Karma rosso sangue
Recensione di: Daniele Iannetti
TRAMA:
Parigi, maggio 1968. Le piazze della città sono invase da ragazzi provenienti da tutti gli angoli della Francia. Chiedono la fine delle guerre levando cori e cartelli contro il governo. È in questo clima burrascoso che il giovane studente Hervé, tanto intelligente quanto poco incline a seguire le regole, rinviene il corpo senza vita dell’amica Suzanne, segnato da strane impronte di morsi. Non solo: il cadavere è stato accuratamente posizionato in modo grottesco, senza un apparente significato. Ancora molto scosso, Hervé contatta l’unica persona che può aiutarlo: Jean-Louis, il suo fratellastro poliziotto.
Quando arriva sul luogo del delitto, Jean-Louis osserva con attenzione la scena e riconosce uno schema che ha già riscontrato nel caso di un altro giovane attivista di qualche tempo prima. In entrambi i casi, i cadaveri sono stati disposti come se stessero facendo yoga. E questo non è l’unico segnale che ricollega i delitti all’Oriente, molto in voga tra i giovani che affollano le strade parigine. C’è qualcuno che sta seminando il terrore, confondendosi poi abilmente tra la folla. Ma gli indizi sono troppo pochi per risalire a un colpevole e i due ragazzi brancolano nel buio più assoluto. Fino a quando anche Hervé scompare misteriosamente.
Adesso Jean-Louis deve prendere una decisione. Il suo istinto gli dice che la chiave di tutto è l’India, quel mondo esoterico di cui è facile subire il fascino potente. E in qualche caso, letale. Il poliziotto però non ha altra scelta: nulla potrà impedirgli di salvare il fratello. Jean-Christophe Grangé ha immaginato un caso intricatissimo in un’epoca storica affascinante: quella della turbolenta primavera sessantottina francese.
RECENSIONE:
“Karma rosso sangue” pubblicato da Garzanti , è uno di quei romanzi che non si dimenticano facilmente. Non solo per la complessità della trama o per l’intensità dei personaggi, ma per il modo in cui Jean-Christophe Grangé riesce a fondere thriller, storia, filosofia e misticismo in un’unica, lunga spirale discendente dentro l’animo umano. È un libro che ti prende per mano solo per trascinarti in un abisso, e tu non puoi fare altro che seguirlo, anche quando il percorso si fa oscuro, disturbante e, a tratti, insostenibile.
La vicenda si apre nella Parigi del 1968, in pieno fermento politico e culturale, quando due fratelli, Jean-Louis e Hervé, vengono travolti da una serie di eventi che li porteranno molto lontano, non solo geograficamente, ma spiritualmente.
Jean-Louis è un poliziotto sui generis: dipendente dalle anfetamine, incapace di rimanere nei ranghi, profondamente segnato da un passato che lo perseguita. Hervé, invece, è un ribelle intellettuale, alla ricerca di significati profondi che lo spingono verso l’Oriente e verso pratiche spirituali che assumono via via contorni sempre più inquietanti. I due, apparentemente opposti, si muovono come poli magnetici: si respingono e si attraggono, uniti da legami familiari e da una verità oscura che entrambi cercano, o forse temono, di svelare.
La scrittura di Grangé è affilata, asciutta, quasi chirurgica. Non fa sconti al lettore. Le scene di violenza non sono mai decorative, ma nemmeno edulcorate: sono lì per colpire, scuotere, mettere a disagio. L’autore sembra volerci dire che la ricerca della verità non può essere una passeggiata: implica attraversare la follia, l’orrore, l’incomprensibile. In questo senso, Karma rosso sangue è un romanzo che chiede impegno. È lungo, denso, carico di riferimenti storici e religiosi, e talvolta il ritmo rallenta proprio quando il lettore vorrebbe correre. Ma ogni pagina aggiunge un tassello a un mosaico che, alla fine, si rivela tanto inquietante quanto affascinante.
Uno degli aspetti più riusciti è l’ambientazione. La Parigi post-sessantottina non è solo lo sfondo: è un personaggio essa stessa, viva, sporca, contraddittoria. E poi c’è l’India, raffigurata in tutta la sua ambiguità: non quella da cartolina, ma quella più autentica, fatta di sacralità e miseria, di spiritualità e sangue, di rivelazione e delirio. Grangé la racconta senza romanticismi, ma anche senza cinismo. La sua India è un luogo dove tutto si confonde, dove il divino convive con il mostruoso, dove la redenzione e la perdizione camminano insieme.
Karma rosso sangue non è per tutti. È un thriller che va oltre il genere, quasi un romanzo esistenziale travestito da poliziesco. Richiede attenzione, pazienza e una certa predisposizione a farsi mettere in discussione. Ma per chi è disposto ad affrontare il viaggio, è un’esperienza narrativa intensa e appagante. Non è una lettura da spiaggia, ma una vera immersione in ciò che di più oscuro, e forse di più vero, si nasconde nell’essere umano.
Un libro che, più che letto, va attraversato. E una volta chiusa l’ultima pagina, è impossibile uscirne del tutto indenni.
Traduzione: Doriana Comerlati
Editore: Garzanti
Pagine: 640
Anno di pubblicazione: 2024
AUTORE:

Jean-Christophe Grangé è autore di romanzi di grandissimo successo che hanno ampliato i confini del thriller tradizionale. I suoi libri, tradotti in tutto il mondo e venduti in milioni di copie, sono pubblicati in Italia da Garzanti. Spesso sono stati portati sul grande schermo, e I fiumi di porpora ha vinto il premio Grinzane Cinema 2007 per il miglior libro da cui è stato tratto un film.