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Odio il martedì di Riccardo Seccarello

Odio il martedì
Un delitto tra le colline trevigiane che lascia il lettore nel dubbio fino alle ultime pagine.

Odio il martedì

Recensione di Erika Giliberto

TRAMA

Veneto, 2012. Un brutale assassinio scuote Colleverde, un paese trevigiano immerso nei vigneti del Prosecco.

Mentre fa jogging nel bosco, il maresciallo dei carabinieri Nino Visentini trova il cadavere di Cristina Rizzo, una giovane farmacista.
Sicuramente opera di professionisti, l’omicidio sembra non avere un movente.

Durante le indagini, i carabinieri e l’acida pm girano a vuoto, tra buchi nell’acqua e false piste.
L’unica nota positiva è l’emergere di importanti particolari su alcuni abitanti di Colleverde, tra cui Elvira Schiavon, una bella e raffinata ex prostituta che si è trasferita da Mestre nella cittadina.

La donna ha aperto un apprezzato negozio di biancheria intima maschile e, niente di meno, frequenta Visentini.

Tra colpi di scena e difficoltà a ogni angolo, Visentini dovrà lottare con tutto se stesso per trovare il colpevole e per stare accanto a Elvira anche a costo della propria missione. Perché la giustizia non ammette sfumature.

RECENSIONE

Should I stay or should I go now?

Should I stay or should I go now?

If I go, there will be trouble

And if I stay it will be double

(Should I stay or shoud I go – The Clash)

Riccardo Seccarello inizia così questo suo romanzo d’esordio: con uno dei più famosi ritornelli della storia della musica. E se al momento il lettore è portato a chiedersi “Cosa c’entra?” Beh, la risposta se la troverà presto pronta e servita nel susseguirsi dei capitoli.

Il primo personaggio che viene presentato è Elvira Schiavon, una prostituta molto bella, alta, dalle labbra carnose, lo sguardo provocante, il fisico palestrato e il seno prorompente, rifatto tanto abilmente da non accorgersene nemmeno toccandolo. Vive da sola a Mestre, in un attico al ventesimo piano di un palazzone alla Cita di Marghera.

Il mega condominio, che lei ribattezza Condominio ONU, è abitato da quelli che lei definisce con disprezzo i negri, che non sono soltanto le persone con la pelle più scura della sua, ma tutti i non europei. Non le piacciono neanche quelli dell’Est e tanto meno gli italiani del centro-sud: insomma salva a malapena i veneti, e neanche tutti. Difatti, il portone del suo lussuoso appartamento è blindato e, se avesse potuto, avrebbe fatto aggiungere tutto intorno un fossato con i coccodrilli, pur di tenere lontano chiunque.

Elvira Schiavon odia i martedì. Sono fastidiosi e inutili, non sono all’inizio della settimana, né alla fine. Ed è proprio un martedì mattina dell’aprile 2012 che la donna si alza con la luna di traverso. Il cielo è grigio, il caffè fa schifo, la tangenziale di Mestre che si scorge dalla terrazza è avvolta dalla nebbia e nemmeno il controllo del suo cospicuo conto corrente è riuscito a darle il buonumore.

Decide che è la giornata giusta per lo shopping, perciò liquida con un messaggio Whatsapp due clienti fissi, si agghinda ed esce, affrontando i venti piani di scale rigorosamente in apnea a causa degli odori nauseabondi della cucina dei negri.

“Che schifo… ma che porcherie mangiano ‘sti beduini?”

La vita della donna si incrocia con quella di Nino Visentini, il piacente comandante della Caserma dei Carabinieri di Colleverde, un paesone tra le colline trevigiane del Prosecco. Lui è da sempre un latin lover e tenacemente single e quando Elvira Schiavon, durante uno dei suoi giri, si ritrova proprio a Colleverde, Nino non può esimersi dal lisciarsi i baffetti da furbo e flirtare amabilmente con quel gran pezzo di straniera. La donna sembra perdere un po’ del suo cinismo e, forse per la prima volta in vita sua, inizia a pensare con un certo affetto ad un uomo, tant’è che durante una delle sue visite, decide di cambiare vita e di aprire un negozietto proprio a Colleverde.

E allora corri come una gazzella

che non vuole finire in mezzo ai trofei

corri corri che ti basta un nulla

per salvare i tuoi segreti e i miei

(Vai, Valentina – Ornella Vanoni)

In tutto ciò però, il comandante dei Carabinieri rimane ligio al suo lavoro, il dovere prima di tutto. Deve far fronte agli interventi di routine, sempre unitamente al Maresciallo e ai suoi fidati colleghi del Comando. Ci sono incidenti stradali e minorenni che spaccano i lampioni a sassate, cose di poco conto che annoiano. L’unica cosa un po’ più interessante (e strana) accaduta in quei giorni è il tentativo di furto in un panificio e in due appartamenti. Perché i ladri hanno messo a soqquadro i locali senza prendere niente? Gli agenti brancolano nel buio più totale.

Ma Colleverde, una mattina di novembre, diventa teatro di un orribile omicidio. È proprio Nino Visentini, durante la sua corsetta mattutina, che, dietro a un cespuglio, trova una donna vestita da jogging, riversa a terra e con la testa spaccata. È Cristina Rizzo, la farmacista del paese e lui la conosce molto bene…

Riccardo Seccarello fa un resoconto molto dettagliato di ciò che accade subito dopo l’omicidio, con dovizia di particolari e linguaggio tecnico, tanto da dare l’impressione al lettore di assistere a un episodio di C.S.I. I rapporti dei Carabinieri e dei RIS vengono riportati diverse volte, per questo motivo risultano un po’ troppo ridondanti, soprattutto durante la prima metà del romanzo.

Il modo di scrivere dell’autore è fluido e privo di quelle fastidiose infiorettature che possono rendere pesanti i romanzi. Non viene dato eccessivo spazio alla descrizione dei luoghi, ma non è una pecca. I dialoghi sono immediati, coerenti con la storia e, a volte, anche divertenti. I personaggi hanno tutti delle caratteristiche singolari, inoltre Seccarello propone un ventaglio di soggetti sia buffi che seri, sia simpatici che sgradevoli. Le storie dei due protagonisti principali, Elvira e Nino, sono ricche di particolari appartenenti al loro passato, che consentono di ben comprendere i loro caratteri e comportamenti. Il personaggio di Elvira, descritto nelle prime pagine, è politicamente scorretto e irriverente, ma l’autore, con la sua prosa fiorita, riesce a renderlo spassoso.

Particolarmente apprezzabile la maestria con cui Seccarello riesce a tenere sulle spine il lettore, che, pagina dopo pagina, diventa sempre più curioso: gli indizi, praticamente fino alla fine, sembrano portare al nulla più assoluto. Ma insomma, santo cielo, allora chi diavolo ha ucciso Cristina Rizzo?!

EDITORE Laurana Editore

PAGINE 296

ANNO DI PUBBLICAZIONE 2024

AUTORE

Riccardo Seccarello (1961) vive e lavora a Venezia. Laureato in Storia contemporanea e giornalista, attualmente si occupa della comunicazione di una delle maggiori multiutility del Nordest.

Per rilassarsi e ritemprarsi, corre e scrive gialli. Odio il martedì, finalista al premio “Giallo festival” nella categoria miglior personaggio maschile, è il suo primo romanzo.

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