Intervista a Paolo Porrati
DOMANDE DI: Alessandra Colombo
SPAZIO CURATO DA: Beatrice Orrù

Buongiorno cari lettori, il graditissimo ospite del nostro spazio interviste di oggi è Paolo Porrati, con il suo libro “Singolare femminile” (Laurana Editore, 2026) letto e recensito dalla nostra Alessandra Colombo.
Paolo Porrati, nato a Milano nel 1966, è un manager del settore assicurativo dalla lunga esperienza in Italia e all’estero. Alla carriera professionale ha sempre affiancato l’impegno in attività molto diverse fra loro, che lo hanno portato tra le altre cose a occuparsi di formazione, volontariato e comicità. Lo Sport del Diavolo, il suo romanzo d’esordio, unisce le ambientazioni del noir con quelle del tennis, di cui è un grande appassionato e conoscitore.
THRILLER LIFE: Singolare Femminile è il secondo romanzo ambientato nel mondo del tennis professionistico, uno sport che negli ultimi anni ha vissuto un’esplosione di popolarità in Italia, grazie a Sinner e alle ragazze del gruppo femminile. Come si fa a usare un ambiente tanto specifico come filo conduttore, senza rischiare di perdere i lettori che il tennis non lo praticano o non lo seguono?
Paolo Porrati: In realtà l’idea del romanzo parte proprio dall’intenzione di ambientare un giallo in un ambiente inusuale, appunto il tennis, guidando il lettore alla sua scoperta. Lo spunto mi viene dai romanzi di John Grisham, che erano concepiti appunto come intrecci anche sofisticati che in più regalavano una finestra su un mondo sconosciuto come quello legale americano, spiegandolo.
Quando lo Sport del Diavolo uscì, il Tennis non era ancora il fenomeno di massa in cui l’hanno trasformato Jannik, Jasmine e gli altri fantastici ragazzi del team Italia, e forse per questo c’è stato così tanto interesse. Singolare Femminile riprende questa logica, ma il sottotesto è decisamente più orientato al disgustoso fenomeno della violenza di genere, e alla vendetta riparatrice.
THRILLER LIFE: Un romanzo tutto al femminile. Quanto è stata una scelta consapevole e ragionata, e quanto invece è emersa naturalmente dallo sviluppo della storia?
Paolo Porrati: È stata una scelta precisa e consapevole. Di tennis femminile si discute da molto tempo e spesso a sproposito, Nel suo piccolo, è diventato un argomento divisivo, con due schieramenti ben contrapposti; da un lato, coloro i quali lo considerano uno sport “derivata” di quello maschile, meno valido tecnicamente e poco interessante per il pubblico.
Dall’altro, chi invece ritiene che abbia dei valori tecnici altissimi, e che la fase temporanea di scarso interesse sia dovuta al venir meno – in campo – di icone insostituibili per catalizzare interesse come le sorelle Williams. Su tutto questo poi s’innesta la finzione dell’intreccio, ma anche qui l’intento era di dare un piccolo contributo a una questione ampia e terribile come quella della violenza sulle donne. Ragazzine, in questo caso.
THRILLER LIFE: Nel suo romanzo Mara Santangelo lavora “in team” con il suo armato. Nel panorama noir italiano prevale ancora la figura del detective che lavora da solo. È stata un’ottima intuizione affidare le indagini di “Singolare femminile” a un gruppo così eterogeneo. È stato difficile creare questa aggregazione di personaggi così diversi tra loro, ma che hanno sicuramente dato qualcosa di più alla storia?
Paolo Porrati: Ho sempre apprezzato i romanzi in cui si percepisce la prevalenza della realtà sull’intreccio, e volevo che i miei romanzi rispettassero questo principio. Come nella realtà, capita che persone abbiano un legame affettivo e debbano lavorare insieme. Come nella realtà, in questi casi le cose non sono mai semplici. Mara e Valerio hanno un rapporto tanto forte quanto instabile, in cui si scambiano la posizione dominante e il sentimento prevalente. E soprattutto, proprio come nella realtà, non si sa mai come la loro relazione finirà per svilupparsi.
THRILLER LIFE: Il mondo che occupa il retroscena di questa storia è grigio e a tratti inquietante. Possiamo davvero pensare che in ogni ambito sportivo di grande risonanza e livello, si possano nascondere tali dinamiche di potere?
Paolo Porrati: Il punto di ispirazione della vicenda viene in realtà da un altro sport, la ginnastica artistica. Nella fase di preparazione approfondii molto gli eventi legati alla vita di Simone Beils, e alle violenze subite per anni dell’ex medico federale Larry Nassar. Nel settembre 2021, la Biles testimoniò davanti alla Commissione Giustizia del Senato degli Stati Uniti e denunciò non solo il suo aguzzino ma l’intero sistema, mettendo a nudo non solo sè stessa ma l’inattività dell’FBI e dei vertici di USA Gymnastics e del Comitato Olimpico, colpevoli di aver ignorato le prime denunce per proteggere l’immagine della federazione.
Fui molto colpito, e arrivai alla conclusione che il nucleo mortale della storia risiedeva nel principio sbagliato di affidare la vita di una bambina a un maschio adulto senza controllarlo rigorosamente. Singolare Femminile parte da lì, mescolando l’ispirazione ginnica a fatti reali come quelli della tennista Elena Rybakina e del suo coach, e sviluppando una finzione in cui la storia si ripete.
THRILLER LIFE: I lettori hanno reagito bene alle vicende di Mara Santangelo e della sua Armata. La costruzione del personaggio principale è già chiara nella sua mente anche per il prossimo capitolo? O ci potranno essere evoluzioni inattese, magari per soddisfare curiosità e richieste dei lettori?
Paolo Porrati: La piccola saga dell’Armata è pensata dall’inizio come un’avventura in tre atti. Mara, Valerio e gli altri tennisti/investigatori (alcuni dei quali peraltro sono persone in carne e ossa) hanno ancora qualcosa da raccontare. Se lo racconteranno o meno, come giusto che sia, dipenderà dai lettori. Per quanto riguarda gli sviluppi, idee già pronte e contributi dei lettori sono sempre andati di pari passo nella scrittura dei primi due testi, è una cosa che fa parte del mio personale processo creativo.
Non voglio fare l’autore sofisticato, la realtà è molto più semplice di quanto si pensi. Come dicevo, i personaggi sono in parte persone reali con le quali mi confronto e parlo, Valeria e Mara ormai sono parte del vissuto dei nostri lettori, che a loro volta spesso mi dicono cosa si aspetterebbero (spoiler, alla fine la loro relazione arriverà davvero a un punto di non ritorno). In pratica, l’intreccio è una forma evoluta e divertente di “poliscrittura”. Io ne sono l’estensore, ma i veri autori sono tutti quelli che hanno amato e continuano ad amare questi strani gialli ambientati nel mondo del tennis.
THRILLER LIFE: Prima di salutarti e ringraziarti per il tempo che ci hai dedicato, c’è qualche consiglio che vorresti dare ai lettori di Thrillerlife?
Paolo Porrati: In questi anni di avventura nel mondo dell’editoria, ho scoperto una cosa importante che vorrei citare. Thrillerlife fa un lavoro straordinario di diffusione della “cultura del giallo” nel mondo online. Sarebbe fantastico (se già fatto, mi scuso e mi iscrivo) se venissero organizzate delle versioni offline, degli incontri, delle presentazioni o addirittura dei momenti dedicati.
Magari non dei veri e propri Festival, ma delle giornate o pomeriggi di incontro fra autori e pubblico. Senza palco, tutti insieme, a parlare di libri ma anche di mondo dei libri. A confrontarsi fra autori, lettori ed aspiranti autori. Essere pubblicato è stata una delle cose più interessanti che ho fatto, ho piacere a raccontarlo e ho piacere anche ad ascoltarlo. Non si tratta, in fondo, di condividere Cultura?
La redazione di Thriller Life ringrazia Paolo Porrati per la disponibilità.




