La regola dell’ortica – Nunzia Scalzo

La regola dell'ortica
“E’ la regola dell’ortica: fino a quando stringi forte le foglie, non avverti il dolore delle punture, lo senti solo quando lasci la presa. Significa che se ti ostini a guardare da troppo vicino, non capisci il senso delle cose.”

La regola dell’ortica

Recensione di: Luca Ronzoni

TRAMA:

Catania, 1965. La giovane Norma Speranza viene trasportata all’ospedale dal marito e dal portinaio di casa in gravi condizioni e muore poco dopo. Si è sparata in salotto con una carabina, o almeno questo è ciò che concludono le indagini, sebbene siano molti i dubbi sulle modalità del gesto e sul movente. A confermare l’ipotesi del suicidio c’è un biglietto trovato accanto al corpo: “Tutto è distrutto e io mi ammazzo”.

Ma la famiglia è invece convinta che si tratti di un omicidio, e che il biglietto sia stato creato ad arte per offrire un alibi all’assassino. Sessant’anni dopo, la nipote di Norma dà l’incarico di analizzare ancora una volta quel biglietto a Bea Navarra, grafologa forense intuitiva, cocciuta e fuori dagli schemi. Si è trattato di un suicidio o di un omicidio?

Attraverso il racconto diretto dei singoli personaggi coinvolti nel cold case – tra cui i parenti della coppia, i portinai del condominio, l’amica Evelina, il marito Andrea – e grazie all’indagine di Bea e dell’amico e giornalista Domenico Grimaldi, la dinamica della morte si ricostruisce un tassello dopo l’altro. Nunzia Scalzo, grafologa forense come la sua protagonista, conduce il lettore alla scoperta di una professione che decifra la scrittura, e al tempo stesso sonda i segreti che, senza saperlo, riveliamo di noi. Segreti che Bea Navarra chiamerebbe moventi.

RECENSIONE:

Il romanzo d’esordio della giornalista e grafologa forense Nunzia Scalzo ci trasporta in una bella indagine “vecchia maniera”. La lettura di questo romanzo è come comporre un puzzle, dove i vari protagonisti svelano segreti a modo loro, coinvolgendo altri soggetti. Uno svolgimento che tanto piaceva ai grandi giallisti del passato, in cui il lettore sa più di chi indaga. Chi legge infatti ha a disposizione tutte le testimonianze, comprensive di pettegolezzi. “La regola dell’ortica” è una buona opera prima, che riesce a farsi leggere con piacere e leggerezza.

La protagonista è delineata in modo credibile, anche se il suo passato resta solo accennato, lasciando intuire che ci sia ancora molto da scoprire. L’autrice ha fatto una scelta originale e interessante nel renderla una grafologa: una professione poco raccontata nella narrativa, ma affascinante, che aggiunge un tocco di originalità alla storia.

Il tono è scorrevole, lo stile semplice ma efficace, e la trama, pur senza grandi colpi di scena, mantiene un buon ritmo. Forse, a parere di chi scrive, un eccesso nell’uso del siciliano. Non è un libro che pretende troppo dal lettore, e proprio per questo funziona bene: è una lettura leggera ma ben costruita, che lascia intravedere buone potenzialità. Potrebbe essere l’inizio promettente di una saga capace di crescere e appassionare, anche se per le future avventure della grafologa ci aspettiamo un pochino più di mistero e un maggiore lavoro nella costruzione dei personaggi.

La Sicilia è la protagonista assoluta dell’opera, in particolare Catania, che viene descritta attraverso gli anni che separano il fatto di sangue dai giorni nostri.

Bea Navarra è sulla cinquantina, divorziata, con un figlio grande che studia all’estero. Vive da sola a Catania, è dedita al suo lavoro di grafologa forense e sa godersi i momenti di libertà, che trascorre in modo significativo con amici veri e buon cibo.

L’originalità della storia sta proprio nel modo in cui vengono riportati i pensieri degli “attori”. Alcuni sono morti, dato il tempo trascorso, oppure attualmente vittime di demenza senile, quindi prevarranno le lettere, i ricordi, le trasposizioni coi passaparola dell’epoca. Una buona idea narrativa.

A Bea e Domenico, quest’ultimo acuto giornalista e suo collaboratore fidato, spetta il compito di risolvere un mistero lungo sessant’anni, nel quale ognuno custodisce dei piccoli e grandi segreti e, come nella realtà, non è mai del tutto innocente.

“La regola dell’ortica” è un racconto che unisce la precisione dell’indagine forense all’introspezione psicologica, con una scrittura capace di equilibrare perfettamente rigore e sentimento.

In poco più di una giornata, si arriva alla fine con la sensazione di aver fatto un viaggio breve ma piacevole: perfetto come lettura estiva.

Editore: Feltrinelli

Pagine: 256

Anno di pubblicazione: 2025

AUTORE:

Nunzia Scalzo

Nunzia Scalzo è grafologa forense e giornalista. Nata per caso in Germania da genitori siciliani, dopo i primi anni torna in Sicilia, dove vive e lavora. Si laurea in Filosofia all’università di Catania, poi si perfeziona in Filosofia del linguaggio. La sua prima grande passione è quella per il giornalismo e la scrittura: è direttrice editoriale del settimanale regionale “I Vespri” e collaboratrice delle pagine culturali del quotidiano “la Repubblica”, edizione di Palermo. Contemporaneamente matura l’altra grande passione, quella per la grafologia forense: dal 2003 è iscritta al Tribunale di Catania e ha lavorato a migliaia di casi. La regola dell’ortica (Feltrinelli, 2025) è il suo primo romanzo.

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