Il dilemma di Eva
TRAMA:
Eva Herbergen è avvocata penalista di lungo corso e forte vocazione. Lei sa, più di chiunque altro, che ogni atto criminale ha una storia. E questa storia racconta di esistenze infernali che hanno cancellato la differenza tra bene e male, oppure di fatali decisioni prese in momenti bui, attimi irreversibili che creano una faglia tra ciò che è stato e ciò che non sarà più.
La scrittrice di successo, la matrigna oberata, il milionario manipolatore, il reclutatore di bambini soldato, il cannibale mite: innocenti o colpevoli, tutti i clienti dell’avvocata Herbergen trovano in lei la miglior difesa, la certezza della più lieve tra le pene possibili, ma soprattutto la tenacia di chi vuole conoscere la persona dietro il reato che ha commesso.
Non possono immaginare che quella donna, così salda e rassicurante, sappia, con ogni più intima fibra del suo essere, che cosa significhi svoltare quell’angolo buio, convivere con fantasmi e colpe che chiedono riparazione.
RECENSIONE:
Fare la cosa giusta non è mai semplice, e spesso ciò che sembra moralmente corretto in un momento può rivelarsi una scelta sbagliata, alla luce di informazioni ottenute in seguito.
Il dilemma di Eva, primo romanzo della scrittrice e giurista Elisa Hoven, si sviluppa a partire da questa difficoltà: la protagonista, l’avvocata Eva Herbergen, cerca sempre di agire secondo l’etica e la giustizia anche nelle situazione più complicate e scomode.
Purtroppo i suoi sforzi risultano quasi sempre vani: gli imputati, i suoi colleghi e a volte addirittura gli assistiti dell’avvocata operano esclusivamente nel proprio interesse, senza curarsi di cosa sia moralmente giusto e senza prestare attenzione alle possibili conseguenze, che finiscono, inevitabilmente, col ricadere sulla stessa Eva.
Il dilemma di Eva non si limita però alla sola esplorazione dei dilemmi morali, ma li applica in particolare al campo giudiziario. Elisa Hoven è lei stessa una giurista, ed è facile notare come la sua esperienza abbia inciso sull’opera: gran parte del romanzo si svolge in tribunali o in luoghi legati al diritto, e il testo è ricco di termini e concetti giudiziari. Tuttavia essi sono inseriti in modo accessibile, cosicché anche il lettore meno esperto possa comprendere immediatamente di cosa si stia parlando.
Una scelta narrativa interessante è quella di raccontare l’intera vicenda attraverso un lungo flashback non cronologico: a parte il prologo e l’epilogo (che costituisce di fatto la conclusione del prologo stesso), il romanzo è composto da nove casi giudiziari avvenuti tra il 2004 e il 2024, riportati però in ordine non sequenziale.
Questi casi rappresentano il cuore del racconto: si tratta di processi molto singolari che mettono alla prova non solo Eva ma anche i lettori, immersi in situazioni così intricate da non riuscire neppure a immaginare come ci si comporterebbe al posto della protagonista.
Questa struttura rende però l’inizio del romanzo un po’ debole, in quanto nelle prime pagine il lettore si chiede se la narrazione sia semplicemente costituita da una serie di processi collegati tra loro. Tuttavia, dopo una decina di pagine e grazie ad attenti dettagli e a qualche piccola anticipazione, l’autrice cattura progressivamente l’interesse del lettore, che si ritrova coinvolto nella ricerca dell’ultima verità, ovvero dell’evento da cui tutto ha avuto origine.
Inoltre è importante sottolineare come ne Il dilemma di Eva il mistero non consista nello svelare chi sia il colpevole, cosa abbia fatto o perché abbia commesso il crimine.
Queste informazioni vengono svelate quasi immediatamente e la vera tensione è data dal vedere come l’avvocata Eva riuscirà a difendere il proprio assistito, colpevole o innocente che sia.
In conclusione Il dilemma di Eva di Elisa Hoven non è un thriller classico ma piuttosto un romanzo molto profondo, in grado di esplorare le caratteristiche più intime dell’animo umano, il tutto narrato in chiave giudiziaria.
Traduzione: Irene Abigail Piccinini
Editore: Neri Pozza
Pagine: 256
Anno di pubblicazione: 2026
AUTORE:

Elisa Hoven, nata a Berlino nel 1982, è docente di diritto penale all’università di Lipsia e giudice della Corte costituzionale della Sassonia. Ha svolto attività di ricerca a Cambridge, Harvard, Berkeley, Los Angeles, Phnom Penh, Basilea e Sydney, in particolare sulla genesi e le conseguenze dei crimini. È anche autrice di saggi e libri per bambini.