Il corpo nella grotta
TRAMA:
Un cadavere affiora dal buio di una grotta labirintica nelle Dales dello Yorkshire: un delitto impossibile che sfida ogni logica. A capo delle indagini, l’ispettore Jim Oldroyd – veterano delle brume britanniche – e il detective Carter, appena sbarcato dalla caotica Londra.
La vittima? Dave Atkins: un uomo che il villaggio conosceva bene e amava poco. I sospettati abbondano, ma il mistero su come il corpo sia finito in quell’anfratto inaccessibile resta fitto. Quando un testimone chiave viene messo a tacere per sempre, l’assassino rivela la sua spietatezza: è disposto a tutto per seppellire la verità.
Nella comunità chiusa dello Yorkshire, segreti sepolti riaffiorano e menzogne si intrecciano come stalattiti. Ma Oldroyd sa che la chiave è proprio laggiù, in un abisso più nero della grotta stessa.
RECENSIONE:
“Il corpo nella grotta” è il primo, avvincente capitolo della serie di polizieschi “Misteri e omicidi nello Yorkshire”. La storia si apre immediatamente con una scoperta inquietante: nelle profondità della famosa grotta di Jingling Pot, nello Yorkshire Dales, viene rinvenuto un cadavere. Lo Yorkshire Dales è una suggestiva regione collinare del nord dell’Inghilterra, celebre per i suoi paesaggi incontaminati, le vallate verdi e, soprattutto, per la presenza di numerose spettacolari grotte calcaree, che fanno da protagonista all’intero romanzo di J.R. Ellis.
È proprio in questo scenario tanto bucolico quanto misterioso che inizia l’indagine. Il cadavere è di Dave Atkins, un uomo ben noto agli abitanti del villaggio, ma non per le ragioni migliori. Gode infatti di una pessima reputazione: è un uomo abile e intraprendente negli affari, ma disposto a ricorrere a imbrogli e sotterfugi pur di ottenere ciò che vuole. A rendere ancora più controversa e antipatica la sua figura, è il suo comportamento con le donne: Atkins è noto per corteggiarle tutte, comprese quelle già sposate, finendo così per inimicarsi mariti, compagni e più di una persona avrebbe avuto motivo di avercela con lui.
Il ritrovamento del suo corpo solleva quindi una domanda inevitabile: chi poteva desiderare la sua morte? In un villaggio dove tutti conoscevano Atkins e molti avevano avuto a che fare con lui, la lista dei possibili moventi sembra destinata ad allungarsi rapidamente. Vecchi rancori, affari poco puliti, relazioni compromettenti e risentimenti personali diventano altrettanti tasselli di un intricato mosaico investigativo.
A dare il via alle indagini è l’ispettore Oldroyd, affiancato dai due detective Carter e Steph. Ed è proprio questo insolito trio a rappresentare uno degli elementi più interessanti del romanzo: tre personaggi apparentemente molto diversi tra loro, quasi appartenessero a mondi completamente distinti, che si ritrovano invece a dover collaborare per risolvere un omicidio tutt’altro che semplice.
Oldroyd è il vero pilastro della squadra e, in un certo senso, anche una figura centrale nella comunità. È un detective esperto, estremamente abile nel suo lavoro, ma anche decisamente stravagante e lontano dall’immagine del classico ispettore tutto d’un pezzo. La sua grande passione per la professione ha finito per condizionare profondamente la sua vita privata, al punto da costargli il matrimonio e il rapporto con la famiglia. Eppure, Oldroyd non è un personaggio cupo o tormentato: al contrario, possiede un notevole senso dell’umorismo e sa essere ironico e spiritoso anche nei momenti più delicati.
Soprattutto, è profondamente legato alla propria squadra e sembra considerare i suoi collaboratori qualcosa di più di semplici colleghi. Carter è invece il personaggio che, almeno inizialmente, sembra trovarsi più fuori posto. Giovane e appena arrivato da Londra, si lascia alle spalle una realtà completamente diversa, fatta di caos, ritmi frenetici e di una vita da ragazzo spericolato dalla quale sembra essersi ormai allontanato.
Il suo passato, però, non è del tutto limpido: emergono accenni a una giovinezza turbolenta e a qualche esperienza ai margini della legalità. La scelta di entrare in polizia assume quindi un significato particolare, soprattutto perché arriva dopo un evento destinato a cambiarlo profondamente: l’assassinio del padre, anch’egli poliziotto.
Ed è proprio nel suo primo giorno di lavoro che Carter si ritrova catapultato in un ambiente che non potrebbe essere più lontano da quello londinese. Dalla confusione della metropoli passa improvvisamente alla natura incontaminata dello Yorkshire. È quasi come se, prima ancora di iniziare davvero la sua carriera da detective, fosse costretto a confrontarsi con una realtà completamente nuova.
Con il suo spaesamento, J.R. Ellis ci permette di entrare in sintonia con lui: Carter, infatti, deve ancora trovare il proprio posto, sia nella squadra sia nella nuova vita che ha scelto. Steph, infine, è forse la più enigmatica dei tre. È la detective più giovane e, proprio per questo, potrebbe sembrare a prima vista la meno esperta; in realtà, dietro il suo atteggiamento riservato si nasconde una personalità molto più complessa.
Il suo passato familiare è segnato da esperienze difficili e da abusi che hanno inevitabilmente influenzato il modo in cui guarda agli altri. Sembra avere enormi difficoltà a fidarsi delle persone e mantiene quasi sempre una certa distanza emotiva, soprattutto nei confronti degli uomini. Il suo carattere chiuso e diffidente la rende anche il personaggio di cui il lettore conosce meno. Ogni suo comportamento sembra suggerire che ci sia qualcosa di non detto, un passato che preferisce tenere accuratamente nascosto.
Ma il vero protagonista de “Il corpo nella grotta” è un altro: la natura. J.R. Ellis dedica infatti grande attenzione agli incredibili paesaggi dello Yorkshire Dales. Le colline, le vallate, i sentieri e gli scenari selvaggi contribuiscono a creare un’atmosfera particolare, sospesa tra la bellezza del paesaggio e una costante sensazione di mistero e inquietudine. È soprattutto ciò che si nasconde sotto a questa natura ciò che spaventa di più.
Sotto la superficie dello Yorkshire Dales si estende infatti un intricato sistema di grotte, corsi d’acqua sotterranei, un mondo nascosto che sembra quasi avere una vita propria. Sono luoghi avvolti da storie, leggende e racconti inquietanti, popolati nell’immaginario locale da mostri, presenze misteriose e nemici che potrebbero celarsi nelle profondità della terra.
La grotta diventa così molto più di un semplice luogo del delitto: è un ambiente oscuro e imprevedibile, nel quale ogni scoperta può condurre verso un nuovo interrogativo. Le acque che scorrono nelle profondità, i passaggi nascosti e le cavità creano un ambiente in continua trasformazione, difficile da conoscere e ancora più difficile da controllare. J.R. Ellis riesce a raccontare un territorio che sembra custodire un passato tutto da scoprire, come se sotto la quotidianità apparentemente tranquilla del villaggio esistesse una realtà completamente diversa, invisibile agli occhi di chi vive in superficie.
È questo uno degli aspetti più riusciti del romanzo: la natura non fa semplicemente da cornice alla storia, ma diventa parte integrante dell’indagine. Il paesaggio condiziona le ricerche, nasconde indizi, alimenta i sospetti e contribuisce a mantenere alta la tensione. Il punto di forza del romanzo rimane comunque l’andamento dell’indagine. L’autore riesce a coinvolgere il lettore facendolo sentire parte integrante della squadra investigativa.
Non assistiamo semplicemente alle ricerche di Oldroyd, Carter e Steph, ma le seguiamo passo dopo passo, cercando insieme a loro di mettere ordine tra testimonianze, sospetti e indizi. Ogni nuova informazione può modificare ciò che pensavamo di sapere e ogni personaggio può diventare, almeno per un momento, un possibile sospettato.
In conclusione, “Il corpo nella grotta” si rivela un giallo capace di andare oltre la semplice indagine. Troviamo una storia in cui omicidio, personaggi e ambiente si intrecciano continuamente, dando vita a un romanzo che riesce a coinvolgere il lettore sia per la trama sia per l’atmosfera.
TRADUZIONE: Amedeo Romeo
TITOLO ORIGINALE: The Body in the Dales (inizialmente: The Body in Jingling Pot)
EDITORE: Indomitus Publishing
PAGINE: 354
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2026
AUTORE:

John R. Ellis ha vissuto nello Yorkshire per gran parte della sua vita e ha trascorso molti anni esplorando i diversi paesaggi, la storia, la lingua e le comunità dello Yorkshire. Si è recentemente ritirato dopo una carriera nell’insegnamento, principalmente nell’istruzione superiore nella zona di Leeds. Oltre alla serie “Misteri e omicidi nello Yorkshire”, scrive poesie, storie di fantasmi e biografie.