L’inferno che è dentro di me – Antonio Fusco 

L'inferno che e dentro di me
Guardami dritto negli occhi e vedrai te stesso.

L’inferno che è dentro di me

Recensione di: Evi Shtrepi 

TRAMA:

È la sera dell’Epifania a Valdenza. In piazza del Duomo famiglie con bambini attendono la discesa della Befana dal campanile, tra luci, risate e promesse di dolci. A pochi metri da lì, in un vicolo buio, una donna viene strangolata. Nella sua borsa, la polizia trova un foglio con una filastrocca e una sequenza di lettere e numeri che potrebbe essere un messaggio cifrato. Quando emergono altri corpi, uccisi con lo stesso rituale, il commissario Casabona capisce subito che non si tratta di un delitto isolato.

L’indagine lo conduce verso un luogo che la città ha cercato di dimenticare: l’ex ospedale psichiatrico abbandonato sulle colline, dove decenni prima si sono consumati orrori che venivano fatti passare per cure. Sembra che qualcuno stia regolando conti antichi. Qualcuno che conosce la verità su ciò che è accaduto e dissemina indizi affinché quei segreti vengano finalmente portati alla luce.

Mentre insegue l’assassino, Casabona dovrà fare i conti con il ritorno della malattia di Francesca, la donna da cui si è separato ma che non ha mai smesso di amare, e con l’arrivo di una giovane collega da Roma, i cui silenzi rivelano molto più delle sue parole. Cosa lega vittime che non si sono mai conosciute? Chi è il bambino che ha disegnato il proprio inferno sulle pareti di una cella? E soprattutto: quando la legge tace per troppo tempo, chi ha il diritto di farsi giustizia? 

RECENSIONE: 

Un prologo che è una promessa. Graffiti su un muro azzurro, una corda, una madre che cade. Antonio Fusco apre L’inferno che è dentro di me con un’immagine disturbante e potente — e da lì non lascia più andare il lettore. Non è una promessa vuota. È un contratto. E il romanzo lo onora fino all’ultima pagina. Valdenza — una città che si abita. Siamo a Valdenza, città toscana immaginaria ma perfettamente reale nella penna di Fusco.

È uno di quei luoghi letterari che nel tempo hanno guadagnato una consistenza propria, indipendente dai romanzi che li abitano: si percorre, si annusa, si abita. Le sue piazze hanno un odore, i suoi vicoli una luce specifica, i suoi abitanti una storia che precede ogni singola trama. Fusco conosce Valdenza come si conosce un posto in cui si è vissuti a lungo, e questa familiarità si trasmette al lettore pagina dopo pagina, senza che l’autore abbia bisogno di descriverla in modo esplicito.

La città è lì. È presente. Respira. Il giorno dell’Epifania, tra la folla di una piazza in festa, una donna viene strangolata in un vicolo buio. Nessun segno di colluttazione, nessun testimone. Solo un foglio con una filastrocca e un codice misterioso. È un incipit che funziona perché contrasta due immagini inconciliabili — la festa, la morte — e le mette a contatto senza mediazioni. Il male non arriva dall’esterno. È già dentro. È già lì, nascosto nella normalità di una piazza affollata. Casabona — un uomo prima che un commissario. Il commissario Tommaso Casabona viene chiamato a indagare, e l’indagine si complica subito: pressioni dall’alto, un arresto affrettato, un innocente in carcere. Poi un secondo omicidio. Poi un terzo. 

La struttura procedurale del romanzo è solida, costruita con la competenza di chi conosce il genere e sa come tenerlo vivo senza farne una formula. Ma il vero interesse di Fusco non è il meccanismo del crimine. È l’uomo che lo indaga. Casabona è un personaggio capace di reggere il peso di un’intera storia da solo. Non perché sia straordinario nel senso letterale del termine — non ha doti soprannaturali, non è più intelligente di tutti gli altri, non risolve i casi con illuminazioni improvvise. È straordinario per un’altra ragione: è credibile.

È un uomo spezzato dalla separazione, lontano dalla sua casa vera, dai suoi figli, da quella vita normale che si è sgretolata nel tempo senza che lui riuscisse del tutto a capire come. Porta questa frattura con sé in ogni scena, in ogni conversazione, in ogni momento di stanca tra un’indagine e l’altra. Ma in ufficio è lucido, tenace, capace di resistere anche ai superiori quando la pressione diventa insostenibile. È quella tensione tra la vita privata che cede e la vita professionale che regge a renderlo un personaggio autentico, non una funzione narrativa. 

Editore: Giunti Editore 

Pagine: 312 

Anno di pubblicazione: 27 May 2026 

AUTORE:

Antonio Fusco nato a Napoli nel 1964 è funzionario nella Polizia di Stato e criminologo forense, dal 2000 vive e lavora in Toscana. Per Giunti sono usciti con grande successo i romanzi della serie del commissario Casabona: Ogni giorno ha il suo male (2014), La pietà dell’acqua (2015), Il metodo della fenice (2016), Le vite parallele (2017), Alla fine del viaggio (2019), La stagione del fango (2020). La raccolta delle prime tre indagini della saga è uscita in un unico volume nel 2017. 

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