Giochi nuovi per un vecchio cane
TRAMA:
Benito Pietra, ex comandante partigiano segnato nel corpo e nell’anima, si sta reinventando investigatore privato mentre il Paese tenta di riprendersi dalle ferite della guerra. In una torrida estate del 1952, il detective partigiano si trova coinvolto in un intricato caso che intreccia gelosie, tradimenti e faide industriali: l’omicidio del potente barone Oldiferri. È proprio alla sua agenzia investigativa che si rivolge Jolanda Fracassi, la moglie della vittima, una donna bellissima dal fascino ambiguo.
Cosa si cela dietro questa scelta? Tra i bassifondi criminali, i segreti di un magnate dell’industria, e le ombre di un passato che non smette di tormentarlo, Benito dovrà affrontare i suoi demoni per ritrovare il coraggio di agire. Un noir ironico e malinconico, che ci racconta un’Italia ruvida e piena di contraddizioni, in cui il riscatto passa per il filo sottile tra giustizia e vendetta.
RECENSIONE:
Diciamoci la verità: scrivere un buon noir storico oggi è un terno al lotto. Il rischio di cadere nella lezioncina di storia è altissimo. Fortunatamente, William Raineri con Giochi nuovi per un vecchio cane evita la trappola e ci scaraventa dritti in faccia un romanzo che ha il sapore del sangue, del fumo e dell’asfalto bollente. Non solo, perché come in un noir che si rispetti, ci porta a scavare nella psiche umana, facendoci fare i conti con il tema della giustizia.
Ci troviamo nell’estate del 1952, in un’Italia che prova a darsi una ripulita dopo il disastro della guerra, facendo finta che le ferite siano già rimarginate, sotterrando i cadaveri e i segreti sotto il tappeto del perbenismo.
L’impatto con il libro è immediato proprio per questo: non c’è spazio per i fronzoli. Il protagonista si muove in uno scenario torrido e polveroso, senza descrizioni di luoghi da cartolina.
Non aspettatevi il classico investigatore carismatico con la battuta pronta, perché Benito Pietra, l’ex partigiano che prova a fare il detective privato, è un personaggio introverso, cinico, profondamente ferito. Eppure, funziona benissimo.
La trama viaggia su più livelli, con un caso principale – l’omicidio del barone Oldiferri – e diversi punti che pian piano verranno collegati tra loro.
La narrazione si prende i suoi tempi ma non rallenta mai, gestendo i diversi fili della trama con una fluidità che tiene incollati alle pagine. Il vero punto di forza del lavoro di William Raineri è proprio lo stile: asciutto, tagliente, con quel pizzico di ironia amara che ti fa apprezzare anche le battute più ruvide. Se proprio devo trovare il pelo nell’uovo, a un certo punto potrebbe essere necessario fare ordine tra i vari personaggi e sottotrame legate ad essi; in un paio di passaggi si rischia di rallentare, ma niente che rovini l’esperienza complessiva.
Il percorso infatti è coerente dall’inizio alla fine: duro, senza sconti e privo di facili colpi di scena consolatori. Nessun miracolo, nessuna redenzione dell’ultimo minuto. William Raineri ci lascia con la consapevolezza che per certi “vecchi cani” le regole del mondo moderno saranno sempre troppo strette. In conclusione, ” Giochi nuovi per un vecchio cane” è un noir solido, che consiglio a chi cerca una storia di carattere e non ha paura di guardare dentro le ipocrisie del nostro passato e dell’essere umano.
Editore: Les Flâneurs Edizioni
Pagine: 344
Anno di pubblicazione: 2026
AUTORE:

William Raineri (Brescia, 1970), cresciuto con la passione per le storie trasmessagli dalla nonna, ha unito negli anni narrazione e creatività visiva. Fondatore di Raineri Design, ha firmato loghi, identità e campagne per brand nazionali e internazionali, ottenendo numerosi premi. Oggi scrive racconti, progetta mondi narrativi e scolpisce nel suo laboratorio di campagna. Ha un Master in Storytelling della Holden. Ha pubblicato il romanzo Chi porta le ombre (Sem, 2023).