D’estate e di morte
Recensione di: Alessandra Boschini
TRAMA:
Le vacanze in Abruzzo, quest’estate, si preannunciano più impegnative del solito per Enrico, cinquantottenne milanese dirigente di banca. Una commemorazione organizzata dal gruppo scout locale lo costringe infatti a riaprire la ferita più dolorosa della sua vita. Quarant’anni prima, nell’estate del 1982, Paola, la sua ragazza, è stata brutalmente uccisa e il suo cadavere abusato durante un campeggio itinerante sulla Maiella.
Il colpevole è stato identificato e condannato. Da decenni Enrico cerca di dimenticare quella notte e solo per l’insistenza della sua vecchia compagnia e di don Patrick, sacerdote ed ex capoclan degli scout, accetta controvoglia di partecipare alla cerimonia. Ma in quell’occasione di ricordo qualcosa va storto: l’arrivo inatteso di Franca, amica precipitata nel vortice della tossicodipendenza, sconvolge tutti. La donna lancia accuse pesanti, insinuando che dietro l’omicidio di Paola si nasconda una verità mai emersa.
Enrico potrebbe liquidare quelle parole come il delirio di una persona instabile. Ma sente di non poterlo fare. Comincia a scavare – prima dentro sé stesso, rivivendo tutti gli eventi che precedettero quella notte tragica, poi ripercorrendo i fatti alla luce delle nuove rivelazioni, grazie anche all’aiuto di un maresciallo dei carabinieri in pensione. Quello che scoprirà sarà destinato a cambiare la sua vita per sempre.
RECENSIONE
Ci sono momenti, attimi, rivelazioni in grado di cambiare l’esistenza? Romano De Marco utilizzando il meccanismo narrativo del cold case, introduce un personaggio la cui vita è segnata dal momento in cui, durante un campo scout, la sua ragazza, Paola, viene brutalmente uccisa. Un’esistenza accompagnata dal rimorso, lacerata dal dolore e dal senso di colpa che Enrico Santi non ha mai superato, nascosto né abbandonato. “D’estate e di morte” si muove su due piani temporali: il presente in cui il quasi sessantenne Enrico Santi, con moglie e figlia, si reca a Ortona per partecipare alla cerimonia commemorativa in ricordo di Paola, e la fatidica Estate del 1982, segnata dalla tragedia e dai mondiali di calcio. Nel mezzo, la vita di Enrico, il lavoro, le responsabilità che gli causano problemi di salute, il rapporto con la moglie Matilda fatto di alti e bassi e le incomprensioni con la figlia adolescente, Chiara. L’arrivo a Ortona e il ritrovo del vecchio gruppo scout e di don Patrick, loro confessore e mentore, è per Enrico il riaprirsi di una ferita mai cicatrizzata, anzi, vedere i volti invecchiati degli amici gli dà la misura di un tempo che è andato e non ritornerà più: “Non c’è nessun tasto rewind a farmi recuperare la parte che ho smarrito”. A questo punto, Romano De Marco inserisce un colpo di scena che costituisce una sorta di spartiacque nella trama: l’arrivo inaspettato di Franca, che durante la commemorazione lancia parole dure, accuse verso don Patrick e inveisce contro tutti loro parlando di segreti e colpevoli. Si può dare peso alle parole di una donna con un passato di tossicodipendenza, che non ha un lavoro e nemmeno un tetto? Sarà proprio questo colpo di scena il detonatore della storia, saranno le parole di Franca e il suo tragico destino a costringere tutti, ma soprattutto Enrico, a cercare di rimettere insieme i pezzi di quel tragico passato.
“D’estate e di morte” rientra nello stile dell’autore, riconducibile alla sua produzione per la forte componente emotiva e il profondo pathos, i suoi personaggi sono tormentati, feriti, smaniosi di verità e giustizia, desiderosi di riscatto. Ortona e la Maiella sono più che un semplice sfondo, sono parte integrante della storia, con le spiagge teatro dei falò estivi e i boschi meta dei campi scout, luoghi carichi di rimpianti, che riecheggiano di canti e voci spensierate. Più che sull’indagine, Romano De Marco ha puntato sull’introspezione, sull’analisi dei pensieri del protagonista che, narrando in prima persona, permette al lettore una totale immersione nei suoi ricordi, nelle riflessioni vivide e lucide, portando così a galla segreti, menzogne e sensi di colpa. In questo modo la narrazione risulta privata di indagini poliziesche, i colpi di scena sono riconducibili a plot twist e a rivelazioni che, di fatto, non mutano il corso degli eventi: Romano De Marco ha puntato tutto sull’atmosfera intimista, carica di silenzi e parole non dette, recriminazioni e nostalgia per un’adolescenza serena e spensierata a cui un gesto brutale ha decretato la parola fine, proiettando le vite dei protagonisti in un presente costellato di menzogne.
EDITORE: 66thand2nd
PAGINE: 276
Anno di pubblicazione: 2026
AUTORE:

Romano De Marco (qui la nostra intervista) abruzzese, classe 1965, esordisce come autore nel 2009 con FERRO E FUOCO (Giallo Mondadori n. 2974 ripubblicato per le librerie, nel 2012 da Pendragon edizioni). Nel 2011 esce il suo MILANO A MANO ARMATA, (Foschi Editore, premio Lomellina in giallo 2012). Nel gennaio 2013 è la volta di A CASA DEL DIAVOLO (Time Crime, Fanucci – ripubblicato da Pickwick Mondadori nel 2020). Nel 2014 pubblica con Feltrinelli IO LA TROVERO’ (collana Fox Crime, 2014) cui fanno seguito CITTA’ DI POLVERE (Narrativa 2015) e MORTE DI LUNA (Zoom Filtri, 2015 e Pickwick Mondadori, 2020). Dal 2017 passa all’editore PIEMME col quale pubblica L’UOMO DI CASA (premio lettori al noir festival, premio Scerbanenco 2017) SE LA NOTTE TI CERCA (Premio Fedeli 2018) NERO A MILANO (premio lettori al noir festival, premio Scerbanenco 2019, Premio Nebbiagialla 2020 e Premio Giallo Ceresio 2020) IL CACCIATORE DI ANIME (2020). Nel 2021 escono UN PO’ MENO DI NIENTE (con lo pseudonimo Vanni Sbragia) e STORIE DEL BORGO SENZA TEMPO entrambi per l’editore FERNANDEL di Ravenna. Nel 2022 è la volta di LA CASA SUL PROMONTORIO Salani editore, nel 2023 esce CODICE DI FERRO (Camena Editore) seguito diretto del suo primo romanzo uscito per il Giallo Mondadori e scritto 15 anni prima. A maggio 2025 esce DIMENTICARE MILANO (quarto capitolo della serie Nero a Milano) edito da UBAGU Press. Il suo ultimo romanzo è D’ESTATE E DI MORTE (66thand2nd, maggio 2026). È tradotto in Spagna e Danimarca, ha pubblicato racconti e articoli su Linus, Il Corriere della sera, Micromega e sulle collane del Giallo Mondadori. Collabora con vari blog e i suoi racconti sono inseriti in oltre venti antologie. Dal 2019 è direttore artistico del festival GIALLODISERA a Ortona. Dal 2026 collabora con il festival letterario Macondo di Francavilla al mare.