Intervista ad Alessandro Bongiorni
DOMANDE DI: Luca Ronzoni e Leonardo Di Lascia
SPAZIO CURATO DA: Beatrice Orrù

Buongiorno cari lettori, il graditissimo ospite del nostro spazio interviste di oggi è Alessandro Bongiorni con il suo libro “Uomini a pezzi” (Il giallo Mondadori, 2026) letto e recensito dal nostro Luca Ronzoni (LINK)
Alessandro Bongiorni è nato a Milano nel 1985. È giornalista pubblicista. È autore di quattro romanzi con protagonista Rudi Carrera – La sentenza della polvere (Piemme, 2014, il Giallo Mondadori, 2025), Niente è mai acqua passata (Frassinelli, 2016, vincitore del premio Zocca Giovani), Favola per rinnegati (il Giallo Mondadori, 2023), Uomini a pezzi (il Giallo Mondadori, 2026), e di Strani eroi (Frassinelli, 2018, vincitore premio Giovani Autori Comitato Claudio De Albertis). Ha inoltre lavorato come ghostwriter per diversi libri di fiction e non fiction.
THRILLER LIFE: Ha dichiarato che le sconfitte sono mondi, le vittorie sono attimi. Perché preferisci raccontare chi è a pezzi rispetto a chi ce la fa?
Alessandro Bongiorni: Mi interessa di più raccontare la caduta e la eventuale risalita, meglio ancora se sgangherata. È qua dentro si trova l’umanità. Il concetto di “vincente”, invece, si porta dietro una retorica che non mi interessa. Cosa significa davvero vincere? A mio avviso, un vincente non è uno che arriva primo, ma uno che riesce a fare un certo percorso in base al suo punto di partenza. Lo sconfitto invece è sempre riconoscibile.
THRILLER LIFE: La Milano degli invisibili, come mai hai scelto questa ambientazione?
Alessandro Bongiorni: In realtà credo di raccontare una Milano che tiene insieme tutto, gli invisibili e i pezzi grossi. Milano è una città che si presta a molte narrazioni, e quasi sempre sbagliate, almeno dal mio punto di vista. La città, con tutte le sue luci e ombre, è perfetta per fare il noir che piace a me. E poi la amo, questa bellissima città.
THRILLER LIFE: Il tema del libro è molto profondo e attuale, quello del mercato nero degli organi. Come mai hai voluto mettere in risalto queste tematiche?
Alessandro Bongiorni: Perché è un tema di cui non si parla, o di cui si parla pochissimo, e che si porta dietro sempre un alone di leggenda. Invece io nel romanzo menziono casi provati, inchieste vere, che ci sono state in Europa. Non in Italia, per fortuna. La domanda di base del romanzo è: fino a che punto siamo disposti a comprare?
THRILLER LIFE: Il tuo libro è un thriller con tinte molto noir, dove l’ambientazione è cupa, i personaggi molto portati all’estremo sono la peculiarità del libro. Cosa volevi suscitare nel lettore e soprattutto da dove viene tutto questo nero?
Alessandro Bongiorni: Difficile dirlo. Sono innanzitutto un lettore, prima di essere uno scrittore, e come tale ho i miei gusti. Quando scrivo penso a cosa piacerebbe leggere a me. Provo sempre ad alzare il livello, a non accontentarmi mai, sono molto critico con me stesso. Quando leggo voglio sentire qualcosa, trovare uno spunto di riflessione, un’idea all’interno delle pagine. La storia ben confezionata non mi basta. E quando scrivo provo a fare questo: comunicare. Alla fine, parliamo sempre di noi stessi, anche se non lo diciamo.
THRILLER LIFE: Rudi è un personaggio che ce l’ha fatta, un sopravvissuto, come si va avanti dopo tutto?
Alessandro Bongiorni: Non direi che Rudi ce l’ha fatta. Ha un peso dentro che lo corrode, che lo spinge a mettersi in discussione continuamente, e in qualche modo prova ad andare avanti. Per farlo, si butta anima e corpo nel suo lavoro, l’unico ambito in cui non è solo. La sua vita è un disastro, le sue ossessioni sono ciò che lo tiene a galla.
THRILLER LIFE: Prima di salutarti e ringraziarti per il tempo che ci hai dedicato, c’è qualche consiglio che vorresti dare ai lettori di ThrillerLife?
Alessandro Bongiorni: Il consiglio che mi sento di dare è di leggere bene. Selezionare. Naturalmente, ognuno con i propri gusti.
La redazione di Thriller Life ringrazia Alessandro Buongiorni per la collaborazione.





