Il canto della civetta di Isabella Liberto

Il canto della civetta
“Il canto della civetta non mente mai. Il problema è che non dice tutto.”

Il canto della civetta

Recensione di: Chiara Ferrato 

TRAMA: 

Quando il cadavere della ventisettenne Lexy Duncan viene ritrovato nel suo appartamento, il detective Michael Morgan pensa che si tratti dell’ennesimo caso di regolamento di conti con una tossica. Tuttavia, sulla scena del crimine, nota un bigliettino scritto con il sangue di Lexy in cui è indicato un nome: Beth Gillis, giornalista d’inchiesta che non vede Lexy da sei anni, ma a cui era molto legata.

Morgan si convince che la vittima, prima di morire, abbia voluto indicare la sua assassina, così inizia la sua indagine con questa convinzione: è Beth la colpevole, e non è disposto a cercare nessun altro. Beth, che un tempo considerava Lexy come una sorella, è sconvolta dalla sua morte e inizia una personale indagine per capire chi possa averla uccisa. Non solo si scontrerà con Morgan, ma sarà costretta a riaprire vecchie ferite di un passato che credeva ormai sepolto per sempre. 

RECENSIONE: 

Si dice che il canto della civetta annunci la morte. Nel romanzo di Isabella Liberto quella voce notturna risuona due volte, in momenti precisi, prima che qualcosa di irreversibile accada. Non è una coincidenza: è una chiave di lettura. E come tutte le chiavi, il suo significato si rivela solo quando si trova la porta giusta. 

Il canto della civetta parte con una premessa apparentemente semplice: una giovane donna morta, un bigliettino scritto col suo sangue, un nome. Il detective Michael Morgan legge quel nome e decide che è una confessione. Da quel momento, il romanzo costruisce una trappola narrativa in cui il lettore cade insieme a lui: le prove sembrano convergere, la logica sembra reggere, il caso sembra chiuso. Ma Isabella Liberto sa esattamente cosa sta facendo. Sa che la certezza è il difetto più pericoloso di un investigatore e di un lettore. 

Beth Gillis, la donna il cui nome è scritto col sangue di Lexy, non è il personaggio che sembra a primo impatto. Giornalista d’inchiesta abituata a scavare nelle storie degli altri, si trova improvvisamente al centro di una storia che non riesce a controllare, con un passato che credeva sepolto ma che torna a bussare con violenza. Il suo legame con Lexy era qualcosa di più di un’amicizia: loro erano una famiglia e si sa le famiglie possono essere complicate. Riaprire quella storia significa fare i conti con ciò che si è fatto, con ciò che si è taciuto e con ciò che si credeva di aver lasciato alle spalle per sempre. 

Isabella Liberto con il Canto della Civetta costruisce la tensione attraverso la progressiva erosione delle certezze. Prima il lettore è convinto. Poi inizia a dubitare. Poi capisce che ha guardato nella direzione sbagliata per tutto il tempo: non perché l’autrice abbia barato, ma perché l’autrice lo ha guidato con maestria. I segnali erano lì. Le risposte anche. Ma erano nascoste nel posto più difficile in cui cercare: nell’ovvio. 

Il titolo non è ornamento. La civetta del romanzo canta nei momenti in cui qualcosa sta per finire, e il suo verso attraversa la storia come un filo invisibile che collega passato e presente, dolore e conseguenze impreviste. C’è un segreto sepolto nel cuore di questo libro, un segreto che coinvolge non solo chi è morto, ma chi è sopravvissuto e chi, senza saperlo, portava sulle spalle un peso troppo grande. Quando quel segreto emerge, nell’epilogo, il lettore capisce che il vero crimine non era quello che credeva, e che la vera colpa non appartiene a chi pensava. 

Se c’è qualcosa che avrebbe potuto essere approfondito ulteriormente, è lo spazio dedicato al passato condiviso tra Beth e Lexy: quel legame ha una profondità emotiva enorme e si percepisce che sotto la superficie c’è ancora molto. È una lacuna minore in un romanzo che per il resto tiene il ritmo e la tensione dall’inizio alla fine. 

In conclusione, Il canto della civetta è un thriller che rispetta l’intelligenza del lettore giocando con essa. Isabella Liberto sa come costruire una menzogna plausibile e sa come smontarla. Un romanzo italiano che merita attenzione, e un titolo che, una volta finito il libro, non si dimentica più. 

Traduzione: N/A – opera italiana 

Editore: Altrevoci edizioni 

Pagine: 300 

Anno di pubblicazione: 2026 

AUTORE: 

Isabella Liberto

Isabella Liberto è scrittrice, sociologa ed editor. Ha iniziato a pubblicare i suoi romanzi nel 2017. Sensibile alle tematiche sociali, i suoi thriller affrontano problemi come stalking, femminicidio e bullismo in chiave provocatoria. Ha pubblicato sette romanzi con tre case editrici, ed è attualmente impegnata nella stesura di nuovi progetti editoriali. 

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