L’inferno addosso di Lorenzo Sartori

L'inferno addosso
Certe estati non finiscono: si portano addosso.

L’inferno addosso

Recensione di: Domenico Vacca

TRAMA:

Estate del 1984. Gianfranco è ancora un ragazzino quando Alessandra, una compagna di classe, sparisce senza lasciare traccia. Per il giovane e il suo gruppo di amici la scomparsa di Alessandra diventa un’ossessione, dando vita a una serie di eventi che porterà a un’ulteriore tragedia: Marco, un amico di Gianfranco, muore in quello che verrà subito archiviato come un incidente.

Quarant’anni dopo, Gianfranco, ormai giornalista di cronaca nera, riceve un messaggio inquietante sul ritrovamento dei resti di un cadavere che potrebbe essere quello di Alessandra. A portare avanti le indagini è una donna ambigua ed enigmatica che si scoprirà sapere più di quanto dice. In una spirale paranoica in cui il passato si mescola al presente, Gianfranco non sa più cosa è reale e cosa non lo è, cosa è accaduto davvero e cosa no in quell’estate di tanti anni fa. In più, sua figlia Gaia ora è in pericolo proprio a causa dei fatti che lui credeva sepolti.

Ma chi dice la verità e chi sta mentendo?Un thriller ipnotico e vertiginoso sulla ferocia dell’adolescenza, in cui il protagonista metterà in discussione tutto, trascinando il lettore in un vortice di dubbi e segreti per un finale ricco di colpi di scena.
Una storia in cui il confine tra realtà e finzione è sottile e pericoloso e in cui i peccati di un padre tornano a tormentarlo fino a una caccia al colpevole che si trasformerà in una spaventosa discesa all’inferno.

RECENSIONE:

Ci sono estati che non finiscono mai davvero. Restano sotto la pelle come una febbre bassa, pronte a riaccendersi al primo odore di asfalto caldo, al primo frinire di cicale nel buio di un cortile. L’inferno addosso di Lorenzo Sartori nasce da una di queste estati, quella del 1984, e la riporta alla luce con la lentezza implacabile della terra che, dopo quarant’anni, decide di restituire ciò che le era stato affidato.

Nella città di C., un nome ridotto a un’iniziale, come a proteggere qualcuno o a farne il luogo di chiunque, un gruppo di ragazzini si fa chiamare i Falchi della Notte. Ognuno indossa un soprannome come un’armatura di carta: Falco è Marcello, il capo; Zico è Marco, devoto al fuoriclasse brasiliano approdato in quegli anni nel campionato italiano; Sottiletta è Elena, sua sorella; Specchio è Tommaso, l’ultimo arrivato, nascosto dietro lenti spesse come dietro un riparo; Spider è Gianfranco, la voce che racconta.

Il loro regno ha confini precisi: il cortile di un condominio bianco, il lauroceraso che offre rifugio e nascondiglio, il centro sportivo San Francesco. Oltre, dove finisce il lecito, c’è il campo dei Drago, officina e covo di una famiglia di uomini violenti, teatro di combattimenti clandestini tra cani: un luogo che sembra ringhiare anche quando tace.

Poi Alessandra, una compagna di classe, scompare senza lasciare traccia. Per i ragazzi la sua assenza diventa un’ossessione, un’indagine condotta con la serietà feroce che solo l’adolescenza conosce, finché il gioco smette di essere tale. Marco muore in quello che viene archiviato in fretta come un incidente, e tra le mura del condominio si consuma ciò che tutti, da allora, chiameranno soltanto «la strage».

Quarant’anni più tardi Gianfranco racconta il dolore altrui per mestiere: è un giornalista di cronaca nera, e forse ha scelto quel lavoro per tenere a distanza il proprio. Un messaggio lo raggiunge come una mano posata sulla spalla: sono stati ritrovati dei resti umani, potrebbero appartenere ad Alessandra. A guidare le indagini c’è una donna ambigua, enigmatica, che lascia intendere di sapere più di quanto dica.

Da qui Sartori costruisce una spirale paranoica in cui il presente si sfalda e il passato riaffiora a ondate, finché il protagonista non sa più distinguere ciò che è accaduto da ciò che ha creduto, temuto o scelto di dimenticare. E quando il pericolo arriva a sfiorare Gaia, sua figlia, la colpa smette di essere un ricordo e diventa un debito da saldare.

La forza del romanzo sta nella fusione, mai forzata, tra il passo metodico del poliziesco d’indagine e la tensione sotterranea del thriller psicologico. I due piani temporali non si alternano soltanto: si osservano, si contaminano, si correggono a vicenda. Il 1984 non ha la patina dorata della nostalgia; è un tempo di scorribande e di giochi, di lealtà giurate e tradite, in cui la crudeltà dei ragazzi si mostra in tutta la sua nudità.

Alle spalle si avverte la lezione dei grandi maestri. C’è lo Stephen King di Il corpo, il racconto da cui nacque Stand by Me, dove la ricerca di un coetaneo ucciso da un treno diventa un rito di iniziazione, una soglia che separa per sempre l’adolescenza dall’età adulta: anche per i Falchi della Notte inseguire Alessandra significa varcare un confine da cui non si torna indietro.

E c’è il Fitzek dei labirinti mentali, dove la manipolazione della realtà si fa così intricata da trasformare la ricerca della verità in un incubo, un dedalo in cui è fin troppo facile smarrire se stessi. L’inferno addosso respira queste due atmosfere in ogni pagina e le governa con autentica padronanza, piegandole a una voce che resta inconfondibilmente propria.

La scrittura di Sartori è asciutta, controllata, lontana da ogni compiacimento sentimentale. Lascia parlare i fatti e i luoghi, e proprio per questo l’emozione arriva più forte, per sottrazione: ciò che non viene detto diventa eco, attesa, inquietudine. La suspense è dosata con mano sicura, il pericolo si avverte prima ancora di poterlo nominare, e i colpi di scena non inseguono l’effetto ma obbediscono alla logica interna della storia. Il finale, vertiginoso, mantiene la promessa del titolo: la discesa all’inferno si compie davvero, dolorosa e necessaria, e chiude il cerchio senza sciogliere del tutto il nodo che stringe la gola.

Editore: Fazi editore

Pagine: 360 pagine

Anno di pubblicazione: 2026

AUTORE:

Lorenzo Sartori vive tra Crema e Milano. Game designer, giornalista e organizzatore di eventi, è direttore artistico dei festival letterari Inchiostro (Crema), Gialli&Vinili (Verbania) e SpeakEasy Noir (Treviglio). Per Fazi Editore, nel 2024 ha pubblicato Il Nido del Pettirosso, successivamente tradotto in Francia.

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