La linfa nera
Recensione di: Michelangela Barba
TRAMA:
Quando la scena del crimine non parla e tutti gli indizi conducono a un vicolo cieco, arriva lei: arma segreta di una scienza pionieristica, indagatrice solitaria capace di svelare ciò che all’apparenza sembra invisibile. È la botanica forense Lena Malinverni, che esplora l’ambiente alla ricerca di tracce impercettibili restituite da radici, steli, pollini, frammenti vegetali. È Lena, donna razionale e metodica ma anche alle prese con attacchi d’ansia che può tenere a bada solo grazie ai farmaci. Instabile e ostinata come una pianta che cresce in un terreno avverso, ha imparato a leggere ogni minimo dettaglio della natura in grado di dischiudere verità celate.
Succede con un caso che riemerge dal passato, il giorno in cui sull’Appennino romagnolo, nei pressi del paesino di Bloclei, viene ritrovato il cadavere di Eva De Luca. Scomparsa dopo essere stata sfigurata da uno stalker, la giovane Eva ha lasciato dietro di sé solo ombre. Massimo Severi, commissario dall’indole ruvida e istintiva, è a capo dell’indagine, e non sempre comprende i metodi di Lena, anche se la sua somiglianza con la vittima – i lunghi capelli rossi, la pelle diafana di una dea – lo seduce con la forza di un’oscura ossessione.
Malinverni e Severi dovranno ripercorrere fianco a fianco la linfa nera che scorre sotto la facciata “innocente” del piccolo paese, su cui aleggia lo spettro di un serial killer. Fare luce sul misterioso omicidio è impresa tortuosa, ma Lena ha dalla sua una preziosa alleata, perché la natura non tradisce mai chi sa ascoltarla davvero. Nell’epoca in cui la scienza e la tecnologia paiono soppiantare ogni altro metodo investigativo, Elisa Bertini firma un thriller con una protagonista inedita venuta a ricomporre quella frattura con il cuore del pianeta che troppo a lungo abbiamo ignorato.
RECENSIONE:
Con “Linfa nera. La prima indagine di Lena Malinverni, botanica forense.” , Elisa Bertini, giovane autrice Mondadori, ci porta a esplorare una inconsueta branca di indagine: la botanica forense.
Lena Malinverni, ricercatrice di botanica, si trova a indagare sulla morte della bellissima e conturbante Eva De Luca. Le due sembrano essere le due facce della stessa medaglia: solare e diretta, Lena; oscura e misteriosa, Eva. Entrambe con i capelli rossi, pallide e difficili da inquadrare.
Accanto alla ricercatrice, a supportarla nell’indagine, l’ispettore Severi, stregato dalla bellezza sfigurata di Eva e dal suo alter ego vivente e imperfetto che è Lena.
Elisa Bertini ci racconta una vicenda che è prima di tutto la storia di un femminile indomito, ancestrale, fortemente legato alla natura, anzi a madre natura (viene da chiedersi se sia casuale la scelta del nome della vittima, la cui fine dà luogo all’intero dipanarsi della trama, Eva, la madre di tutti i viventi) che, non a caso, diventa la chiave per raggiungere la verità, attraverso le competenze scientifiche della protagonista.
Lo fa con una narrazione agile, che pure richiama alla mente la sacralità dei riti antichi e il suono dolce e terribile del flauto di Pan.
Teatro di una vicenda dalle radici così profonde è uno dei luoghi bucolici per antonomasia: l’Appennino Romagnolo, fatto di luce e di boschi bui.
Luce e ombra, giorno e notte, bianco e nero, Lena ed Eva sono i contrasti che si alternano, si rincorrono, si sovrappongono lungo tutto il testo di “Linfa Nera” fino alla soluzione del mistero, inaspettata – come in ogni thriller che si rispetti – ma coerente fino in fondo con il tema dei mille volti della femminilità.
La dicitura del titolo che specifica che “Linfa Nera” è “La prima indagine di Lena Malinverni, botanica forense” fa ben sperare che ne seguiranno altre, che sarebbero assai preziose non solo per approfondire un filone tanto interessante e innovativo come quello dell’indagine condotta dal punto di vista della botanica forense, ma anche per continuare a respirare un clima denso di significati antichi e profondi, e per apprezzare in pieno l’evoluzione di un personaggio complesso e attraente come quello di Lena, che lascia affascinati almeno quanto la sua “sosia notturna” Eva.
Archetipico.
Editore: SEM
Pagine: 336
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Elisa Bertini, laureata in Letteratura Italiana, alla carriera da scrittrice affianca quella da giornalista, scrivendo per alcuni quotidiani online. Ha pubblicato diversi romanzi e racconti (Mondadori, Fernandel, Castelvecchi, DeAgostini/Libromania) e altri ancora sotto pseudonimo (Rizzoli, Fanucci).
Il suo ultimo romanzo per adulti, “Nerocuore”, è stato pubblicato nel primo Speciale tutto italiano del Giallo Mondadori, “Amori Malati: tre storie di femminicidio”, e a giugno 2021 è uscito per Mondadori il Volume Uno della sua prima serie gialla per ragazzi, “La Banda degli Invisibili – La recita maledetta”, scritto a quattro mani con Franco Forte, autore, editor e direttore di varie collane Mondadori, nonché sceneggiatore di serie tv come “Distretto di Polizia” e “Ris”. In questo suo ultimo libro Elisa si avvicina al mondo degli adolescenti e parlando il loro linguaggio, racconta di una rivincita. Quella degli “Invisibili”.