Alla scoperta di Marcus Goldman l’anti-detective creato da Joël Dicker

Marcus Goldman

A cura di: Isabella Bianco

Gli ultimi giorni dei nostri padri

Secondo le statistiche , a partire dal 2012 circa 22.000.000 lettori si sono stretti intorno ai romanzi scritti da una delle nuove voci della letteratura thriller, lo scrittore svizzero Joël Dicker. Celebre per la sua capacità di tenere incollato il lettore nonostante la mole dei suoi romanzi e per i colpi di scena da togliere il fiato, Joël Dicker esordisce nel 2010 con Gli ultimi giorni dei nostri padri – un’opera pseudo storica ambientata durante la Prima guerra mondiale – che, tuttavia, rimane nell’ombra.

Il successo globale arriva nel 2012 con la pubblicazione di La verità sul caso Harry Quebert, romanzo che dà i natali al personaggio di Marcus Goldman. La verità sul caso Harry Quebert è un record di vendite, rimane per settimane nelle classifiche di tutto il mondo arrivando a vendere circa tre milioni di copie.

Ad affascinare i lettori sono soprattutto gli enigmatici personaggi di questa storia che, nel 2018, viene adattata da Epix e diventa una serie televisiva in dieci puntate trasmessa da Sky. Il cast mozzafiato vanta la partecipazione di attori come Patrick Dempsey ma è Ben Schnetzer – il volto di Marcus Goldman – a conquistare lettori e lettrici, tanto da tramutarsi in uno dei personaggi più amati di sempre.

Un detective imperfetto

Marcus Goldman è nato e cresciuto a Montclair, nel New Jersey, in una famiglia della classe media. Da sempre sognatore e inventore di storie, Marcus è un ragazzo quando lascia la sua città per puntare in alto, al successo, e si iscrive alla prestigiosa Burrows University, dove un corso di scrittura creativa e un incontro cambieranno la sua vita per sempre.

Ha poco meno di trent’anni quando, appena laureato, scrive il suo primo romanzo che, nel giro di qualche settimana, diventa un bestseller assoluto. All’improvviso Marcus diventa ricco, popolare, amato fino all’idolatria, la sua penna è considerata pari a quella dei più grandi scrittori della storia americana. In segreto Marcus è spaventato, è convinto di poter essere una meteora e non un vero scrittore, per questo quando l’ispirazione per un secondo romanzo tarda ad arrivare si sente perso, avvilito. Marcus non sa che il più grande nemico della sua ispirazione è sé stesso, e che solo capendosi un po’ più a fondo, scavando nelle dinamiche della sua vita e nei segreti del suo passato, potrà diventare un grande scrittore.

È il destino a portarlo sulla strada di un grande caso di omicidio, di una storia da raccontare che sembra fatta apposta per lui. Impacciato e curioso, Marcus diventerà quasi dipendente dai casi da risolvere, dai delitti, dai misteri. Joël Dicker scrive un anti-detective, affida le indagini ad una persona che, agli occhi del lettore, appare tutt’altro che infallibile: caparbio, ostinato e intelligente, Marcus è costretto a combattere contro la sua empatia, la sua tendenza all’emotività e al farsi coinvolgere troppo dalle storie che segue.

Per chi legge Marcus diventa gli occhi e le orecchie, ma anche e soprattutto la penna che indaga, che condivide, che trascina. Una delle più prepotenti critiche rivolte ai romanzi di Joël Dicker è quella di essere prolisso e ripetitivo, di dilungarsi troppo tra le sue pagine. Ciò forse accade, ma solo perché il compito di condividere dettagli, presentimenti, suggestioni e idee è affidato alla penna di Marcus che, come nelle vere indagini, si trova spesso ad inciampare, a dover tornare sui suoi passi, a fraintendere, a non capire. Insieme a Marcus, il lettore è traghettato alla scoperta della verità nascosta tra le righe, tra i segreti.

La «trilogia di Marcus Goldman»

Dopo l’immenso successo di La verità sul caso Harry Quebert Joël Dicker sceglie di arricchire la storia del suo protagonista e detective, Marcus, con altri due romanzi. La pubblicazione italiana – affidata alla casa editrice La nave di Teseo – capovolge la cronologia della storia pubblicando Il libro dei Baltimore (2015) e Il caso Alaska Sanders (2022), ma l’ordine della storia – che appare evidente durante la lettura – invertirebbe i due romanzi vedendo Marcus prima alle prese con l’indagine intorno alla scomparsa di Alaska Sanders e poi immerso nella scrittura de Il libro dei Baltimore.

Nella scrittura della trilogia, Joël Dicker trascina il lettore anche all’interno di una dimensione metaletteraria: i tre romanzi che la compongono, infatti, rappresentano i tre successi letterari scritti dallo stesso Marcus.

La verità sul caso Harry Quebert, Il caso Alaska Sanders e Il libro dei Baltimore possono essere visti – oltre che come una delle saghe thriller più riuscite degli ultimi anni – anche come una sorta di grande romanzo di formazione del protagonista Marcus: quando lo conosciamo in La verità sul caso Harry Quebert Marcus è insicuro e in preda al blocco dello scrittore mentre al termine della trilogia, con Il libro dei Baltimore, riesce finalmente a fare i conti con il proprio passato.

La verità sul caso Harry Quebert

Marcus Goldman è tenuto sotto scacco da un terribile blocco dello scrittore. Si sa, iniziare a scrivere dopo il

successo di un romanzo è complesso, e Marcus si sente senza via d’uscita. Per tentare di arginarlo parte per Aurora, la piccola località sul mare in cui vive Harry Quebert, suo ex professore alla Burrows University e mentore.

Al suo arrivo in città, qualcosa cambia: il cadavere di una diciassettenne del luogo, Nola Kellergan, viene rinvenuto nel giardino di Goose Cove, la tenuta di Harry Quebert. Indagando, la polizia scopre che Harry aveva una relazione con la giovane Nola, ciò fornisce un movente per l’omicidio. Harry viene arrestato, ma Marcus è convinto della sua innocenza, così inizia una sua indagine dentro la vita della giovane Kellergan e, soprattutto, nei segreti di Harry.

Quando La verità sul caso Harry Quebert inizia, Marcus è quasi ingenuo, è convinto che esista una verità assoluta e che sia sufficiente cercarla con determinazione per ottenere giustizia. Pian piano che il romanzo avanza, e con esso l’indagine di Marcus, le sue convinzioni granitiche entrano in crisi, impara che le verità sanno essere molteplici, che ogni persona che si incontra crede di essere custode della propria.

Durante tutto il corso del romanzo, Marcus deve fare i conti anche con la caduta di un mito: Harry Quebert, scrittore di talento e mentore infallibile, si rivela semplicemente un uomo di fronte al dolore, alla perdita, e non può fare altro che uscirne sconfitto. Se, all’inizio della storia, Marcus insegue spasmodicamente l’approvazione di Harry, alla fine dell’indagine Marcus smette di mitizzarlo e si limita a custodirne i preziosi insegnamenti.

Il caso Alaska Sanders

È passato solo qualche anno dalla fine del «caso Harry Quebert» e il reportage scritto da Marcus è un grande successo. Il detective Perry Gahalowood, amico di Marcus, riceve una lettera anonima che lo accusa di aver arrestato l’uomo sbagliato per l’omicidio della giovane Alaska Sanders, avvenuto diciassette anni prima. L’indagine del detective Gahalowood aveva portato ad un duplice arresto, ma solo uno dei due sospettati, Eric, era al momento dietro le sbarre. Per aiutare il detective Gahalowood a dimostrare la buona fede della sua indagine, Marcus parte per Mounth Pleasant dove tenterà di scoprire la verità.

Il caso Alaska Sanders demolisce l’alone di perfezione che non solo avvolge la tranquillità della piccola città, ma anche il ricordo di una donna considerata perfetta. In questo romanzo il lettore, assieme a Marcus, capisce di non potersi fidare di nessuno, forse nemmeno della giovane vittima. Qui vediamo l’evoluzione del rapporto tra Marcus e il detective Perry Gahalowood – già iniziato in La verità sul caso Harry Quebert – che passa dall’essere sbilanciato a divenire un legame tra partner e amici, tra i due c’è fiducia, confronto. Il metodo adottato durante l’indagine sul «caso Harry Quebert» si conferma, il suo approccio di dialogo con le persone lo conduce tra gli oscuri segreti della piccola cittadina di provincia.

Il libro dei Baltimore

Per prendere una piccola pausa dal mondo e dai crimini che sembrano perseguitarlo, Marcus Goldman compra una casa a Boca Raton, in Florida, una piccola tana per scrittori in cui dedicarsi solo al lavoro. La Florida ha però per Marcus un peso molto importante, è il luogo della sua infanzia, quello in cui trascorreva tutte le estati, ma anche il luogo del suo cuore, della sua famiglia.

Marcus trascorreva ogni estate a casa dei suoi zii insieme ai suoi cugini, Hillel e Woody, e si sentiva amato e compreso, nel posto giusto. Nel racconto dell’infanzia felice, si percepisce però l’alone della tragedia: qualcosa di orribile sembra essere accaduto ai Goldman di Baltimore. Un nuovo incontro con la donna che ha sempre amato, Alexandra, porta Marcus a voler riscrivere il suo passato. 

Il libro dei Baltimore non è un thriller, ma un lungo romanzo di formazione. Anche se il mistero bussa prorompente e costante tra le pagine, non è certo il fulcro della storia che si concentra invece sulla crescita di Marcus e sul modo in cui il trauma del suo passato influenza il suo presente. Il libro dei Baltimore è non solo una storia molto avvincente, ma soprattutto un importante tassello del puzzle di Marcus, fondamentale per comprenderne la psicologia.

Qui Marcus appare come un ragazzino profondamente scosso da un certo sentimento di inferiorità nei confronti della vita che avrebbe voluto avere, quella dei suoi cugini e dei suoi zii, quella che crede perfetta e piena di gioia. Mentre lui appartiene ad una famiglia stabile ma troppo ordinaria, i Goldman di Baltimore incarnano la straordinarietà: il successo, la ricchezza, la bellezza, il talento, l’unione, il talento.

Marcus vive questa differenza con ammirazione, ma è quel pizzico d’invidia a formare il suo carattere: comincia molto presto a sentire la necessità di essere accettato, a cercare approvazione, ma anche a lottare per dimostrare il proprio valore. In Il libro dei Baltimore emerge per la prima volta anche l’aspetto più sentimentale di Marcus, quello che lo lega alla relazione con Alexandra, che occupa uno spazio importante nella narrazione e contribuisce a mostrarne un lato tenero e ferito, di certo profondo.

Condividi questo articolo:

Potrebbero interessarti anche: