Lexie Elliott: Come uccidere la tua migliore amica

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Lissa, Bron e Georgie sono amiche da anni, da quando al liceo erano le migliori atlete della squadra di nuoto. E anche se poi ognuna ha preso la propria strada, quella passione è rimasta, soprattutto per Lissa, che gestisce con il marito un hotel su un’incantevole isola del sud-est asiatico, e non può fare a meno della nuotata quotidiana, e di quel senso incredibile di libertà che prova a ogni bracciata. E per questo che, quando improvvisamente Lissa scompare, sembra incredibile che possa essere annegata, anche se il corpo, con ancora indosso un costume rosso, finito nella rete di un pescatore, sembra non lasciare dubbi. Tra la gente del posto, però, si comincia a mormorare di vecchie leggende, strane storie che riguardano Kanu Cove, la baia dove Lissa è stata vista l’ultima volta. «Kanu prende. Kanu prende chi vuole essere preso…» E quando Bron e Georgie arrivano sull’isola per dare l’ultimo saluto a Lissa, qualcosa – qualcosa che è rimasto nascosto sotto la superficie cristallina del mare – comincia a venire a galla. Perché insieme a Lissa, l’oceano sembra essersi portato via molti segreti. E, si sa, tra migliori amiche i segreti sono di un solo tipo: quelli pericolosi.

RECENSIONE

Il mare si sa, dà e toglie. Può essere un ottimo alleato oppure un nemico davvero tosto da combattere. Lissa è sempre stata un’ottima nuotatrice, ma chissà come una sera decide di avventurarsi in una baia alquanto pericolosa e non fa più ritorno. Dopo tre mesi dalla sua scomparsa, senza avere, purtroppo, un corpo su cui piangere, tutti i suoi amici si riuniscono sull’isola dove lei e il marito avevano deciso di aprire un hotel, e ricordarla con una commemorazione. Tra questi incontriamo Bron e Georgie le due migliori amiche di Lissa sin dall’università. Ed è proprio il loro punto di vista che ci racconta dettagliatamente quello che inizia ad accadere sull’isola.

In un’atmosfera sempre più cupa, varie scritte e tentate aggressioni scuotono il gruppo di amici. Ma chi è che si diverte a terrorizzare le ragazze del gruppo? E soprattutto esiste davvero il famoso serpente di Kanu kove di cui tutti parlano?

Premettendo che a me libri del genere piacciono davvero tanto, ho apprezzato lo stile narrativo della scrittrice, che avevo avuto modo di conoscere nel suo precedente romanzo. Sicuramente la trama non lascia quasi nulla all’immaginazione, anzi il lettore scopre subito la verità. Ma è la struttura stilistica che nasconde colpi di scena in agguato dietro l’angolo a rendere il tutto più apprezzabile.

Le varie protagoniste, prese separatamente, nascondono segreti che si rivelano solo verso la fine del romanzo. Purtroppo nel momento in cui interagiscono escono fuori personalità frammentate e frammentarie, instabili e inclini al vittimismo. Ho apprezzato molto, invece, il folklore del luogo, leggende che si mescolano a verità. Avvistamenti che poco hanno a che fare con la vita quotidiana ma che stemperano sicuramente una situazione molto triste.

Avrei preferito sicuramente un epilogo ben diverso, anche se verso la fine la scrittrice ha deciso di regalarci un ulteriore colpo di scena.

Consiglio questo libro come lettura perfetta per le vacanze. Godibile, leggero e per nulla noioso.

Traduzione: G. Pastorino
Editore: Piemme
Pagine: 357
Anno pubblicazione: 2022

AUTORE

Nata nelle Highlands scozzesi, ha studiato a Oxford dove ha conseguito un dottorato in fisica teorica. Lavora a Londra in un hedge fund, ma è anche un’accanita sportiva. Ha esordito con La ragazza francese, pubblicato in America, dove è immediatamente diventato un bestseller.

Lexie Elliott: Come uccidere la tua migliore amica
Concludendo
Un thriller ben congegnato, semplice e lineare. Non ha una trama esplosiva o ricca di suspence, ma sa sicuramente il fatto suo. Sicuramente apprezzabile e godibile.
Pro
Semplicità e continuità nella storia.
Nulla è lasciato al caso.
Contro
Un libro non originale e con un finale un po’ banale.
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