“Uccidi il padre” di Sandrone Dazieri

Uccidi il padre
“Il male non scompare. Cambia forma. Aspetta.”

Uccidi il padre

Recensione di: Simone Vignola

TRAMA:

Nella periferia romana un bambino scompare nel nulla. Poco distante, la madre viene trovata decapitata. Gli inquirenti accusano subito il marito, ipotizzando un duplice omicidio. Ma quando Colomba Caselli arriva sul luogo del ritrovamento, capisce che qualcosa non torna. Reduce da un congedo forzato dopo un evento traumatico, accetta di indagare in segreto per conto del suo ex capo, anche lui scettico sulla versione ufficiale.

Per far luce sul caso, Colomba collabora con Dante Torre, “l’uomo del silos”: geniale e imprevedibile, da bambino è stato rapito e segregato per anni da un misterioso carceriere noto come “il Padre”. Ora, davanti a questo nuovo crimine, riconosce una firma che sperava di non rivedere mai più. Perché il Padre sarebbe tornato? E quanto Colomba può fidarsi dell’intuito di un uomo così instabile, mentre la verità scivola nel buio? Un thriller psicologico ad alta tensione che intreccia ossessioni e segreti del passato. Con Uccidi il padre, Sandrone Dazieri firma una storia cupa e magnetica che ha consacrato la coppia Caselli-Torre nel noir italiano.

Recensione:

Leggere “Uccidi il padre” di Sandrone Dazieri significa immergersi in un thriller psicologico che non ti lascia tregua.

Dazieri apre il romanzo con un evento tragico: un bambino scompare nella periferia di Roma, mentre sua madre viene ritrovata brutalmente uccisa.

Ciò che potrebbe sembrare una tragica vicenda familiare si trasforma rapidamente in un incubo dai contorni psicologici profondi, quando il passato torna a bussare alle porte del presente.

Al centro della storia troviamo Dante Torre, uomo segnato da un trauma infantile: anni prima è stato rapito e cresciuto in isolamento da un misterioso carceriere noto come “Padre”.

La sua esistenza è segnata dalla memoria di quel dolore, e quando riconosce nei nuovi crimini la firma del suo aguzzino, la vicenda personale si intreccia con l’indagine in corso.

Accanto a lui, Colomba Caselli, poliziotta fuori servizio, che diventa il punto di riferimento emotivo e morale della narrazione. Colomba è un personaggio realistico e fragile, lontana dagli stereotipi delle investigatrici invincibili: la sua determinazione convive con dubbi e insicurezze che la rendono viva e credibile.

Sandrone Dazieri ha uno stile diretto e cinematografico: le frasi sono concise, il ritmo serrato e ogni scena costruita con precisione. L’alternanza di momenti di introspezione psicologica e sequenze di tensione pura crea un effetto quasi cinematografico, dove il lettore si sente immerso nella storia e quasi presente tra i personaggi.

La suspense non è mai artificiale: nasce dall’umanità dei protagonisti, dai loro traumi, dalle loro ossessioni, e dalla costante minaccia di un male che non si vede ma si percepisce dietro ogni angolo.

Uccidi il padre” esplora in profondità il trauma e la memoria, mostrando come il passato possa deformare e condizionare la vita adulta.

La figura del PADRE non è solo un’antagonista da catturare, ma una presenza simbolica che continua a vivere nelle ferite di Dante, un emblema della manipolazione psicologica e della violenza silenziosa.

Il confine tra vittima e carnefice, tra giusto e sbagliato, viene spesso sfumato, costringendo il lettore a confrontarsi con dilemmi morali e tensioni interiori che rendono la lettura ancora più intensa.

Dante e Colomba, insieme, incarnano due anime spezzate che cercano di trovare un senso nel caos. La loro interazione non è mai scontata: c’è rispetto, attrazione, tensione emotiva e confronto costante con i propri limiti. Questo legame aggiunge profondità al romanzo, facendo emergere l’aspetto umano e psicologico della vicenda, che va ben oltre la trama poliziesca.

Il ritmo della narrazione è inesorabile: i colpi di scena arrivano sempre al momento giusto, senza mai forzare la logica interna della storia. Anche quando si pensa di aver compreso le mosse del “Padre” o le intenzioni dei protagonisti, Dazieri ribalta la prospettiva, sorprendendo e tenendo il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. Il finale è potente, disturbante, e lascia un senso di inquietudine che permane anche dopo aver chiuso il libro.

Un thriller potente, oscuro e psicologicamente disturbante, che segna uno dei migliori esordi seriali del crime italiano. “Uccidi il padre” non è solo una caccia al colpevole, ma un viaggio nella mente di chi è sopravvissuto all’orrore.

Dello stesso autore potete leggere la nostra recensione di “Uccidi i ricchi“.

Editore: Rizzoli

Pagine:498

Pubblicazione: 2026

AUTORE

Sandrone Dazieri

Sandrone Dazieri (nato a Cremona nel 1964) è uno degli autori italiani di thriller e noir più riconosciuti del panorama contemporaneo. Inizialmente attivo come giornalista e sceneggiatore, Dazieri ha raggiunto il successo con la serie del “Gorilla”, dove il protagonista condivide con l’autore tratti autobiografici, ironia e avventure metropolitane.

Oltre ai romanzi, ha lavorato come sceneggiatore per cinema e televisione e ha rivestito ruoli editoriali di rilievo nella casa editrice Mondadori. I suoi romanzi sono tradotti in oltre venti Paesi, quelli che hanno come protagonisti Dante e Colomba sono Uccidi il padre, L’angelo, Il re di denari e Uccidi i ricchi (https://www.thrillerlife.it/2025/03/11/uccidi-i-ricchi/).

Essi hanno consolidato l’autore come maestro del thriller psicologico italiano.

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