“Ingram” di Louis C.K.

Ingram
Imparai allora, e non lo dimenticai più, che ridere del rumore dell’ultimo sorso fa parte del piacere di bere una Coca-Cola.

Ingram

RECENSIONE DI: Barbara Bosia

TRAMA:
Louis C.K. ha scritto il nuovo grande romanzo americano
Texas. Una mattina la madre prepara un fagotto, lo mette in mano a Ingram e gli dice di andarsene. Non può più occuparsi di lui. Ma Ingram ha nove anni. Non sa dove andare. Non sa nemmeno cosa ci sia oltre la strada sterrata che parte da casa sua. È cresciuto in una fattoria, tra il silenzio del padre e il lento declino della madre, tra animali, polvere e nient’altro. Non ha mai visto un uomo nero.

Non sa cosa voglia dire giocare né leggere un libro. Non ha mai sentito pronunciare la parola amore. Della vita, Ingram deve ancora scoprire tutto. Ed è costretto a farlo da solo, senza un amico, nelle condizioni peggiori che il destino potesse riservargli. Quello che lo aspetta è un Texas aspro e sconfinato: campi di mais e pozzi petroliferi, interstatali senza nome e quartieri in cui nessuno lo conosce e nessuno lo aspetta.

Lungo il cammino incontra un uomo enorme che gli insegna la prima cosa vera sul mondo; una donna che lo nutre e lo accoglie come se fosse suo figlio; una cameriera che gli mette in mano un libro e gli insegna a leggere; un criminale in fuga che gli regala una bussola; un bambino ancora più solo di lui che Ingram porta sulle spalle per chilometri. Sopravvive a un tornado, a un’esplosione, ai furti, alla violenza, alla malattia. E ogni volta si rialza, con la stessa ostinazione silenziosa con cui ha imparato a camminare su una strada che non porta da nessuna parte.


Ingram è il primo romanzo di Louis C.K. e porta con sé tutto ciò che l’ha reso uno dei personaggi più embematici del nostro tempo. È un comico, ma anche un artista poliedrico, capace di riempire i teatri di tutto il mondo, Italia compresa. La sua è una comicità malinconica, che mette al centro la tristezza e il fallimento umano, perché la commedia, quella vera, non è altro che questo. Ed è esattamente questa la materia di cui è fatto Ingram: un grande romanzo americano che racconta l’America profonda, quella dei dimenticati e degli invisibili, ma che parla, con una precisione dolorosa, di qualcosa che appartiene a tutti noi.


RECENSIONE:

Lo stand-up comedian statunitense Louis C.K., amatissimo oltre oceano e dal passato controverso in seguito alle accuse di molestie del 2017, si cimenta nel suo primo tentativo letterario, attingendo a piene mani alla tradizione americana dell’eroe in viaggio alla scoperta di se stesso.

Ingram è il titolo del libro ed il nome del suo protagonista: Ingram è un bambino di nove anni che si vede costretto ad abbandonare la sua fattoria poverissima e due genitori assenti quando non violenti, vagando per 8 anni tra avventure di ogni tipo.

Ingram è di una semplicità agghiacciante: non conosce nulla di ciò che lo circonda, se non i confini del proprio cortile e gli animali che lo abitano, non sa leggere, non ha mai visto una persona di colore, cammina scalzo e si stupisce delle cose più banali: del sapore della Coca Cola come del lusso di indossare biancheria mai usata da nessun altro. Eppure Ingram dà prova di un’intelligenza sopraffina: impara a leggere con l’aiuto di una cameriera, diventa un esperto di motori, impara a guidare in un pomeriggio. Nonostante i suoi pensieri rimangano semplici, nulla di quello che incontra sul suo percorso riesce a lenire la sua purezza d’animo e la sua fiducia nel prossimo.

I vari personaggi che Ingram incontra gli gravitano intorno ciascuno per pochi capitoli, per poi perdersi nella polvere della strada che lui percorre. Tutti gli insegnano qualcosa e, anche se molti sono duri, sono estranei alla crudeltà ed efferatezza del mondo reale. Sembrano posizionati ad arte per servire il protagonista, ma mancano dello spessore e della complessità che permetterebbe loro di diventare autentici coprotagonisti.

Se la collocazione spaziale è chiara e dichiarata, dal Texas si passa in Messico per tornare in Texas, dare una collocazione temporale al testo è impossibile. L’infanzia di Ingram è caratterizzata da una povertà e mancanza di mezzi tale da far pensare al primissimo dopoguerra, nell’America più rurale ed abbandonata a se stessa. Ma poche pagine dopo Ingram transita in città piene di auto elettriche che sembrano vivere nel futuro, e finisce alla fine a lavorare all’estrazione del petrolio, sepolto vivo in giacimenti infernali in cui non si vede il cielo. Louis C.K. accenna ad un mondo che muore ed alla possibilità di spostarsi a vivere sulla Luna, nomina addirittura una guerra appena passata in cui i soldati uccidevano “gente normale, casa per casa”. Cosa è successo quindi al mondo? Ingram si ambienta in un futuro prossimo, oppure in un mondo immaginato? La curiosità è tanta perché gli indizi sono stimolanti e ben piazzati nel testo, ma rimarranno purtroppo senza seguito e senza risposta.

Tanti i temi affrontati, decisamente troppi per dare loro l’importanza che meriterebbero: la segregazione razziale, che anche in un mondo futuribile rimane ben presente; la distruzione della terra da parte dell’uomo; la conseguente ricerca disomogenea di una soluzione; la povertà insormontabile di una parte di popolazione che muore di fame. Ma anche temi più intimi come il rapporto difficile con i genitori, la malattia di un famigliare, la ricerca di se stessi, l’importanza della cultura e della curiosità. In ultimo l’onnipresente tema del viaggio on the road, caro alla cultura americana, e affrontato con più completezza da grandi come Cormac McCarthy, John Steinbeck, Jack Kerouac.Louis C.K. regala pagine di lirismo delicato, un protagonista di dolcezza e freschezza inaspettate ed abbozza un mondo tutto da scoprire, ma decide di concludere con un finale affrettato che pecca di perbenismo e buoni sentimenti. Ingram è quindi un testo con potenziale, che avrebbe avuto bisogno di più pagine, più coraggio e di una direzione più incisiva per poter essere goduto appieno.

TRADUZIONE: Alessandro Mola

EDITORE: Corbaccio
PAGINE: 304
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2026; originale inglese 2025

BIOGRAFIA AUTORE:


Louis C.K. è nato a Washington D.C. nel 1967 ed è cresciuto in Messico e Massachusetts. È un comico, scrittore e regista. Ingram è il suo primo romanzo. Vive a New York City.


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