Darkness – Martta Kaukonen

Darkness
Ogni giorno avrei dovuto dimostrare agli altri ma anche a me stessa, che una donna poteva entrare in polizia

Darkness

Recensione di: Giulia Capacchietti

TRAMA:

La giovane Ira lavora per il quotidiano più popolare della Finlandia insieme al padre Arto, al quale si è da poco riavvicinata. Dopo un passato tormentato la sua vita sembra scorrere tranquilla, finché un ricordo sconvolgente non riaffiora: ha ucciso un uomo con una scure.
È solo un’allucinazione, un terribile incubo… o è accaduto davvero? Il dubbio inizia a perseguitarla e si fa ancora più acuto quando lei si ritrova a scrivere su casi di cronaca nera che hanno troppi punti in comune con ciò che è convinta di ricordare.
A indagare su un omicidio c’è anche l’ispettrice Kerttu, una mente affilata che è pronta ad assicurare un ultimo criminale alla giustizia prima di andare in pensione.

Ma la vittima che si trova davanti e che è stata uccisa con violenza inaudita è anche la custode di un diario. Un diario scritto senza alcun dubbio dal killer e che lascia intuire una verità agghiacciante: quell’omicidio non è stato il primo, e non sarà l’ultimo.
Per fermare la scia di morte non le resta che un’ultima carta: rivolgersi all’unico giornalista di cui si fidi.

Arto, da parte sua, ha capito che Ira è in pericolo, ma non è sicuro di riuscire a proteggerla, impegnato com’è ad affrontare fantasmi che pensava di avere seppellito, e che invece gli si ripresentano davanti, in carne e ossa…
Dopo il successo di Butterfly, Martta Kaukonen torna con un thriller in cui la linea tra realtà e illusione si fa sempre più sottile, e nel quale l’unico modo per salvarsi, forse, è affrontare ciò che la mente cerca di seppellire…

RECENSIONE:

Dopo aver letto Butterfly (qui trovate la nostra recensione), abbiamo deciso di approcciarci alla lettura di Darkness, l’ultima opera di Martta Kaukonen.

Il romanzo d’esordio aveva lasciato già qualche dubbio, specialmente riguardo a certe direzioni stilistiche, eppure era stato nel complesso intrigante.

Come il precedente romanzo, anche Darkness si è rivelato un romanzo alquanto singolare, strutturato in maniera tale da indurre costantemente il lettore a ritenere di aver intuito ogni cosa… salvo poi smentirlo.

Durante l’intero libro si percepisce che la scrittrice voglia giocare con chi legge, provocandolo a formulare congetture che non necessariamente troveranno riscontro. Ciò rende l’esperienza immersiva, sebbene talora alquanto spiazzante.

Un aspetto che è stato particolarmente curato è il carattere dei personaggi principali.

Ira è un’eroina tormentata, ardua da definire pienamente: non appare mai del tutto nitida, e proprio tale sfumatura la rende affascinante. Scorrendo le pagine il lettore si trova a domandarsi svariate volte quanto di ciò che traspare sia veritiero e quanto invece risulti mediato da ottiche deformate. È un profilo che provoca disagio, pur suscitando una forte curiosità.

Gli avevo spiegato un’infinità di volte come mi sentivo, per filo e per segno. Lui però non aveva capito. Mi sedeva accanto sorridendo, e io suo sorriso fomentava la mia rabbia. Perché non riusciva a vedermi per quella che ero, malata, ferita, infetta?”

Anche il padre di Ira, Arto, è delineato in modo incisivo. La sua figura è ingombrante, quasi soffocante, e il legame tra loro rappresenta uno dei tasselli più inquietanti dell’opera. È un uomo che sembra celare sempre qualcosa, e partecipa a creare quell’aria fosca e tesa che avvolge l’intera vicenda. Il nesso tra i due è cruciale, sebbene non venga mai esplicitato del tutto, lasciando adito a supposizioni.

Quella situazione imbarazzante mi ricordò che, per quanto avessi voluto convincermi del contrario, Ira non era ancora guarita. Perché mia figlia non poteva essere normale?”

L’aspetto che convince meno è il finale, che conclude una vicenda molto intricata in maniera poco efficace: viene inserita una persona dal nulla e, nel contempo, un altro personaggio, che compare sin dall’inizio e sembra avere un ruolo determinante nella narrazione, resta ambiguo. Soprattutto, non emerge chiaramente come si connetta ai due attori centrali, Ira e il padre. Sembra quasi manchi un pezzetto fondamentale per far quadrare ogni dettaglio in modo solido.

In sintesi, è un romanzo che è l’ideale per chi adora i thriller psicologici anticonvenzionali, in grado di spiazzare e mettere a dura prova il pubblico.

Tuttavia, di nuovo, dà un’impressione simile a quella provata con Butterfly: si viene rapiti durante la lettura, ma non totalmente appagati in ultimo.

Traduzione: Giulia Pillon

Editore: Longanesi

Pagine: 288

Anno di pubblicazione: 3 febbraio 2026

AUTORE:

Martta Kaukonen

Martta Kaukonen vive a Helsinki. Prima di diventare una scrittrice a tempo pieno è stata critica cinematografica per i più importanti giornali nazionali. Il suo romanzo d’esordio, Butterfly, è stato un grande successo di pubblico e di critica in Finlandia e in tutta Europa: tradotto in 16 paesi, arrivato in vetta alle classifiche dello Spiegel in Germania, presto diventerà una serie tv.

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