua strategia finale. Quando Dale varca il cancello della villa, contattato da Solari per impedire un omicidio, non sa ancora di essere entrato in un gioco perverso.

Una clausola nel testamento del senatore cela una trappola mortale e sarà il preludio di un enigma impossibile. Mentre un commissario frettoloso vuole chiudere un caso che sembra già scritto, Dale, aiutato da Doriana Guerrera, si addentra in un labirinto di indizi nascosti fra diari segreti, messaggi criptici e i corridoi silenziosi della villa. Ma per quanto Dale si affanni a cercare risposte, il mistero lo inghiotte in un abisso di follia senza fine. E scoprirà che la verità, come sempre, è più oscura di quanto si possa immaginare. Perché ci sono segreti capaci di distruggere tutto: le dinastie più potenti, le menti più lucide.

RECENSIONE:

Mea culpa. Non conoscevo Diego Pitea e i suoi lavori, e ne sono dispiaciuto, perché ho scoperto un autore che, a mio parere, scrive bene e con uno stile scorrevole, delinea con maestria i personaggi e costruisce una trama intrigante, piena di colpi di scena e sorprese, e con un finale del tutto imprevedibile, in cui la colpevolezza e l’innocenza sono concetti relativi, confusi in una rete di dubbi e di mancanza assoluta di fiducia reciproca tra i personaggi. In “Qualcuno mi uccida” Diego Pitea ci regala la quarta avventura di Richard Dale e i suoi gialli devono molto ai grandi della Golden Age, Agatha Christie in primis.

I gialli di Diego Pitea sono sempre molto ben congegnati e costituiscono una veda sfida per il lettore. “Qualcuno mi uccida” in particolare, tant’è vero che arrivato a più di metà libro non avevo ancora decifrato un solo indizio.

Una storia che mette in luce le fragilità dell’essere umano nei rapporti interpersonali, il cambiamento portato dalla consapevolezza della malattia e sentimenti labili come odio, rancore, rabbia e vendetta in un’evoluzione costante.

Un thriller mozzafiato, enigmatico, misterioso, un convinto plauso a Diego Pitea che ha creato un thriller veramente elettrizzante, magnetico, incalzante dalla prima all’ultima pagina.

Piccola nota fondamentale, il progetto “Lega del Filo d’oro” a cui sarà devoluta una parte del ricavato per la cura dei bambini sordociechi.

Un’ iniziativa meravigliosa alla quale dovremmo prestare un po’ della nostra attenzione , soprattutto noi lettori che leggiamo come se fosse la cosa più naturale che ci sia, ma per questi bambini invece è un’esperienza preclusa.

Editore: Altre Voci Edizioni

Pagine: 284

Anno di pubblicazione: 2025

AUTORE:

Diego Pitea

Diego Pitea è nato e vive a Reggio Calabria, nella punta dello Stivale. È sposato con Monica – quella dei libri – e ha tre figli meravigliosi: Nano, Mollusco e Belva. Ha iniziato a scrivere a causa di un giuramento, dopo un evento doloroso: la malattia di sua madre. Il tentativo è andato bene perché il suo primo romanzo Rebus per un delitto è risultato finalista nel 2012 al Premio Tedeschi della Mondadori, affermazione ribadita due anni dopo con il secondo romanzo: Qualcuno mi uccida. Con AltreVoci Edizioni ha pubblicato nel 2021 La stanza delle illusioni e nel 2023 Come agnelli in mezzo ai lupi. L’ultimo rintocco è stato pubblicato per la prima volta nel 2020 e riprende ora nuova vita.

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