Zero
Recensione di: Giorgia Gallerani
Trama:
In nome della sicurezza nazionale, la CIA, insieme al genio della Silicon Valley Cy Baxter, ha creato Fusion, un sofisticatissimo software di spionaggio in grado di rintracciare chiunque e in qualsiasi luogo si trovi. Prima del lancio ufficiale sul mercato, dieci cittadini americani sono stati accuratamente selezionati per testarlo. Al momento stabilito, i partecipanti avranno a disposizione due ore per “azzerarsi”, ovvero spegnere i cellulari, tagliare ogni contatto con amici e familiari e usare qualunque strategia per scomparire nel nulla. Dopodiché, avranno trenta giorni per eludere le tenacissime Squadre di Cattura sguinzagliate sulle loro tracce.
Chiunque riuscirà a battere Fusion riceverà 3 milioni di dollari in contanti. In caso prevalga il software, invece, sarà il suo ideatore Cy Baxter a ottenere un contratto da 100 miliardi con la CIA e l’accesso a risorse di intelligence fondamentali per sviluppare Fusion e rivoluzionare per sempre il concetto di sorveglianza.
Per una partecipante, tuttavia, la posta in gioco è decisamente più alta. Kaitlyn Day, una tranquilla bibliotecaria di Boston individuata dagli organizzatori come “bersaglio facile”, si rivela in realtà molto più risoluta di quanto calcolato. Le sue abilità in questo gioco letale superano ogni previsione, e la motivazione che la spinge va ben oltre il denaro. Kaitlyn deve vincere per ottenere ciò che vuole, ma Baxter non si fermerà davanti a nulla per realizzare il suo progetto.
E, quando il timer segnerà lo zero, ci sarà un solo vincitore… Anthony McCarten, candidato quattro volte agli Oscar per le sue sceneggiature, ci regala un thriller ingegnoso e dal ritmo implacabile, ricco di colpi di scena e riflessioni estremamente attuali sui confini tra libertà individuale e potere, mettendoci al contempo in guardia sulle possibili derive dello sviluppo tecnologico.
Recensione:
Con “Zero”, Anthony McCarten firma un romanzo capace di fondere il ritmo serrato del thriller con una riflessione lucida e inquietante su temi che toccano la nostra quotidianità, molto più di quanto vorremmo ammettere.
Siamo di fronte a una storia che corre, incalza, intrattiene ma al tempo stesso interroga, mette in crisi, ci costringe a guardare in faccia una delle più grandi domande del nostro tempo: fino a che punto siamo disposti a cedere la nostra libertà in cambio di protezione?
La trama ruota attorno a un esperimento radicale. La CIA, in collaborazione con Cy Baxter, imprenditore-genio della Silicon Valley, ha sviluppato Fusion, un avanzatissimo software di sorveglianza in grado di localizzare qualsiasi persona, ovunque si trovi. Prima di adottarlo ufficialmente, decidono di metterlo alla prova: dieci cittadini comuni, accuratamente selezionati, devono cercare di “scomparire” per 30 giorni, sfuggendo a ogni radar, telecamera, traccia digitale. Chi ci riesce, vince 3 milioni di dollari. Se tutti falliscono, Fusion avrà dimostrato la sua infallibilità e Baxter riceverà un contratto da 100 miliardi di dollari.
Tra i protagonisti di questo “gioco” troviamo Kaitlyn Day, una bibliotecaria di Boston apparentemente anonima, scelta proprio per la sua prevedibile normalità. Tuttavia, nel corso del romanzo, Kaitlyn si rivela una figura sorprendentemente complessa e determinata. La sua fuga si trasforma ben presto in un atto di resistenza, non tanto verso il software in sé, quanto verso un sistema che pretende di conoscere e controllare ogni aspetto della vita umana.
Il cuore del romanzo risiede nella riflessione sulla sorveglianza di massa e sulle sue implicazioni etiche. “Zero” ci costringe a interrogarci su quanto siamo disposti a rinunciare alla nostra autonomia e privacy, in nome della sicurezza. L’autore descrive un mondo ipertecnologico, ma non così distante dal nostro presente: le tecnologie che oggi utilizziamo quotidianamente raccolgono costantemente dati, tracciano abitudini e comportamenti, e contribuiscono a costruire profili sempre più accurati.
La figura di Cy Baxter è emblematica, più che un antagonista, è l’incarnazione di una visione del mondo tecnocratica, in cui tutto ciò che può essere misurato e previsto è considerato superiore, efficiente e persino più giusto. McCarten non lo demonizza, lo presenta come un uomo convinto di agire per il bene collettivo, ed è proprio questa ambiguità morale a rendere la narrazione più efficace e inquietante.
Dal punto di vista stilistico, “Zero” si presenta con una prosa agile e cinematografica, alternando momenti di suspense a passaggi più introspettivi. La struttura a capitoli brevi contribuisce a mantenere un ritmo incalzante, adatto al genere thriller, ma senza sacrificare la qualità della scrittura. L’autore dimostra grande abilità nel bilanciare la tensione narrativa con un sottotesto ricco di domande esistenziali e politiche. L’ambientazione, volutamente sobria e “reale”, accentua il senso di urgenza e credibilità del racconto: ciò che leggiamo potrebbe accadere oggi, o al massimo domani.
Senza indulgere in facili allarmismi, McCarten costruisce una critica sottile ma penetrante al mito del controllo totale, ricordandoci che la libertà, per quanto imperfetta, è un bene fragile e mai scontato. Consiglio“Zero” non solo agli amanti del genere thriller, più in generale a chiunque voglia interrogarsi sulle derive possibili del nostro presente iperconnesso.
Editore: Mondadori
Pagine: 377
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Anthony McCarten è uno scrittore, sceneggiatore e produttore cinematografico neozelandese. Nel 2015 è stato premiato dalla British Academy of Film and Television Arts per la sceneggiatura di La teoria del tutto, dedicato alla vita di Stephen Hawking. Dal suo libro L’ora più buia (Mondadori, 2017) è stato tratto l’omonimo film con Gary Oldman.