Veleni e merletti
Recensione di: Isabella Bianco
TRAMA: Beatrice Steele ha sempre sognato una vita fatta di indagini geniali e criminali da incastrare, ma la Londra che immaginava non assomiglia affatto a quella in cui è approdata. Nel quartiere di Sweetbriar, tra teatri sfarzosi, giardini impeccabili e una sorprendente presenza di scoiattoli volanti, la sua nuova agenzia investigativa sembra promettere grandi cose… almeno in teoria.
In pratica, Beatrice e l’ispettore Vivek Drake, brillante, severo e affascinante, passano più tempo a ritrovare gatti scomparsi che a risolvere delitti. Come se non bastasse, Sir Huxley, il celebre investigatore londinese (e antica cotta di Beatrice), continua a oscurarli accaparrandosi ogni caso degno di nota. E mentre la capitale pullula di crimini su cui Beatrice muore dalla voglia di indagare, sua madre insiste perché si concentri su un obiettivo ben più urgente: trovare un marito ricco e rispettabile, così da salvare la famiglia dall’ennesima catastrofe finanziaria.
Ma quando Sweetbriar viene sconvolta da una serie di omicidi misteriosi, tutto cambia. I sospetti serpeggiano tra salotti eleganti e palchi dell’opera, e all’improvviso Beatrice si ritrova proprio dove ha sempre desiderato: al centro di un’indagine pericolosa, piena di segreti e verità scomode. Per salvare la sua agenzia, la sua reputazione e, soprattutto, la fragile alleanza con Drake, dovrà affidarsi al suo intuito… e forse anche al suo cuore, che non sembra affatto intenzionato a restare fuori dall’indagine.
RECENSIONE:
Veleni e merletti di Julia Seales è il secondo volume di un dittico di romanzi dedicato alle avventure di Beatrice Steele, una giovane donna costretta a barcamenarsi tra i desideri della madre, che la vorrebbe socialmente inserita e ben maritata, e la sua propensione per la risoluzione di omicidi e misteri.
Se nel primo romanzo a lei dedicato, Delitto al ballo, il lettore vede Beatrice destreggiarsi tra i membri, complicati e bizzarri, della sua famiglia, in Veleni e merletti lascia la campagna inglese per spostarsi nella grande città, Londra, che appare molto diversa dalla metropoli che conosciamo. Per la sua fuga cittadina, Beatrice sceglie Sweetbriar, un quartiere celebre per la presenza di attori riuniti intorno al grande teatro Sweet Majestric, e artisti di ogni tipo.
In Veleni e merletti alla narrazione esterna delle vicende di Beatrice e della sua indagine si alternano lettere private e stralci di giornale che aiutano a costruire il contesto, ambientale e sociale, in cui è ambientato il romanzo. La lettura risulta però un po’ troppo frammentaria e, mentre le lettere permettono al lettore di ritrovare, anche se in parte, i personaggi apprezzati in Delitti al ballo, i ritagli di giornale risultano poco funzionali.
Lasciando la sua città natale per trasferirsi a Londra, Beatrice ha un solo obiettivo: diventare finalmente una detective. Può riuscirci perché in questo l’aiuta Viveck Drake, suo socio in una piccola agenzia investigativa, ma per una donna scegliere una professione, perlopiù macabra, all’epoca era quasi indicibile. Così Beatrice mente alla sua famiglia e, accompagnata dalla sua chaperon Miss Bolton, finge di cercare un marito all’interno dei circoli che l’accolgono.
Quando un delitto viene consumato proprio tra le mura del Circolo della Rosa, il più esclusivo della città, Beatrice deve infiltrarsi tra le debuttanti per scoprire la verità. Mentre tenta di catturare il famigerato assassino, Beatrice si ritrova suo malgrado coinvolta in un triangolo che la lega a due uomini: da un lato il detective Drake, che ha sempre riposto grande fiducia in lei e per cui prova dei sentimenti da tempo, e dall’altro sir. Huxley, affascinante investigatore che la ammira ma è suo rivale negli affari.
Al sistema dei personaggi di Veleni e merletti si aggiunge Percival Nash, attore celeberrimo e presunto assassino, che incarna l’immagine ambigua dell’artista e i due punti di vista contrapposti del romanzo: è affascinante, carismatico, un classico «animale da palcoscenico» che ama il suo lavoro e quasi venera l’arte, ma è anche definito eccessivo, esagerato e amorale nella scelta dei ruoli da interpretare.
Nella sua caratterizzazione Percival Nash ricorda moltissimo Oscar Wilde che, nello stesso periodo storico, era egualmente controverso. È intorno al personaggio di Nash che si costruisce il tema fondante del romanzo di Julia Seales: può l’arte essere negativa? La SGS, società segreta che mira a ristabilire l’ordine morale nelle strade di Sweetbriar, è la rappresentazione dell’Obscene publications Act, un trattato vittoriano realmente esistito che controllava la moralità dei cittadini.
In Veleni e merletti uno dei temi più interessanti riguarda la presenza femminile e il ruolo delle donne nella società. Beatrice Steele non può opporsi al volere della madre – che, nelle numerose lettere riportate da Julia Seales, insiste sulla necessità per la figlia di trovare un buon partito – ma desidera solo una vita indipendente in cui crogiolarsi nei suoi interessi spesso definiti «morbosi», vorrebbe prendere il posto di Drake che le appare tanto libero.
In Veleni e merletti i personaggi femminili sono spesso anticonformisti, l’ideale della perfetta donna vittoriana è un ricordo: per definire queste figure, Julia Seales fa uso del termine bluestocking, in riferimento a un celebre movimento storico che promuoveva l’emancipazione sociale e culturale della donna. Con Veleni e merletti Julia Seales mostra come la presenza di donne intellettualmente impegnate non fosse un’eccezione: basti pensare a quanto, in Inghilterra, l’epoca regency e quella vittoriana abbiano visto la fioritura di donne scrittrici, scienziate e artiste.
La presenza forte di personaggi femminili inserisce il romanzo all’interno del sottogenere cozy mistery molto in voga negli ultimi anni, affiancandolo a romanzi come quelli del ciclo di Miss Bee di Alessia Gazzola. La scelta di coraggiose protagoniste che, sfidando le convenzioni per affermarsi nel mondo, si trovano coinvolte in delitti efferati funziona perché coniuga perfettamente la fascinazione dei lettori per il macabro e un rinnovato interesse per la letteratura delle donne.
Veleni e merletti è il romanzo perfetto per chi ama le storie con protagoniste intraprendenti o i gialli intricati, ma anche per chi desidera fare un salto indietro nel tempo e immergersi in una Londra dal sapore antico, pregna di arte e cultura.
Traduzione: Cristina Ingiardi
Editore: Piemme
Pagine: 352
Anno di pubblicazione: 2026
AUTORE:

Julia Seales è un’autrice e sceneggiatrice statunitense. Ha conseguito un master of Fine Arts in Sceneggiatura e una laurea in Letteratura inglese. È appassionata di misteri e di Jane Austen.