Progenie
TRAMA:
Una giovane donna uccisa, investita volontariamente da un’automobile. Un macabro dettaglio, l’assassino le ha messo un ciuccio in bocca; una triste scoperta, la donna era incinta. A dirigere le indagini è l’ispettrice Camino Vargas, provvisoriamente a capo della squadra omicidi di Siviglia, da quando il suo superiore (e mentore) è in coma per via di un tragico scontro a fuoco. Un ruolo non facile, per Camino, decisamente poco portata per la diplomazia e con una certa tendenza ad aggirare le regole, seguendo quelle che chiama «scorciatoie».
Ma il gruppo della omicidi è compatto, e quando altre due vittime si aggiungono alla prima diventa chiaro che bisogna fermare il killer al più presto.
Progenie segna l’esordio della strepitosa ispettrice Vargas, eroina atipica e affascinante, con una delle personalità meglio costruite e più riconoscibili nel panorama del giallo contemporaneo.
RECENSIONE:
Progenie di Susana Martín Gijón è un romanzo di forte impatto emotivo e tematico, capace di indagare le zone d’ombra della società e dell’identità femminile con una scrittura intensa e attenta alla psicologia dei personaggi. Pubblicato in Spagna nel 2020 e arrivato in Italia nel 2025, apre la serie con protagonista l’ispettrice Camino Vargas.
Ambientato a Siviglia, Progenie si apre con l’omicidio di Soledad Cabezas, una donna incinta travolta da un’auto. L’incidente, però, non è casuale. Il killer ha agito con freddezza, lasciando sul corpo della vittima un dettaglio disturbante: un ciuccio in bocca. Camino Vargas, da poco promossa a capo della squadra omicidi, si ritrova a guidare le indagini. Quella che sembra una singola esecuzione si rivela ben presto parte di una catena di delitti inquietanti: tutte le vittime sono donne incinte, colpite in un momento di fragilità e trasformate in oggetti simbolici.
Uno dei punti di forza del romanzo è proprio la protagonista. Camino Vargas è un’antieroina lontana dai cliché: ruvida, disillusa, consapevole delle proprie debolezze, ma determinata e lucida. Opera in un contesto ancora segnato dal maschilismo, ma riesce a imporsi con tenacia, mostrando forza e umanità.
Lo stile di Susana Martín Gijón è asciutto, incisivo, con capitoli brevi e ritmo serrato. Il linguaggio è essenziale ma evocativo, i dialoghi taglienti e credibili. L’autrice cambia tono con abilità, alternando registri poetici, investigativi e spietati, sempre coerente con le emozioni e i temi trattati. La narrazione è polifonica: le voci dei diversi personaggi si alternano dando profondità e movimento alla storia, donando così grande risalto alla parte emotiva e psicologica di tutti. Gli indizi sono distribuiti con intelligenza e il finale, pur senza effetti forzati, risulta efficace e coerente.
Progenie non è solo un thriller avvincente, ma anche un romanzo che affronta temi attuali come la maternità, la violenza invisibile e il diritto delle donne a decidere per sé stesse. Le vittime non sono scelte a caso: tutte vogliono riappropriarsi della propria vita, rompere con aspettative e ruoli imposti. La maternità, qui, è tanto un diritto quanto uno strumento di controllo sociale.
Il titolo stesso Progenie richiama l’idea di eredità biologica e culturale e invita a riflettere su quanto sia difficile spezzare i condizionamenti trasmessi. Susana Martín Gijón costruisce un thriller che è anche un atto politico, capace di coniugare intrattenimento e pensiero. In sintesi, Progenie è un thriller maturo che, oltre alla suspense, offre una riflessione profonda su corpo, identità e giustizia. Un esordio solido per la serie di Camino Vargas, consigliato a chi ama il noir con una forte coscienza sociale.
TRADUZIONE: Sara Meddi
EDITORE: Ponte alle Grazie
PAGINE: 528
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2025
AUTORE:

Susana Martín Gijón (Siviglia, 1981) è una delle più apprezzate scrittrici di noir in Spagna. Giurista specializzata in relazioni internazionali e diritti umani, dopo essersi formata professionalmente in Italia si è occupata di sviluppo socioeconomico, cooperazione internazionale, diritti civili.
Nella sua carriera di scrittrice, iniziata nel 2014, è stata finalista di numerosi premi tra cui: Premio Literario Felipe Trigo e La Trama/Aragón Negro. Di grande successo i suoi cicli polizieschi con protagoniste Annika Kaunda e Camino Vargas. 1580: morte a Siviglia è il suo libro d’esordio in Italia.