Intervista ad Eric Fouassier
DOMANDE DI: Simona Martignetti
SPAZIO CURATO DA: Laura Crottini
TRADUZIONE A CURA DI: Laura Crottini

Buongiorno cari lettori, il graditissimo ospite del nostro spazio interviste di oggi è Eric Fouassier con il suo libro “le notti della morte blu” (Neri Pozza, 2025) letto e recensito dalla nostra Simona (Link recensione).
Eric Fouassier è nato nel 1963, è professore universitario, membro dell’Accademia Nazionale di Farmacia e Cavaliere della Legion d’Onore. Ha scritto diversi romanzi e racconti. L’Ufficio degli affari occulti(Neri Pozza 2022), il primo romanzo della serie con protagonista l’ispettore Valentin Verne, ha vinto il premio Maison de la Presse nel 2021. Il secondo volume, Il fantasma del Vicario, è uscito presso Neri Pozza nel 2023.
THRILLER LIFE: Perché hai scelto di parlare proprio della Parigi di metà Ottocento, con particolare riferimento in questo caso all’epidemia di colera che ha colpito la città?
ERIC FOUASSIER: Questo periodo – l’inizio del regno di Luigi Filippo – mi ha affascinato perché ha coinciso con una trasformazione della polizia francese: la vecchia polizia (una vera e propria linea diretta per catturare i criminali in flagrante e portavoce dello Stato) incarnata da Vidocq, era guidata da Napoleone; nel 1830, i progressi scientifici e l’introduzione della medicina legale all’interno della polizia hanno segnato una svolta. Ad esempio, le autopsie hanno iniziato a essere eseguite frequentemente.
Il mio eroe, l’ispettore Verne, simboleggia questo cambiamento. In seguito, approfondendo la mia ricerca, ho scoperto che quest’epoca condivide molte somiglianze con la nostra, politicamente, economicamente e sociologicamente. Inoltre, l’epidemia di colesterolo del 1832 presenta numerosi parallelismi con la pandemia di COVID-19. Ecco perché gli appassionati di opere storiche, e soprattutto i lettori curiosi, stanno incorporando questi elementi nei romanzi polizieschi contemporanei.
TL: Nel libro si fa riferimento a personaggi realmente esistiti, come George Sand. A cosa è dovuta la scelta di inserire, in un contesto storico già in tumulto per le rivolte popolari dovute al malcontento, anche una apertura all’universo femminile e femminista?
ERIC FOUASSIER: È sempre il contesto storico a dettare i miei personaggi e le mie trame. Non concepisco mai storie che poi impongo artificialmente a un contesto storico. Al contrario, è la mia ricerca a ispirarmi. Ora, leggendo diversi libri sul regno di Luigi Filippo, ho scoperto che fu in questo periodo che il movimento femminista prese veramente forma per la prima volta in Francia. Assistemmo alla nascita del primo giornale interamente scritto da donne: La Tribune des femmes (La Tribuna delle donne).
Le femministe francesi di quell’epoca non avevano rivendicazioni politiche come l’accesso al diritto di voto. Le loro aspirazioni erano più sociali. Volevano l’uguaglianza nel matrimonio, la stessa autorità dei mariti sui figli, la possibilità di studiare e di accedere a professioni che allora erano loro proibite: medico, avvocato, farmacista… Mi sembrava importante che i miei romanzi riflettessero questo, da qui la presenza di figure storiche femminili forti come George Sand, ma anche i legami con il movimento femminista della mia eroina, Aglaé.
TL: In questo volume si parla di epidemia di colera, diversa ma non così lontana dalla pandemia vissuta da noi pochi anni fa: quanto ha influenzato il tuo vissuto emotivo di quel periodo nella connotazione della società parigina del 1832?
ERIC FOUASSIER: Ciò che abbiamo vissuto durante la pandemia di COVID mi ha certamente spinto a evidenziare tutte le somiglianze con l’epidemia di colera del 1832. Di conseguenza, nel mio romanzo “Le notti della morte blu”, sono presenti questi sorprendenti parallelismi: controversie scientifiche, ricerca di capri espiatori, fake news, tentazione del lockdown e raccomandazioni sanitarie a volte dettate da ragioni diverse da quelle mediche (ma piuttosto politiche, morali, ecc.). Ho trovato interessante per il lettore rendersi conto che, duecento anni dopo, di fronte allo stesso tipo di minaccia, le nostre reazioni erano rimaste sorprendentemente simili.
TL: Valentin e Aglaè hanno una storia d’amore particolare, frenata all’inizio che piano piano sboccia tra queste pagine. Ci saranno approfondimenti sulla loro relazione?
ERIC FOUASSIER: Questo è uno dei punti di forza della serie, quindi la loro relazione continuerà sicuramente a evolversi. Il mio obiettivo, prima di iniziare la scrittura di ogni volume della serie, è quello di mantenere un buon equilibrio tra la trama poliziesca, la ricostruzione storica, i progressi scientifici e lo sviluppo psicologico dei personaggi principali. A mio avviso, è essenziale che a questi quattro aspetti venga data la stessa importanza in ogni romanzo.
Tornando al rapporto tra Aglaé e Valentin, è chiaro che la professione di poliziotto che hanno scelto insieme, che li mette costantemente a confronto con il pericolo e il male, così come i traumi vissuti da Valentin durante l’infanzia, incidono inevitabilmente sul loro amore. Nel volume 5, che sto attualmente terminando, la loro relazione affronterà sfide completamente nuove.
TL: La figura del Vicario, che fa da sottotraccia che unisce i volumi di questa serie, qui sembra trovare una conclusione. Nel prossimo volume abbandonerà la saga?
ERIC FOUASSIER: Il personaggio del Vicario è stato molto presente nei primi tre volumi, che costituiscono il primo ciclo della serie – quello che definirei il ciclo del passato di Valentin. Dal volume 4 in poi, questa figura malvagia svanisce sullo sfondo, lasciando il posto a un altro personaggio malvagio già apparso nel volume 1: Madame de Mirande. Avrà un ruolo significativo nello sviluppo dei personaggi e riapparirà nel volume 4. Vale la pena notare che siamo arrivati a metà della serie, che inizialmente comprenderà otto volumi, e posso già anticiparvi, in esclusiva, che il volume 8 si intitolerà “il ritorno del Vicario”.
La redazione di Thriller Life ringrazia Eric Fouassier per la disponibilità





