Lo speziale di Steinbrueck

Lo speziale di Steinbrueck
A volte seguire il vento significa salvarsi, ma anche lasciare indietro la vita che avrebbe potuto renderci felici.

Lo speziale di Steinbrueck

AUTORE: Matteo Mantoani 

RECENSIONE DI: Emanuela Di Novo 

TRAMA:   

«Nobilhomo, mia signora, vi riverisco. Permettetemi di presentarmi: sono Gottlob Kramer, mercante di passaggio». 

Friuli, 1738. Dopo aver girovagato per l’Europa come mercante di chincaglierie e rimedi prodigiosi, l’audace quanto sfrontato Gottlob Kramer si ritrova vicino al paese d’origine, Orgnasso, un grumo di case abbarbicato tra i monti. Sulle rive del Meduna, un fiume modesto che diventa imponente solo se gonfiato dalle piogge, si imbatte in una scena raccapricciante: il cadavere di una donna è riverso a terra, con le sottane alzate, il cranio scuoiato e nel pugno una strana pietra. Se all’inizio tutto fa pensare a un annegamento accidentale, presto gli indizi condurranno Gottlob, aiutato dall’ingenuo figlio della vittima, a una scoperta ben più macabra e pericolosa. 

Mentre il mercante cerca di risolvere l’enigma, il passato si riversa sul presente e i fantasmi della sua giovinezza tornano a tormentarlo, riportandolo a un tempo in cui, ancora ragazzo, si destreggiava come apprendista nella spezieria della città di Steinbrueck.

RECENSIONE: 

Se c’è una cosa che ho imparato dalla vita, è a stare lontano dalle folle. Lo so quanto sia eccitante trovarsi in mezzo a una piazza durante una bella impiccagione. 

Bastano poche parole a Matteo Mantoani per presentare Gottlob Kramer e trascinare il lettore dentro Lo speziale di Steinbrueck. L’incipit è brillante, ironico, sorprendente, e contiene già la voce di un protagonista che ha imparato a osservare gli uomini con disincanto e a trasformare ogni circostanza in un’opportunità. D’altronde, un buon mercante sa trarre vantaggio dalla ressa

Al suo esordio, Matteo Mantoani costruisce un mystery storico solido e coinvolgente, ambientato nel Friuli del 1738 e sostenuto da una ricostruzione capace di restituire la durezza della vita, le differenze sociali, le superstizioni e le contraddizioni dell’epoca senza appesantire la narrazione. Il ritrovamento del corpo brutalmente mutilato di Maddalena porta Gottlob a fermarsi nel paese dal quale proviene e a cercarne l’assassino. Ma l’indagine diventa presto anche un viaggio nel proprio passato. 

E qui Lo speziale di Steinbrueck mostra la sua forza. La storia si sviluppa attraverso tre momenti fondamentali della vita dello stesso protagonista. C’è Iacum, il bambino cresciuto nella miseria, capace però di amicizie assolute e animato da un istintivo senso di giustizia. C’è Giacomo, l’adolescente accolto nella spezieria di mastro Rolf, dove scopre il sapere, le responsabilità, l’amore e soprattutto il peso delle scelte. E infine c’è Gottlob: ricco, elegante, sfrontato, abilissimo nel commercio e apparentemente lontanissimo dal bambino che correva nei campi con Sandro e Marietta. 

Matteo Mantoani non racconta semplicemente una crescita. Racconta ciò che resta di noi dopo tutte le rinunce che abbiamo compiuto per diventare la persona che siamo. 

Il rapporto tra Giacomo e Rolf è uno degli elementi più riusciti del romanzo. Il maestro è colto, tormentato, severo e profondamente umano; Giacomo lo teme, lo ammira e gli vuole bene. Nel momento della sua maggiore fragilità riesce a guardarlo oltre i pregiudizi dell’epoca, riconoscendo prima di tutto l’uomo che ha davanti. Io vi rispetto, siete un grande uomo […] io voglio essere come voi: una dichiarazione di affetto e stima che dà grande intensità al loro legame. 

La stessa sensibilità attraversa il rapporto di Gottlob con Nicola, figlio di Maddalena. Dietro l’arroganza e le battute taglienti del mercante riaffiora lentamente qualcosa di Iacum: il bisogno di proteggere chi è più fragile, l’insofferenza davanti all’ingiustizia, la capacità di affezionarsi anche quando preferirebbe fingere il contrario. 

L’indagine procede intanto tra segreti familiari, antichi rancori e violenze sepolte, intrecciandosi con naturalezza alla storia personale del protagonista. Il passato non costituisce quindi una semplice parentesi narrativa: ogni ritorno indietro aggiunge un tassello necessario per comprendere l’uomo che Gottlob è diventato e il motivo per cui la morte di Maddalena lo coinvolge tanto profondamente. 

Il finale è forse la parte più amara e riuscita del romanzo. Gottlob ha ottenuto sicurezza, ricchezza e posizione sociale, ma tornando a Orgnasso è costretto a confrontarsi con la vita che avrebbe potuto avere. Marietta, Sandro, gli amici, gli affetti lasciati indietro: dietro il successo rimane il rimpianto di ciò che ha sacrificato per raggiungerlo. 

Ed è allora che la distinzione tra Iacum, Giacomo e Gottlob acquista il suo significato più doloroso. Quel bambino non è davvero scomparso, ma la strada scelta dall’adulto lo ha condotto sempre più lontano da lui e dagli altri. 

Lo speziale di Steinbrueck è dunque molto più di un mystery storico. Matteo Mantoani firma un esordio scritto con grande sicurezza, capace di unire indagine, ricostruzione storica e romanzo di formazione, e costruisce un protagonista difficile da dimenticare: ironico, contraddittorio, generoso, arrogante e profondamente malinconico. Un uomo che ha imparato perfettamente come destreggiarsi nella vita, scoprendo troppo tardi che sopravvivere e vivere non sono necessariamente la stessa cosa. 

TRADUZIONE: /

TITOLO ORIGINALE: Lo speziale di Steinbrueck

EDITORE: Fazi Editore 

PAGINE: 360 

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2026 

AUTORE 

Matteo Mantoani

Matteo Mantoani, nato a Maniago, dopo aver conseguito una laurea in Fisica nucleare a Trieste e un dottorato di ricerca a Gottinga, si è trasferito a Treviso, dove lavora. Interessatissimo alla storia della sua terra, e da sempre avido lettore, Lo speziale di Steinbrueck è il suo primo romanzo. 

Condividi questo articolo:

Potrebbero interessarti anche: