La colpa è di chi muore – Marco Bellinazzo

La colpa è di chi muore
“Ci sono assassini di uomini e divoratori si sogni.”

La colpa è di chi muore

LRecensione di: Luca Ronzoni

TRAMA:

Il calcio è un sogno. Ma per molti ragazzi, soprattutto se nati nel posto sbagliato, può trasformarsi in un incubo. Marco Bellinazzo, con la sensibilità del cronista che ama davvero ciò che racconta, ci regala un noir che è insieme romanzo d’indagine, viaggio nei meccanismi oscuri dello sport e racconto di formazione. Dante Millesi è un giornalista disilluso, un ex ragazzo del Rione Sanità che ha imparato a convivere con la nostalgia e con la sconfitta.

Ma quando un cadavere emerge dal Lago di Lugano e i sogni di tre giovani calciatori africani si incrociano col suo passato, sarà costretto a tornare in campo. Tra Milano, Lagos e Parigi, in una scacchiera di potere e corruzione, la verità non basta. Serve il coraggio di scriverla lo stesso. “La colpa è di chi muore” è una storia che lascia il segno. Come certi tiri sbagliati, come certi amori finiti, come certe verità che nessuno vuole ascoltare. Una storia che nasce lì, nel punto esatto in cui il talento incontra il dolore. Una storia che somiglia terribilmente alla verità.

Una storia necessaria, che parla di passione e sfruttamento, di giornalismo e redenzione, di uomini che uccidono corpi e altri che distruggono sogni. E quelli, forse, sono i peggiori.

RECENSIONE:

Marco Bellinazzo abbandona, per un attimo, il giornalismo tecnico d’inchiesta (è una nota firma del Sole 24 Ore) per immergerci nell’Italia sociale e del pallone degli anni ‘90 e 2000. Il giallo ci propone una trama articolata che si snoda tra Napoli (con l’immancabile rimando a Maradona), i paesi africani, Parigi e il lago di Como. Un giornalista sportivo, Dante Millesi, si trova a indagare su un omicidio che lo porta a confrontarsi con i lati oscuri del mondo del calcio, il mercato nero e lo sfruttamento dei giovani talenti, specialmente provenienti dall’Africa, traendone, infine, un amaro giudizio sull’astrattezza della giustizia e del suo valore fondamentale.

Tra nostalgie calcistiche, intriganti trame oscure sull’immigrazione clandestina e grandi organizzazioni calcistiche, Marco Bellinazzo ci regala un discreto romanzo, con una scrittura agile e personaggi credibili, seppure stenti a decollare, imbrigliato in meccanismi narrativi un po’ lenti e dialoghi un pochino stereotipati e farraginosi. Quando la storia, nella seconda parte del romanzo, con un salto temporale all’indietro, ci porta a Lagos, la realtà dell’immigrazione clandestina irrompe nella narrazione, appesantendo purtroppo la trama, intrecciandosi con il mercato del calcio e mettendo in luce lo stretto legame tra affari e sogni da realizzare.

“La colpa è di chi muore” è un noir toccante, però non trova uno spunto di originalità che permetta di sollevarsi da qualche stereotipo di genere. L’autore disegna uno spaccato della realtà dei nostri giorni, un tratto reale di come la crudeltà possa celarsi anche dietro le facciate migliori e la giustizia sia molte volte un concetto astratto.

Marco Bellinazzo in “La Colpa è di chi muore”, ci regala una appassionata dichiarazione d’amore per il calcio, che rimane, nonostante tutto, uno strumento di rivalsa sociale e di realizzazione personale.

Editore: Fandango

Pagine: 420

Anno di pubblicazione: 2025

AUTORE:

Marco Bellinazzo

Nato a Napoli, nel rione Sanità nel 1974 è laureato in giurisprudenza all’Università Federico II. Dal 2004 lavora a «Il Sole 24 Ore». Scrive di giustizia, lavoro, fisco, ma la sua vera passione è sempre stata lo sport. Dal 2007 si occupa di economia sportiva e, in particolare, dei “business” che ruotano intorno al mondo del calcio. È autore di Goal economy. Come la finanza globale ha trasformato il calcio (Baldini & Castoldi, 2015) e I veri padroni del calcio (Feltrinelli, 2017).

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