La maestra del vetro
Recensione di: Alessandra Boschini
TRAMA:
Murano, 1486. Davanti agli occhi di Orsola Rosso si spalanca uno spettacolo meraviglioso: globi incandescenti che roteano come in una danza, ripiani e ripiani di bicchieri, vasi, lampadari aggrovigliati come polpi tentacolari, e poi i colori, lunghe canne blu, bianche, rosse, e dappertutto schegge di vetro che scricchiolano sotto i piedi come brina variopinta. È la vetreria Barovier, dove Orsola, figlia di un artigiano rivale, si è intrufolata per spiare. Lì, nella fornace, Marietta Barovier, una delle rarissime maestre di quell’arte, sta lavorando a qualcosa che cambierà il mondo: una nuova perla.
Alle donne non è concesso fare altro, con il vetro, e Orsola si innamora subito di quell’oggetto ricoperto di stelle candide destinato a adornare il collo delle donne d’Europa e arrivare fino in Africa. Quando, poco dopo, il padre di Orsola muore in un incidente tanto doloroso quanto banale, saranno proprio la sua passione, la sua intraprendenza e il suo coraggio a tenere alto il nome dei Rosso. E tuttavia, anche se Orsola ha le mani e il cuore per lavorare il vetro, non potrà fare altro che le perle, dapprima di nascosto, al lume della cucina, e poi apertamente, ma sempre in lotta con la famiglia, le consuetudini, il pregiudizio.
Nel corso dei secoli i Rosso vivranno straordinari trionfi creativi e perdite strazianti, ascese vertiginose e improvvise cadute, ma il tempo nella laguna si muove lentamente come il vetro fuso, e il dono di Orsola continuerà a brillare, all’apparenza delicato come le sue creazioni, in realtà indistruttibile. Come la Città d’Acqua. Come l’amore.
RECENSIONE:
Venezia è un luogo magico, una città sfarzosa e senza età: basta lanciare un sasso piatto nell’acqua e le epoche scorrono veloci, il tempo fugge, attraversa i secoli ma per qualcuno le lancette dell’orologio sembrano essersi fermate.
Tracy Chevalier ha sviluppato la storia de “La maestra del vetro” usando un espediente narrativo in grado di sconvolgere il tempo: cambiano le epoche, scorrono i secoli ma la famiglia di Orsola Rosso li attraversa senza cambiare.
La storia ne “La maestra del vetro” prende il via nel 1494, a Murano, dove la famiglia Rosso, come tutte le famiglie dell’isola, lavora il vetro. Murano è un mondo chiuso, ogni bottega custodisce i propri segreti tramandandoli di padre in figlio.
“La gente di Murano era solidale se si trattava di difendere l’isola o la sua industria ma tutti si calunniavano dietro le spalle, ognuno era convinto di essere il migliore”.
Il compito delle donne è quello di badare alla casa e ai figli, ma Orsola è diversa, è intraprendente e coraggiosa. Nonostante “gli uomini non prendano sul serio le donne che lavorano il vetro” lei, di nascosto, inizia a produrre perle colorate sotto la supervisione di Maria Barovier, appartenente a una delle famiglie più influenti dell’isola, coloro che hanno inventato il cristallo veneziano. E quando la famiglia si troverà in difficoltà economica per l’improvvisa morte del padre, sarà proprio Orsola a contribuire al suo sostentamento. Ancora ragazzina, saprà far fronte con dignità e coraggio ai periodi di crisi e, a seconda delle necessità, reinventarsi e adeguarsi alle esigenze di mercato.
Orsola, Venezia e il vetro sono i protagonisti di “La maestra del vetro”, un legame indissolubile, una fusione che Tracy Chevalier narra con precisione e maestria cavalcando epoche e storia, mescolando arte e tradizioni. Mentre Venezia subisce cambiamenti epocali che rispecchiano l’evoluzione delle rotte commerciali, vive gli avvicendamenti storici e politici, la quotidianità della famiglia Rosso ne segue il ritmo, si adegua perché “il vetro, come l’isola dove si produce, segue leggi naturali tutte sue, ha un suo ritmo”.
Ogni capitolo è un balzo avanti nel tempo mentre il lettore segue la quotidianità della famiglia di Orsola, il lavoro, gli amori, i litigi, le nascite e le morti. Nel frattempo, nel mondo dilaga la peste, vengono scoperte le Americhe, Napoleone Bonaparte costruisce il ponte che collega Venezia alla terraferma, la Grande Guerra arriverà a sconvolgere la laguna così come l’Acqua Granda del 2019, prima che il MOSE entri in funzione.
Tracy Chevalier non manca di introdurre stralci di vita quotidiana e di intimità familiare rendendo immersiva la narrazione e momenti storici reali che denotano quanto studio, preparazione e passione siano occorsi nella stesura de “La maestra del vetro”. Con il suo stile inconfondibile ci fa respirare tutto il fascino di Venezia, dei suoi canali e dei palazzi che vi si specchiano. C’è la magia del vetro, “una sostanza assai peculiare, la sabbia con cui è prodotto si fa magicamente traslucida e addirittura trasparente quando viene fusa”, il coraggio di Orsola che rappresenta la forza e la resilienza di tutte le donne che, nei secoli, hanno dovuto lottare per il loro posto nel mondo.
TRADUZIONE Massimo Ortelio
EDITORE: Neri Pozza
PAGINE: 400
Anno di pubblicazione: 2024
AUTORE:

Tracy Chevalier è nata a Washington nel 1962. Nel 1984 si è trasferita in Inghilterra, dove ha lavorato a lungo come editor. Il suo primo romanzo è La Vergine azzurra (Neri Pozza 2004, beat 2011, 2015). Con La ragazza con l’orecchino di perla (Neri Pozza 2000, 2013) ha ottenuto, nei numerosi paesi in cui il libro è apparso, un grandissimo successo di pubblico e di critica.
Bestseller internazionali sono stati anche i suoi romanzi successivi: Quando cadono gli angeli (Neri Pozza 2002, beat 2012), La dama e l’unicorno (Neri Pozza 2003, beat 2014), L’innocenza (Neri Pozza 2007, 2015), Strane creature (Neri Pozza 2009, beat 2014), L’ultima fuggitiva (Neri Pozza 2013, 2014), I frutti del vento (Neri Pozza 2016) e La ricamatrice di Winchester (2020).