La stanza dei fiori neri

La stanza dei fiori neri
“Quando meno te lo aspetti, accadono le cose più incredibili”.

La stanza dei fiori neri

RECENSIONE DI: Alessandra Boschini

TRAMA:  

Paul Cialdini, giornalista bolognese cinico e dal passato traumatico, viene risucchiato in un incubo quando il cadavere della sua ex collega Lara Genovesi viene ritrovato nella remota Foresta delle Streghe, in Umbria. Lara è morta da due anni, ma il suo corpo è perfettamente conservato e reca i segni di una tortura scientifica agghiacciante: è stata tenuta in vita come un “vegetale cosciente”.

La ricerca della verità spinge Paul dai deliri mistici di un’anziana “strega” locale fino alla Maremma toscana, nell’inespugnabile Rocca Pavone. Qui domina il Kompte Goffredo Malcorvo, un nobile deforme e coltissimo, ossessionato dalla conservazione della materia e dall’occultismo. Tra silenzi omertosi, fenomeni apparentemente soprannaturali ed esperimenti scientifici al limite dell’estremo, Paul scopre che la razionalità e la follia arcaica sono fili della stessa, letale ragnatela.

RECENSIONE:

La stanza dei fiori neri” vede il ritorno del giornalista investigativo italo americano Paul Cialdini (che abbiamo conosciuto nel primo romanzo “Il mistero di Villa Lamento e nel secondo “Il palazzo delle ombre”), nato dalla penna di Roberto Carboni. Questa terza indagine conferma la prosa descrittiva e l’amore per le atmosfere cupe, gotiche di Roberto Carboni che immerge il lettore nel cuore dell’Umbria e dell’Appennino tosco emiliano, tra la Foresta delle Streghe e il Borgo di Rocca Pavone.

Sempre alla ricerca della verità, Paul Cialdini ha il corpo e l’anima segnati da molte cicatrici e periodi sofferti “il suo peccato mortale è la curiosità” e sarà proprio la curiosità, la sua impellente sete di sapere, a spingerlo ad avventurarsi tra la neve che scende abbondante sulle colline umbre.

È lì che è stato ritrovato il cadavere della sua collega ed ex fiamma, Lara Genovesi, scomparsa da tre anni. Il suo corpo reca segni di torture indicibili, per mesi pare sia stata tenuta in vita come un vegetale, paralizzata mentre le venivano iniettate sostanze conservanti. Chi si è accanito così ferocemente su di lei? Perché tanta spietatezza? A ritrovare il corpo di Lara è Leonarda Gubbiotti, “una squinternata accusata di praticare magia nera, che s’era fatta 8 anni di manicomio criminale, accusata di aver ucciso il figlioletto”.

La vecchia vive nella più totale indigenza eppure Cialdini sente che Leonarda non è per nulla maligna anzi, “depositaria di antichi segreti e saperi meritava rispetto, cercava comprensione: era un essere umano che non trovava pace”. Ricostruendo i movimenti di Lara, Cialdini viene a conoscenza di un luogo suggestivo e bizzarro, Rocca Pavone chiamata anche Rocca Spavento, una sorta di enclave, un piccolo impero autonomo con leggi proprie un’atmosfera d’altri tempi, retta da un uomo colto e “dal passato tormentato” che ne finanzia la gestione: il Kompte, ultimo discendente della dinastia Malcorvo, originaria di Agrigento.

L’uomo sembra conoscere tutto di Paul Cialdini, il suo passato, ciò che lo fa soffrire, quello che sta pensando. Ma qual è il legame tra il Kompte e Leonarda? Era Lara il filo conduttore dell’intera vicenda? 

Il fascino della scrittura di Roberto Carboni è dato soprattutto dalle atmosfere create ad arte per suggestionare e dalla potenza evocativa delle metafore che dominano le pagine; la narrazione in prima persona immerge il lettore in un contesto dominato da simbolismo ed esoterismo, immagini in grado di trasmettere inquietudine, claustrofobia ed oppressione. I capitoli brevi e i salti temporali creano quella curiosità che rende la lettura febbrile e concitata anche se, talvolta, Carbonisembra calcare un po’ troppo la mano sulle astrusità e sulle allegorie descrittive delle stanze del Palazzo di Rocca Spavento.

Ne “La stanza dei fiori neri” l’indagine di Paul Cialdini si focalizza sulla mente umana che anela, attraverso la magia, l’occultismo, il simbolismo e la magia, il superamento del confine tra la vita e la morte: la questione etica valica l’importanza della ricerca del colpevole. E di colpevoli se ne trovano molti in questo romanzo, persino insospettabili e insospettati ma coinvolti e omertosi pur di salvare le apparenze. Roberto Carboni non si erge mai a giudice supremo condannando o assolvendo, non separa mai in modo netto il bene dal male ma si focalizza sul potere della mente umana e sui suoi limiti.

Così “La stanza dei fiori neri” diventa metafora della psiche, dello spazio interiore che ingloba e trattiene paure, ricordi, ossessioni e anche gli spettri, quei fiori neri partoriti dalle angosce, dalle paure e dalla nostalgia, che non danno pace e urlano “nutrendosi della nostra disperazione”. La paura della morte, del distacco e dell’abbandono, la pietà e la rabbia per le disuguaglianze, le ingiustizie e l’incapacità di accoglienza sono i temi peculiari di “La stanza dei fiori neri”. Il punto di forza dei romanzi di Roberto Carboni è la capacità di scandagliare l’animo umano e di portarne alla luce ogni riflesso, ogni caratteristica forse a discapito dell’investigazione vera e propria ma avvolgendo il lettore in un climax coinvolgente e appassionante.

TRADUZIONE: /

TITOLO ORIGINALE: La stanza dei fiori neri

EDITORE: Newton Compton

PAGINE: 320

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2026

AUTORE: 

Roberto Carboni classe 1968, è nato a Bologna e vive sulle colline di Sasso Marconi. È autore di numerosi romanzi e docente di Scrittura creativa a tempo pieno. Nel 2015 è stato premiato con il Nettuno d’Oro (in precedenza attribuito, tra gli altri, a Lucio Dalla e Carlo Lucarelli), nel 2016 con il premio speciale Fondazione Marconi Radio Days (precedentemente premiati Enzo Biagi, Lilli Gruber). Nel 2017 ha vinto il Garfagnana in Giallo, nella sezione Romanzo Classic.

Nel 2018 è stato vincitore del SalerNoir Festival di Salerno. Con la Newton Compton ha pubblicato con successo Il giallo di Villa Nebbia, La collina dei delitti, Il segreto dell’antiquario, Il mistero di Villa Lamento, Il palazzo delle ombre e La Stanza dei Fiori Neri. Il suo sito è robertocarboni.comQui trovate le nostre interviste all’autore 

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