L’arte del delitto
Recensione di: Francesca Simeoni
TRAMA:
Ottobre 1995. Dopo essere sopravvissuta a una scossa elettrica, la dodicenne Sandra Vento scopre che il suo olfatto è diventato incredibilmente potente, un dono difficile da gestire e che solo la nonna riesce ad aiutarla a comprendere. Vent’anni dopo, Sandra lavora nel mondo delle fragranze ed è a Torino per creare un nuovo profumo. Qui, ospite dell’amico restauratore Tommaso, entra in contatto con ambienti artistici e personaggi affascinanti e ambigui, tra cui la critica d’arte Vittoria Musso e suo marito, l’avvocato Ferraris.
Quando un uomo muore avvelenato durante una serata mondana, il mondo patinato dell’arte si incrina, svelando rivalità, gelosie e rancori mai sopiti. Un secondo delitto mette in allarme la città e l’indagine sembra avvitarsi in una rete di falsi d’autore, rituali enigmatici e figure che non sono ciò che sembrano. Sandra, guidata dal suo dono e da un’istintiva capacità di leggere ciò che gli altri non colgono, si ritrova coinvolta in un’indagine complessa, mentre un passato che molti credevano sepolto torna a reclamare attenzione. In una Torino elegante e oscura, dove l’arte profuma di mistero e menzogne, Sandra dovrà affrontare ciò che più di tutto è in grado di fiutare: la verità.
RECENSIONE:
Ci sono storie che conquistano il lettore grazie a un intreccio complicato, altre che puntano su personaggi bizzarri e altre ancora che riescono a distinguersi per l’originalità dell’idea di base. L’arte del delitto di Letizia Triches appartiene proprio a quest’ultima categoria, grazie a una storia che unisce in maniera insolita il mondo dell’arte e quello dei profumi, ad una indagine di polizia, attraverso un insolito filo rosso: l’olfatto.
Sandra Vento, la protagonista, è una giovane donna esperta di profumi e dotata di un olfatto straordinariamente sviluppato, dono inaspettato di un eccezionale evento passato.
Questa dote le regala la particolare capacità di osservare e interpretare la realtà da una prospettiva diversa, cogliendo particolari che spesso sfuggono agli altri ed è un aspetto che contribuisce a creare un personaggio interessante e al contempo misterioso.
Pagina dopo pagina Sandra utilizzerà, a volte anche suo malgrado, questo dote per risolvere i misteri che si sono presentanti sul suo cammino. Al contempo si impegnerà faticosamente per tenere nascosto un personale segreto legato alla sua storia che aleggia nell’aria come un fantasma, che il lettore può immaginare ma che rimarrà come un aurea attorno al lei.
Questo è uno degli aspetti maggiormente caratteristici di “L’arte del delitto”: nei romanzi gialli siamo abituati a investigatori che osservano attentamente una scena del crimine, analizzano impronte, fondano la loro ricerca su elementi scientifici corroborati dalla forza dell’esperienza, interrogano testimoni e ricostruiscono gli avvenimenti attraverso ragionamenti logici e razionali.
Qui protagonisti sono gli odori e i profumi che diventano indizi utili – anzi fondamentali – per la risoluzione del caso.
Questa scelta narrativa è risultata particolarmente efficace perché ha permesso al lettore di affrontare l’indagine da un punto di vista completamente nuovo. Letizia Triches sfrutta egregiamente questa particolare caratteristica e rende il modo di investigare della sua protagonista del tutto peculiare. Sandra non si limita a osservare il mondo: lo percepisce.
Un altro elemento che colpisce particolarmente è l’ambientazione del racconto nel mondo dell’arte.
In “L’arte del delitto” le vicende prendono avvio da un omicidio e l’indagine conduce la nostra protagonista in un ambiente nel quale nulla sembra essere esattamente come è: il mondo dell’arte appunto, che diviene lo scenario ideale per una vicenda costruita su segreti e apparenze ingannevoli.
Le opere, le collezioni e il mercato artistico non costituiscono solo uno sfondo narrativo, ma contribuiscono a definire l’atmosfera di una vicenda nella quale inganni, interessi personali e tentativi di manipolazione la fanno da padrone .
Il confine tra vero e falso diventa uno degli elementi che alimentano il mistero, mostrando quanto possa essere difficile distinguere ciò che è reale da ciò che vuole solo sembrare tale.
Dal punto di vista stilistico, ho trovato la scrittura di Letizia Triches veloce, chiara e scorrevole. La narrazione procede senza richiedere al lettore uno sforzo eccessivo per orientarsi tra avvenimenti e piani temporali.
Le informazioni vengono presentate in modo comprensibile e il linguaggio, pur contenendo riferimenti specifici al mondo dell’arte e dei profumi, non risulta difficile.
La struttura narrativa è ben articolata e assolutamente convincente. Il ritmo, segnato da capitoli brevi, rende la lettura piacevole .
Una debolezza di questo romanzo, per quanto mi riguarda, è la mancanza in alcuni passaggi della narrazione di un approfondimento ancora maggiore della loro dimensione emotiva, delle motivazioni profonde del loro agire e delle conseguenze che gli avvenimenti producono su di loro.
In un giallo è importante comprendere le motivazioni profonde che si nascondono dietro le azioni e le fragilità che hanno condotto a scelte estreme. Una maggiore attenzione a questo aspetto avrebbe potuto rendere ancora più incisivo il coinvolgimento emotivo del lettore.
In conclusione, L’arte del delitto è un romanzo che ho letto con interesse e che consiglio a chi cerca un giallo diverso dal solito, che porta con se un cammino investigativo del tutto originale.
Editore: Newton Compton editore
Pagine: 416 pagine
Anno di pubblicazione: 2026
AUTORE:

Letizia Triches è nata e vive a Roma. Docente e storica dell’arte, ha pubblicato numerosi saggi sulle riviste «Prometeo» e «Cahiers d’art». Autrice di vari racconti e romanzi di genere giallo-noir, ha vinto la prima edizione del Premio Chiara, sezione inediti, ed è stata semifinalista al Premio Scerbanenco. La Newton Compton ha pubblicato Il giallo di Ponte Vecchio, Quel brutto delitto di Campo de’ Fiori, I delitti della laguna e Giallo all’ombra del vulcano, che hanno tutti come protagonista il restauratore fiorentino Giuliano Neri; Delitto a Villa Fedora, Omicidio a regola d’arte e Delitti all’imbrunire, incentrati sulle indagini del commissario Chantal Chiusano.