Intervista a Maria Masella
SPAZIO CURATO DA: Ilaria Ambrosi

Buongiorno cari lettori, la graditissima ospite del nostro spazio interviste di oggi è Maria Masella con il suo nuovo libro “Irene l’assassina” (Salani, 2025) letto e recensito dalla nostra Simona.
Maria Masella, genovese, classe 1948, per una vita ha insegnato matematica al liceo. Negli anni ha scritto decine di romanzi, tra i quali più di trenta noir con la Fratelli Frilli Editori, con protagonisti il commissario Antonio Mariani e l’ex ispettore Teresa Maritano. Il suo successo è esploso di recente grazie ai formati digitali e a un pubblico che si è affezionato ai suoi personaggi e alle trame sempre avvincenti. Nel 2024 è stata candidata al Premio Strega con Tunnel.
THRILLER LIFE: In questo nuovo thriller troviamo dei personaggi che sono due facce della stessa medaglia: il lettore accanito e lo scrittore in erba. Tu sei entrambe le cose, in quale personaggio è stato più facile immedesimarsi?
MARIA MASELLA: Nel romanzo ho messo in scena tre personaggi principali, due sono “persone da libri”. Jansen Serse è un ghostwriter e la Marras ama leggere. Ecco, io sono entrambi, ma in tutti i personaggi delle mie storie metto qualcosa di me. Come dico spesso ogni scrittore ha una dispensa, una cava: se stesso, le sue passioni, i suoi dubbi, i suoi ricordi. Li filtra. In questa occasione ho usato la lettura e la scrittura. Che però non sono tanto diverse per me: quando leggo entro nella testa dello scrittore, in pratica ci parliamo. E quando scrivo cerco di rendere comprensibile quello che provo ai miei lettori.
TL: Irene è una donna libera dopo 15 anni di carcere, che torna a respirare aria di libertà facendo lunghe passeggiate. La scelta del camminare è legata alla restrizione da prigione o è un escamotage per mostrare Genova in tutto il suo splendore?
MARIA MASELLA: Di certo non è un modo per mostrare Genova, fra l’altro alcune zone che mostro non sono particolarmente belle. Sì, il lungomare fra Quinto e Nervi è splendido, ma gli altri quartieri no. Irene cammina per riappropriarsi della libertà di movimento. Anche per riconnettersi al suo passato ancora sereno; infatti, ricorda le passeggiate con il padre quando era ragazzina.
TL: Qui abbiamo una indagine che però prende piede solo nella seconda parte: nasceva già come thriller questa storia o lo è diventato scrivendo?
MARIA MASELLA: Volevo scrivere di una donna che esce di prigione. Forse era colpevole e forse no. Su questo nucleo si è formata la storia. È diventata un thriller perché è una struttura che mi piace. Amo le domande. Amo quando una risposta apre la porta a una nuova domanda. Amo la doppia incertezza: cosa è accaduto davvero nel passato e cosa succederà?
TL: Ci saranno nuovi libri con Marras come protagonista? Nascerà una nuova serie?
MARIA MASELLA: A questa domanda non posso ancora rispondere. La pubblicazione di un romanzo dipende da molti fattori; lo scrittore scrive ma è l’editore a pubblicare, tenendo conto di tanti fattori. Posso soltanto aggiungere che mi farebbe piacere.
TL: Di solito quando si parla di Genova ci si muove nei vicoli: come mai hai scelto di ambientarlo tra San Fruttuoso e Quinto?
MARIA MASELLA: Perché la zona dei vicoli è una minima parte della città, fra l’altro molto sfruttata da troppi colleghi. Del resto, un’ambientazione “pittoresca” può sostenere e dare carattere a una storia debole. Non amo le scelte facili.
La redazione di Thriller Life ringrazia Maria Masella per la collaborazione.



