Undici sorelle di Piernicola Antonio Silvis

Undici sorelle
“La lotta vera, quella che ha un senso, presuppone anche la violenza, la paura. Il terrore”

Undici sorelle

Recensione di: Silvia Deriu

TRAMA:

Rimini, notte di Natale del 1988. È qui che tutto ha inizio.
Pensa a undici anni di silenzio. Pensa a una verità che qualcuno ha cercato di seppellire per sempre. Pensa alla Rimini dell’inverno del 1988.
Sofia ha quindici anni e scompare dopo una festa. Nessuna traccia. Nessuna spiegazione. Solo un vuoto silenzio che si allunga sempre di più. I delitti si ripetono, e la città comincia a sussurrare un nome: il Figlio del Tempo di Dopo. Un assassino metodico, capace di aspettare anni prima di colpire. Ogni scena del crimine è un messaggio. Ogni vittima è una firma.

Caterina Barone è una giovane funzionaria di polizia. Preparata. Razionale. Sa leggere le prove, sa collegare gli indizi, sa riconoscere uno schema quando lo vede.
Ma dentro di sé ha una frattura che non si è mai richiusa.
Arrivata a Rimini per dimenticare il proprio passato, si ritrova invece al centro di un’indagine che sembra parlare direttamente a lei. Più scava, più comprende che il killer non sta solo uccidendo.

Sta completando qualcosa iniziata molto tempo prima. Le vittime condividono un legame invisibile.
Mentre l’ossessione cresce e le pressioni aumentano, Caterina resta lucida. Analizza. Deduce. Resiste. Ma ogni passo avanti la costringe a guardarsi dentro, dove la verità è più scomoda di qualunque pista investigativa.
Il Figlio del Tempo di Dopo non colpisce solo per rabbia, deve portare a termine una missione.
Lunga undici, insanguinati anni.

RECENSIONE:

Prima di iniziare a leggere “Undici sorelle” dovete fare un respiro profondo ed essere pronti ad entrare in una storia drammatica e violenta che vi coinvolgerà totalmente.

Piernicola Antonio Silvis ci porta nella Rimini degli anni 80 dove una giovane donna, Sofia Santarcangelo, sparisce nel nulla senza lasciare traccia. Del caso si occupa Caterina Barone, una allora giovane poliziotta, una donna con una cicatrice sul cuore e sul viso che le ricorda sempre di non fidarsi degli uomini, che dalla Sicilia viene trasferita proprio a Rimini.

Rimini, la città dei “Martini on the rock, i machi, Mina” si trasforma da meta turistica a teatro di una violenza inaudita.

Quella che sembrava essere solo una fra le tante scomparse di persona, infatti, si rivela l’inizio di un incubo. Un serial Killer che si fa chiamare il figlio del tempo di dopo inizia a terrorizzare la popolazione uccidendo donne e perfino bambine attraverso l’uso di una garrota, un incubo che durerà undici anni.

Silvis presenta la storia di “Undici sorelle” da due punti di vista. Il primo è quello di Caterina.

È una donna determinata, spesso in conflitto con i propri superiori, con la lingua tagliente ma che ha un qualcosa in più rispetto ai suoi colleghi. Caterina Barone ha un carattere forte e questo l’aiuterà a sopportare il peso delle indagini e delle immagini di decine di donne strappate alle loro famiglie, umiliate e massacrate.

Un carattere preciso, zelante e un po’ scassaminchia” così la definisce suo padre.

Il secondo è quello dello stesso assassino che ci rende partecipi dei suoi pensieri, delle sue ossessioni e follie e di quelle che a suo parere sarebbero le giuste ragioni per le quali uccide senza pietà. Ha un carattere forte a volte aggressivo con la sua stessa famiglia. Dice di sé stesso:

Ho il potere di vita e di morte. Lo ius vitae et necis degli imperatori romani”.

È un uomo colto. Il nome, “Il figlio del tempo di dopo”, lo ha tratto dalla strofa di una poesia di un poeta argentino. Sa quello che vuole, e ha dentro di sé una forza oscura che non gli consente di provare empatia o dolore per le sofferenze altrui. Talvolta ha il pensiero di fermarsi, ma quella voglia continua di godere della sofferenza delle donne, che per lui sono il male del mondo, è più forte.

La storia abbraccia gli anni dal 1988 fino al 1999 anno in cui l’incubo finalmente ha termine. Undici anni di violenza raccontati magistralmente, in cui il killer colpisce tra Rimini che è al centro della sua follia e altre città come Pesaro, Cesena, e Urbino. Silvis arricchisce il racconto inserendo la storia del nostro paese citando la caccia alla famosa banda della “Uno Bianca” che spargeva terrore dal 1987, la morte di Lucio Battisti, la crescita artistica degli 883, l’ascesa di Silvio Berlusconi nel panorama politico e la morte nel 92 di Falcone e Borsellino uccisi da Cosa Nostra.

Questi riferimenti molto accurati non annoiano assolutamente il lettore, come nei suoi ringraziamenti dubita l’autore stesso, ma anzi rendono la storia più realistica e fanno da stacco tra gli omicidi e le indagini

Undici anni difficili da raccontare, ma Silvis ha dalla sua parte una esperienza di 36 anni nella polizia di stato e una partecipazione diretta a numerose indagini. Questo lo aiuta a descrivere le scene degli omicidi con una cruenza che ha una perfetta aderenza alla realtà.

Nella lettura di “Undici sorelle” le emozioni che si provano sono forti e ci si trova a sentirsi demoralizzati, spesso durante le varie fasi delle indagini, quando le stesse subiscono degli arresti per mancanza di indizi che il Killer è bravo a non disseminare nonostante la sua mania di protagonismo, oppure  a provare una forte eccitazione per la cattura del killer.

Undici sorelle è un thriller ad alta tensione che vi terrà col fiato sospeso fino all’ultima pagina. È un libro che non dimenticherete facilmente.

Traduzione:

Editore: Youcanprint

Pagine: 444

Anno di pubblicazione: 2025

AUTORE:

Piernicola Antonio Silvis

Piernicola Antonio Silvis scrittore italiano (n. Foggia 1954). Laureato in Giurisprudenza, è stato Primo dirigente della Polizia di Stato, che ha lasciato nel 2017, Questore di Oristano e Questore di Foggia. Ha esordito nella narrativa nel 2006 con il thriller. Un assassino qualunque, a cui hanno fatto seguito il poliziesco L’ultimo indizio (2008) e la spy story Gli anni nascosti (2010). Nel 2017 scrive il primo  della Trilogia delle Croci, che vede protagonista il poliziotto Bruni e la città di Foggia, Formicae. Gli altri due sono: La lupa del 2018 e Gli illegali del 2019.

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