Il re delle ceneri
TRAMA:
Dalle strade squallide di Jefferson Run ai superattici di Atlanta, Roman Carruthers ne ha fatta di strada. Oggi consulente finanziario, tiene a bada i capricci dei clienti e ne moltiplica prodigiosamente il denaro, frequenta rapper e modelle e se ne va in giro con la sua Porsche e un orologio da dodicimila dollari.
Finché la telefonata della sorella Neveah intacca questo splendente equilibrio: il padre è in coma, vittima di un incidente d’auto che lascia più domande che risposte. Roman è allora costretto a tornare nella sua città natale, dove quel che resta della sua famiglia è decisamente allo sbando.
Neveah ha rinunciato a farsi una vita per gestire il crematorio avviato dal padre tanti anni prima. Dante, il fratello minore, ha un problema di droga ed è indebitato fino al collo con la gang criminale che controlla Jefferson Run e dintorni. Quando capisce che l’incidente del padre è legato ai debiti di Dante, Roman prova a fare ciò che ha sempre fatto: usare il denaro per risolvere i problemi, comprare tempo, trovare una via d’uscita.
Ma in questo ambiente le regole del gioco sono altre: qui non ci sono investitori da convincere ma criminali veri, pronti ad ammazzare per una parola sbagliata. Mentre Roman annaspa in un gorgo di sangue e violenza, Neveah tenta di ricucire una ferita aperta ormai da troppo tempo: la scomparsa della madre, sparita – uccisa, forse – quando i tre fratelli erano adolescenti.
Il re delle ceneri fonde il noir del sud degli Stati Uniti con la tragedia shakespeariana, regalandoci un antieroe indimenticabile che lotta per la salvezza dell’anima in una terra feroce e corrotta.
RECENSIONE:
S.A. Cosby è ormai un nome che nel noir americano contemporaneo si è imposto con forza, e Il re delle ceneri, titolo originale King of Ashes, ne conferma le qualità riconoscibili: la Virginia rurale e ferita come sfondo, il tema razziale e sociale intrecciato al crimine, una scrittura fisica e sanguigna. È un romanzo solido e di piacevole lettura, che scorre veloce e non annoia. Ma va detto con onestà non raggiunge le vette dei suoi titoli più celebri: è un buon Cosby, non un Cosby memorabile.
La struttura, è ispirata alla tragedia shakespeariana, la carta più ambiziosa. Cosby costruisce la vicenda dei fratelli Carruthers come una saga familiare in cui il passato, la scomparsa mai chiarita della madre Bonita, diciannove anni prima, si percepisce su ogni scelta del presente. Roman, il primogenito tornato da Atlanta, è un protagonista costruito con cura: un uomo che ha fatto del controllo la sua religione e che, sotto la superficie levigata del consulente di successo, nasconde ferite profonde e un lato oscuro che il romanzo svela gradualmente. È il personaggio più intrigante del libro, e il suo lento scivolamento verso un mondo di cui credeva di essersi lasciato tutto alle spalle è il vero cuore della narrazione.
Il crematorio di famiglia con i suoi forni, la cenere, l’odore di carne bruciata è l’immagine centrale del romanzo, e Cosby la sfrutta con abilità come metafora ricorrente: il fuoco che distrugge e purifica, il titolo stesso di “Re delle Ceneri” che passa di padre in figlio come un’eredità. È un simbolo potente, e i momenti migliori del libro sono quelli in cui la tensione familiare e quella criminale si fondono in questo scenario cupo e claustrofobico.
La componente thriller, il debito di Dante con la gang dei Black Baron Boys, i capi Torrent e Tranquil, la spirale di violenza in cui Roman si ritrova invischiato funziona e garantisce ritmo e tensione. Cosby sa scrivere scene d’azione tese e dialoghi affilati, e la minaccia incombente dei criminali dà al romanzo la sua spinta in avanti. La violenza, quando arriva, è brutale e senza sconti, come nella miglior tradizione del noir del profondo Sud.
Eppure, è proprio qui che il romanzo mostra qualche limite. La trama criminale, per quanto efficace, segue binari abbastanza prevedibili, e alcuni sviluppi si intuiscono con un certo anticipo. Il ritmo, molto sostenuto, sacrifica a tratti l’approfondimento: Neveah e Dante, pur essendo figure interessanti, restano meno sfaccettati di Roman, e alcune svolte avrebbero forse meritato più spazio. Il risultato è un libro che intrattiene e si fa leggere d’un fiato, ma che raramente sorprende davvero, e che difficilmente lascerà quel segno duraturo dei romanzi più riusciti dell’autore.
Da sottolineare, come sempre nei libri di Cosby, l’ottimo lavoro di traduzione di Luca Briasco, capace di restituire in italiano la musicalità e il ritmo della lingua originale, con le sue inflessioni della Virginia e il gergo delle strade.In conclusione, Il re delle ceneri è un noir familiare ben scritto e coinvolgente, con un protagonista notevole e un’ambientazione di grande forza. Bello e scorrevole, ma non sensazionale: un romanzo che i fan di S.A. Cosbyapprezzeranno senza riserve, ma che forse non è il titolo migliore da cui iniziare a conoscerlo. Un buon libro, che però resta un gradino sotto le aspettative che il nome dell’autore porta con sé.
TRADUZIONE: Luca Briasco
TITOLO ORIGINALE: King of Ashes
EDITORE: Rizzoli
PAGINE: 400
ANNO DI PUBLICAZIONE: 2026
AUTORE:

S.A. Cosby è uno scrittore statunitense, originario della Virginia. È autore di quattro romanzi e diversi racconti pubblicati su importanti riviste e raccolti in antologie. Per il racconto The Grass Beneath My Feet ha vinto nel 2019 l’Anthony Award for Best Short Story. Prima di ottenere successo come scrittore ha fatto diversi lavori tra cui il buttafuori, l’operaio, il giardiniere, il montatore di palchi e l’addetto alle pompe funebri.
È un appassionato escursionista e giocatore di scacchi. Per Deserto d’asfalto (Nutrimenti 2021) ha vinto il Los Angeles Times Book Prize 2020 nella categoria Mystery/thriller. Sia di Deserto d’asfalto che del suo successivo romanzo Razorblade Tears sono stati acquistati i diritti cinematografici. Nel 2023 esce per Rizzoli Legittima vendetta, nel 2024 Il sangue dei peccatori, nel 2025 La mia più oscura preghiera.