Il grido dell’aquila di Karin Smirnoff

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Il grido dell’aquila

La prestigiosa rivista d’inchiesta Millenium ha chiuso i battenti e diventerà presto un podcast ma il suo iconico direttore Mikael Blomkvist, che l’ha diretta per trentun anni, non ha perso il suo istinto per l’inchiesta e per la sete di verità, soprattutto se scomoda.

Il suo fiuto per la notizia non si ferma nemmeno nella remota Svezia del nord, nel Norrbotten dove regnano distese di boschi, acque limpide, alci e gruppi di sami che vivono immersi nella natura. Mikael si trova così a nord perchè la figlia Pernilla sta per sposarsi. Anche Lisbeth Salander ha raggiunto il nord, contattata dai servizi sociali per prendersi cura di Svala, la nipote tredicenne di cui ignorava l’esistenza. E’ una ragazzina geniale in cui si rivede e ci si specchia.

Dalla Stoccolma degli scandali finanziari ai territori selvaggi della Lapponia, ultima mecca della new economy per quanto riguarda l’energia green e le terre rare, Mikael e Lisbeth tornano ad incrociare i loro destini, in un panorama moderno in cui le multinazionali sono disposte a tutto pur di sfruttare le risorse naturali e, attratte dal promettente greenwashing su larga scala, le bande criminali operano indisturbate.

Ci sono personaggi che sopravvivono al tempo che passa e ai propri autori, diventando icone del genere, creando un vero e proprio culto attorno a loro ed entrando nell’immortalità.

Lisbeth Salander e Mikael Blomkvist hanno segnato la storia del thriller nordico e sono sopravvissuti al loro autore, prematuramente scomparso nel 2004.

Stieg Larsson aveva pensato ad una serie di dieci romanzi ma era riuscito a completare solo i primi tre e, prima di morire, aveva già sviluppato il quarto e il quinto ma non poteva certo sapere d’aver creato una serie cult da cui sono stati tratti dei film.

L’eredità di Larsson è stata poi raccolta da David Lagercrantz che è riuscito a cogliere e a mantenere intatti sia gli scenari che i personaggi, modernizzando le tematiche e l’uso sempre maggiore dei sistemi informatici.

E ora la casa editrice Marsilio, che ha pubblicato tutta la serie Millenium, ha dato alle stampe il settimo capitolo di questa fortunata serie passando il testimone a una nuova autrice.

Karin Smirnoff ha mantenuto la crudezza delle storie basate su misoginia, potere e corruzione per cui ritroviamo Lisbeth come sempre solitaria e combattiva, col suo look dark-punk, i suoi tatuaggi ed i suoi piercing, arrabbiata col mondo e in perenne ricerca delle sue origini e Mikael, legato alla sua rivista, testardo e sempre alla ricerca della verità a qualunque costo, di uno scoop o di uno scandalo politico su cui scrivere.

Per Mikael Millenium è l’aria che respira, il sangue che gli scorre nelle vene

Dalla Stoccolma dei precedenti libri la storia si sposta molto più a nord, verso la Lapponia dove la densità della popolazione è di 5,4 persone per km quadrato ed il resto sono boschi, laghi e silenzio.

Lì resistono ancora dei gruppi Sami che vivono allevando renne, ma sono minacciate dal progetto della realizzazione di un enorme parco eolico che, nel nome della svolta green mondiale, stanno per essere cacciate dal territorio dei loro avi.

Enormi ettari di foreste saranno abbattuti per lasciar posto all’energia pulita che tutto il mondo richiede a gran voce.

Inoltre, nel sottosuolo, favolosi giacimenti di terre rare andrebbero ad incrementare la produzione delle batterie per le auto elettriche.

Sia la Svezia che il mondo hanno bisogno di nuove miniere se vogliamo che anche in futuro venga garantita la disponibilità di terre rare necessarie alla produzione di batterie delle auto elettriche. La transizione verso un’industria verde è uno dei processi più importanti che si stanno svolgendo nella società

Ma la politica va sempre a braccetto con il business, i traffici illeciti, affari loschi e macchinazioni, così, dietro la multinazionale che vuole accaparrarsi terreni e miniere, ci sono vecchie conoscenze di Lisbeth, il Motoclub Svavelsjö.

Gente senza scrupoli dedita al traffico di droga e prostituzione, pronta a dare manforte a chiunque richieda manovalanza dai bassifondi

Come diavolo sono riemersi dalla palude Stigia? Sono totalmente senza scrupoli

Lisbeth e Mikael si ritrovano così in quella landa sperduta: lei per farsi carico della nipote che nemmeno sapeva di avere, Svala, una tredicenne molto simile a lei, solitaria, che ha imparato in fretta l’arte dell’arrangiarsi, ha dovuto crescere in fretta e mettere a punto delle strategie di sopravvivenza perché, a quanto pare, mettere al mondo un figlio non implica sempre il doversene poi prendere cura

La ragazzina è come un ponte tra lei ed il suo passato. Il ponte che lei stessa ha fatto saltare tempo fa. Non è Lisbeth a essere l’unica familiare in vita della ragazzina. E’ l’universo

Mikael è in quel “buco di culo del Norbotten” per portare sua figlia Pernilla all’altare e rivedere il nipotino Lukas, ma il futuro genero non è l’uomo perfetto che sembra e per punirlo e ricattarlo, durante la festa di nozze, Lukas viene rapito.

Il grido dell’aquila è la visione del rapace che vuole proteggere il nido dei suoi piccoli puntando il pericolo per cacciarlo.

È la madre che mette a repentaglio la sua vita per salvare la prole da ogni minaccia.

La natura che si difende dall’impatto dell’uomo.

Il tema ecologista è preponderante così come il finto interesse per l’ambiente dietro il quale si celano il business, affari milionari, il greenwashing ed interessi politici.

L’autrice cita anche l’attivista Greta Thunberg e la sua lotta per l’ambiente.

Gli scandali finanziari accompagnati da corruzione, avidità e cospirazioni sono la costante che accomuna e lega tutta questa serie così come la misoginia ed il pesante maschilismo che hanno dato origine al primo titolo della Millenium saga, Uomini che odiano le donne.

Il ritmo incalzante è dato dai capitoli che hanno un massimo di 5 pagine e dai periodi brevi che, però, sembrano ripetere uno schema così da risultare un po’ artificiosi e non sempre ordinati per cui si rischia di perdere il filo della narrazione.

L’autrice ha portato i personaggi ad una maturità a cui non eravamo abituati, li ha fatti evolvere e cambiare, forse ne ha stravolto la natura stessa ma è il destino di ogni storia che si rispetti.

Traduzione: Laura Cangemi e Katia De Marco
Editore: Marsilio collana Le farfalle
Pagine: 448
Anno di pubblicazione: 2023

Karin Smirnoff (QUI l’intervista rilasciata dall’autrice) ex fotografa, ha lavorato come giornalista fino a quando non ha voluto provare qualcosa di nuovo e si è occupata di una segheria.

Dopo qualche anno, desiderosa di tornare a scrivere, ha pubblicato il romanzo Mio fratello finalista al prestigioso premio letterario Augustpriset.

Con Il grido dell’aquila firma il primo episodio del nuovo sequel della saga Millenium, creata da Stieg Larsson, un successo da oltre centocinque milioni di copie, di cui sei solo in Italia.

Il grido dell’aquila di Karin Smirnoff
Concludendo
Il settimo episodio di Millenium saga ci porta all’estremo nord della Finlandia, dove regnano boschi innevati, immensi laghi e pascoli di renne minacciati dall’espansione di una multinazionale che vuole impiantare un gigantesco parco eolico. Lisbeth e Mikael sono relegati a personaggi marginali, la storia risulta lenta e senza mordente. Sicuramente difficile riuscire a bissare il successo di Larsson ma questa sembra una mera operazione commerciale.
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Pro
Ritmo veloce
Costruzione semplice
Ambientazioni suggestive
Dialoghi sobri
Lettura scorrevole
Molto approfondito il tema ecologista e la lotta per la salvaguardia dell’ambiente, così come la corruzione del sistema politico e della misoginia.
Contro
Manca la struttura adrenalinica di Larson, qui troppo schematica e artefatta.
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