Assassinio al Grand Hotel Alpine
Recensione di: Federica Salzano
TRAMA:
Tra le vette delle Alpi svizzere, sorge il lussuoso Grand Alpine Hotel. Ci si arriva solo tramite una singola, tortuosa linea ferroviaria, ma offre viste mozzafiato e un accesso esclusivo alle piste innevate. Come ogni anno, la sua clientela è composta da ospiti variegati che arrivano da tutto il mondo: c’è un’attrice famosa; un politico in ascesa con la giovane moglie della buona società e l’amico scapestrato; un astuto medico. Ma non tutti sono qui per una vacanza invernale. Dietro le coppe di champagne e le morbide pellicce si celano infatti oscuri segreti, e antichi rancori cominciano a riaffiorare come crepe nel ghiaccio.
Nel frattempo, ai margini della scena, qualcuno osserva, senza farsi notare. Una donna gentile, riservata, ma dotata di una mente eccezionale: Miss Marple. Quando viene ritrovato un cadavere all’interno della cabinovia e una bufera isola l’albergo escludendo qualunque possibilità di fuga, solo lei può riunire gli indizi prima che l’assassino torni a colpire. Perché la questione non è capire chi abbia un movente, ma chi sarà la prossima vittima…
RECENSIONE:
Assassinio al Grand Hotel Alpine è l’ultimo romanzo giallo firmato da Lucy Foley, un’autrice d’eccezione: è infatti una delle poche scrittrici autorizzate dagli eredi di Agatha Christie a riportare in vita la leggendaria Miss Marple. La stessa Foley ha dichiarato che raccogliere questo testimone è stato un grande onore, spingendola a rileggere l’intera raccolta dedicata alla celebre investigatrice per ritrovarne l’essenza.
La vicenda è ambientata negli anni Cinquanta. Miss Marple si concede qualche giorno di vacanza nel lussuoso Grand Hotel Alpine, sulle Alpi svizzere, in compagnia dell’amica Mrs. Bantry e della sua assistente. La narrazione si sviluppa attraverso capitoli ad alternanza di punto di vista, affidati in prima persona a quattro personaggi chiave: Diana Glass, l’assistente di Mrs. Bantry, Catherine Naracott, moglie di un carismatico politico, Bruno Cane, amico ed ex compagno di guerra di quest’ultimo, Sylvia Sinclair, un’affascinante stella del cinema.
Questa scelta corale (da cui Miss Marple è esclusa come voce narrante) non appesantisce la lettura; al contrario, il continuo cambio di prospettiva dona ritmo e dinamismo al racconto.
L’atmosfera è senza dubbio uno dei punti di forza del romanzo: l’hotel isolato dalla neve e le mortali minacce che colpiscono gli ospiti ricreano la classica tensione claustrofobica del genere. In perfetto stile Christie, i delitti non indulgono mai su dettagli pulp o macabri, preferendo puntare sul mistero e sulla sospettosità psicologica del gruppo.
Tuttavia, il vero nodo critico riguarda la gestione della protagonista. Miss Marple risulta una figura marginale per gran parte della vicenda: pur facendosi sentire nel finale con la sua inimitabile intuizione per la risoluzione del caso, non possiede del tutto il carisma dell’originale.
Va riconosciuto a Lucy Foley il merito di non aver tentato un’impossibile clonazione; persino la scelta di ambientare la storia fuori dall’Inghilterra segna un netto distacco dalla tradizione (fatta eccezione per le celebri vacanze nei Caraibi).
In conclusione, Assassinio al Grand Hotel Alpine, è un giallo piacevole, scorrevole e ben congegnato, che funziona benissimo se preso come omaggio moderno, ma che potrebbe parzialmente deludere chi si approccia aspettandosi un classico “romanzo di Miss Marple”.
Traduzione: Alessandra Petrelli
Titolo originale: Murder at Grand Alpine Hotel
Editore: Mondadori
Pagine: 324 pagine
Anno di pubblicazione: 2026
AUTORE:

Lucy Foley è laureata in Letteratura inglese alla Durham University e specializzata in Modern Fiction alla UCL.
Ha lavorato a lungo come editor presso la casa editrice inglese Hodder & Stoughton.
Attualmente vive a Londra. Il libro dell’amore perduto (Neri Pozza, 2015), i cui diritti sono già stati acquistati in tutto il mondo, è il suo primo romanzo.