Fuori orario di Lorenzo Scano

Fuori orario
“Randazzo era del parere che di quei tempi, in quella città, un figlio qualsiasi – maschio, femmina, ermafrodita – fosse una iettatura».“.

Fuori orario

Recensione di: Luca Ronzoni

TRAMA:

Esiste una città parallela nel ventre della città. Un mondo di sotto che si estende per più di cento chilometri. Un underground attraversato da una folla perennemente in movimento e popolato da un’umanità ai margini. Questa città è fatta di gallerie, binari e stazioni, di scale mobili, tornelli, neon e ombre che infittiscono sotto le mille luci di Milano. Ogni giorno nella metropolitana della capitale morale transita un milione e mezzo di persone. Ed è qui che approda Roberto Randazzo. Alle spalle ha un passato rovinoso, una tragedia di cui è responsabile e che gli ha spappolato la vita.

I litri di alcol che ingurgita gli spappolano il fegato, concedendo al cuore un ingannevole conforto ad alta gradazione. Randazzo milita tra i ranghi della Milano Metro Security, la società che si occupa della sicurezza della metropolitana, e si aggira come un animale ferito tra habitué che marciscono al bancone di locali di terz’ordine, senzatetto dimenticati e baby gang fuori controllo. Poi succede qualcosa. Una vecchia conoscenza propone a Roberto di organizzare il colpo che gli può cambiare la vita, mentre un barbone viene ucciso in piazza Oberdan, proprio sopra la fermata di porta Venezia. Ma non c’è due senza tre e la regola vale pure per i guai.

Quando tutto sembra franare, ecco l’incontro con Talia – donna ebrea, raffinata, colta e ricca. Lei lo assolda per fare da guardia del corpo a suo nipote, che porta la kippah e rischia di diventare un bersaglio. Sono i giorni delle manifestazioni pro-Pal e Milano è attraversata da una tensione strisciante. Contro ogni logica, la donna vede in Roberto una scintilla di umanità e un dolore che somiglia al suo. Lui, invece, cerca un senso. O anche solo una tregua. E forse, per la prima volta, intravede una possibilità diversa dal baratro.

RECENSIONE:

Lorenzo Scano nel suo ultimo romanzo “Fuori orario”, ci immerge in una Milano nera, piovosa, fredda; una citta del peccato, in cui il protagonista, Roberto Randazzo, vive in una torbida realtà, nella quale la metropolitana ha un ruolo centrale, quasi da protagonista. Una città sotterranea dura, segnata da estremismo, razzismo e violenza gratuita. Un romanzo sincopato difficile da catalogare nelle consuete categorie di gialli, noir e hard boiled.

L’omicidio c’è, ma non aspettatevi un’indagine tradizionale fatta di indizi e deduzioni. L’elemento investigativo è stato introdotto e condotto in maniera intrigante e innovativa: la storia prenderà una svolta con l’omicidio di un barbone, episodio che farà riaffiorare in Randazzo, il dolore, la colpa e il rimorso e lo porterà a voler risolvere il caso con grande determinazione.

La narrazione ha un buon ritmo, con dialoghi ben riusciti e personaggi costruiti in maniera credibile anche se, forse, eccessivamente stereotipati. La storia è carica di colpi di scena, tra sofferenza, amicizia, amore, speranza e una sottesa ricerca di redenzione. La parte iniziale del romanzo procede con un ritmo un po’ troppo lento, rischiando di spegnere l’attenzione.

Quella di Scano è una scrittura che non fa sconti, e descrive in modo crudo la realtà che stiamo vivendo, e che non ci porterà da nessuna parte, se non a franare o a scontrarci contro un muro.; ci invita (anzi ci obbliga) a considerare che esiste un mondo che continuiamo a far finta di non vedere girandoci dall’altra parte. Scano, in “Fuori orario” non costruisce un classico enigma da risolvere, bensì una narrazione che intreccia dolore personale, conflitti sociali, riflessioni sull’identità e un affresco urbano di grande attualità.

Al centro di tutto, piuttosto, c’è l’uomo: Roberto Randazzo, vigilante nella metropolitana di Milano, custode di un mondo sotterraneo dove si addensano tensioni, piccola e grande criminalità, e dove le differenze sociali si manifestano senza filtri.

“Fuori Orario” è molto più di un “crime”: è un romanzo che si muove tra introspezione, denuncia sociale e tensione narrativa, offrendo una visione diversa di Milano e un protagonista che incarna il peso del passato e la difficoltà di rinascere.

Sul nostro sito potete trovare la recensione di “Una mattina come questa” e la nostra intervista a Lorenzo Scano.

Editore: SEM

Pagine: 288

Anno di pubblicazione: 2025

AUTORE:

Lorenzo Scano

Lorenzo Scano è un autore italiano che ha vissuto a lungo a Cagliari dove ha cominciato a scrivere crime fiction da giovanissimo. Ha pubblicato romanzi ed è stato titolare della libreria “Metropolitan”, specializzata in romanzi gialli, thriller, noir, e finalista al premio “Corpi Freddi Awards” nella categoria Migliore autore esordiente. Trasferitosi a Milano per seguire la sua passione, la scrittura, gestisce la nuova edicola in via Buonarroti: «Ho lasciato la mia vita a Cagliari per Milano, se hai un sogno qui puoi esaudirlo».

Tra i suoi libri ricordiamo: Stagione di sangue (Watson, 2016), Pioggia sporca (La Corte edizione 2018), Via libera (Rizzoli 2021), Una mattina come questa (Rizzoli 2024).

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