Angel Down
RECENSIONE DI: Emanuela Di Novo, Giulia Capacchietti, Barbara Bosia
A CURA DI: Federica Salzano
TRAMA:
Libro vincitore del Premio Pulitzer 2026
Tra i 5 migliori romanzi del 2025 per il New York Times.
Angel Down trascina il lettore nel cuore della Prima guerra mondiale e intreccia un racconto corale di sopravvivenza, meraviglia soprannaturale e conflitto morale.
Il soldato semplice Cyril Bagger è riuscito a sopravvivere agli indicibili orrori della Grande Guerra grazie al suo ingegno e all’inganno. Ma il suo istinto di sopravvivenza viene messo definitivamente alla prova quando lui e altri quattro soldati ricevono una missione mortale: avventurarsi nella pericolosa No Man’s Land per praticare l’eutanasia a un commilitone ferito.
Ciò che trovano sul campo di battaglia devastato, però, non è un uomo bisognoso di misericordia, bensì un angelo caduto, apparentemente abbattuto dal fuoco dell’artiglieria. Questo essere celestiale potrebbe custodire la chiave per porre fine alla brutale guerra, ma solo se i soldati sapranno soffocare i propri desideri individuali e collaborare.
Mentre gelosia, avidità e paranoia prendono il sopravvento, il gruppo viene lacerato dai propri demoni interiori, minacciando di trasformare l’incontro angelico in una discesa all’inferno.
RECENSIONE:
Angel Down di Daniel Kraus ci porta nel pieno della Prima guerra mondiale, dove ci fa immergere in campi devastati, fango, sangue e uomini costretti a vivere ogni giorno l’orrore. In questo scenario di morte e disperazione, c’è un elemento inatteso: la comparsa di un angelo caduto. Daniel Kraus, utilizzando un linguaggio brutalmente realistico e costringendoci a riflettere sulla natura umana, crea una storia in cui la fede si scontra con la paura e con i lati più oscuri dell’animo umano.
La vicenda è ambientata negli ultimi anni della Prima guerra mondiale e ha come protagonista Cyril Bagger, un soldato americano che ha imparato a sopravvivere in un mondo violento, ricorrendo spesso all’astuzia e all’inganno. La sua esistenza viene sconvolta quando riceve una missione insieme ad altri quattro soldati: attraversare la pericolosa Terra di Nessuno per raggiungere un commilitone ferito. Una volta arrivati a destinazione, però, i cinque uomini si trovano davanti non un soldato morente, ma una creatura celestiale precipitata sulla Terra: un angelo ferito, sotto forma di donna, nel mezzo dell’inferno della guerra.
La presenza di questa donna celestiale dà speranza in un mondo che sembra aver dimenticato l’umanità. Ma quello che potrebbe sembrare un miracolo si trasforma in qualcosa che mette a nudo le debolezze e le ambizioni dei protagonisti. I cinque soldati, infatti, tormentati dai propri desideri, dalle proprie paure e dal bisogno di sopravvivere, trasformano la presenza dell’angelo nel motivo di tensioni difficilissime da controllare. Tra avidità e sospetti, il gruppo comincia a sgretolarsi proprio quando dovrebbe restare unito.
In Angel Down , la guerra non è solo uno scenario in cui gli uomini lottano per restare vivi, ma anche una condizione che mette alla prova la loro coscienza. L’angelo rappresenta una possibilità di salvezza, ma anche un mezzo attraverso cui osservare la crudeltà, l’egoismo e le contraddizioni dell’essere umano. Daniel Kraus scrive una storia cupa e inquietante che solleva nel lettore una domanda: in un mondo dominato dalla violenza, gli uomini riescono a riconoscere e proteggere un miracolo, o lo trasformano in un’altra occasione di conflitto?
Cyril Bagger entra in Angel Down attraverso un fiume in piena di pensieri che si accavallano nella sua mente, la mente di un uomo appena scampato alla morte e che, forse, non è nemmeno sicuro di esserne felice. È un ingresso perfetto per un personaggio costruito sulle contraddizioni.
Bagger non è un eroe. È un baro, più bravo a truffare a carte che a sparare, un uomo abituato a salvarsi grazie all’ingegno e alla capacità di leggere chi ha davanti. Ascolta, osserva, individua ciò a cui gli altri tengono di più e trova il modo di usarlo per ottenere quello che vuole. Anche nell’esercito ha trasformato la propria vigliaccheria in una strategia di sopravvivenza: provoca deliberatamente superiori e ufficiali per essere punito con incarichi nelle retrovie, fino a diventare praticamente il becchino del battaglione.
Eppure Daniel Kraus lascia intravedere fin dall’inizio qualcosa che incrina questo cinismo. Bagger porta con sé la vecchia Bibbia appartenuta al padre, il vescovo Bernard Bagger, nonostante non abbia mai realmente creduto in Dio. Non è tanto un oggetto religioso quanto un legame materiale con ciò da cui continua a scappare.
In una scena, prende la Bibbia rossa di cuoio l’unico oggetto che suo padre gli aveva lasciato tra le mani e inspira tra le pagine cercando l’odore delle parti dimenticate della sua infanzia: le cose belle, la carta, la colla, il carbone, il latte, il cioccolato, la pelle, la pelliccia, l’erba. Dentro quella Bibbia Bagger non cerca Dio: cerca casa, suo padre e una parte di sé che la guerra e gli anni non sono riusciti a cancellare.
Il rapporto con il padre continua infatti a vivere dentro di lui sotto forma di vergogna. Daniel Kraus la trasforma quasi in una presenza fisica, una mosca chiamata “zio Sam” che gli svolazza nel petto: lo zio Sam dà di matto nel petto di Bagger, con lo stesso battito d’ali della vergogna che aveva sentito mentre salutava suo padre prima di quell’ultimo fatidico viaggio. È il senso di inferiorità di un uomo convinto di scegliere sempre sé stesso, di scappare quando gli altri restano, di non essere mai all’altezza di ciò che avrebbe dovuto diventare.
Ed è qui che entra in scena Lewis Arno. Arno è forse il personaggio più luminoso del romanzo. Orfano, giovanissimo, innamorato dei racconti d’avventura, ha mentito pur di arruolarsi perché nell’esercito sperava di trovare ciò che gli era sempre mancato: una famiglia, un gruppo al quale appartenere. Trova invece la guerra e l’emarginazione, finché non incontra Bagger.
Tra i due nasce uno dei rapporti più riusciti di Angel Down. Bagger gli legge ogni sera storie d’avventura e, quasi senza rendersene conto, assume nei suoi confronti il ruolo di padre, fratello maggiore e guida. Quando gli altri lo maltrattano,il suo istinto è immediatamente quello di proteggerlo. Il rancoroso affetto che Bagger prova per il ragazzino divampa in un fuoco da fornace. “Rancoroso affetto” è una definizione perfetta per lui, perché anche quando ama sembra quasi infastidito dall’esistenza stessa di quel sentimento.
Arno riesce così a far emergere la parte più luminosa di Bagger, quella che lui stesso continua a negare. Dove la guerra gli ha insegnato a mettere sé stesso davanti a tutto, il ragazzino lo costringe progressivamente a preoccuparsi di qualcun altro. Ed è proprio attraverso Arno che il suo arco di trasformazione acquista forza: più cresce il bisogno di proteggerlo, più quella voce di vergogna che gli batte nel petto perde potere.
Al centro di tutti loro c’è poi l’angelo. Daniel Kraus parte dalla leggenda degli Angeli di Mons e rende concreta l’apparizione soprannaturale: nella Terra di Nessuno, in mezzo al fango, ai cadaveri e alla devastazione, l’essere luminoso appare quasi come un ascensore tra il mondo di fango della Terra di Nessuno e le nubi caliginose. Eppure la sua presenza non sembra estranea a quel paesaggio; al contrario, appare quasi come la conseguenza naturale di una guerra capace di distruggere ogni cosa, persino ciò che dovrebbe essere sacro e immortale.
Ma l’angelo è soprattutto uno specchio. «Ognuno vede ciò che ha bisogno di vedere», dice a Bagger. E quando lui le domanda chi sia veramente, la risposta è un’altra domanda: «Tu chi credi che io sia?». Ogni personaggio proietta sull’angelo ciò che porta dentro di sé: amore, denaro, potere, rivalsa, desiderio, bisogno di appartenenza. La creatura cambia a seconda dello sguardo che la osserva e, proprio per questo, finisce per rivelare molto più degli uomini che la circondano che di sé stessa.
Arno vi cerca ciò che gli è sempre mancato. Nel modo in cui si accoccola accanto a lei emerge tutta la sua parte infantile: per qualche istante il soldato scompare e resta soltanto un bambino che può finalmente abbandonarsi accanto a una figura materna, come se persino nella Terra di Nessuno fosse ancora possibile sentirsi al sicuro.
Sugli altri l’effetto è molto diverso. Vincent Goodspeed guarda immediatamente all’angelo come a qualcosa da cui ricavare profitto; Hugh Popkin lascia emergere la parte più brutale e possessiva di sé; Ben Veck, soldato afroamericano addetto al lanciafiamme e profondamente segnato dal trauma della guerra, porta invece con sé ferite diverse, legate alla violenza che ha vissuto e al bisogno di attribuire un senso a ciò che gli è stato fatto. Cinque uomini entrano nella Terra di Nessuno insieme, ma davanti alla stessa creatura vedono cinque possibilità differenti.
In questo senso Bagger e l’angelo sono quasi due specchi contrapposti. Per tutta la vita lui è sopravvissuto imparando a individuare i desideri altrui e a servirsene per manipolare le persone. L’angelo compie il movimento inverso: prende quei desideri e li porta in superficie, rendendo impossibile nasconderli. Davanti a lei ognuno finisce per mostrare ciò che è davvero.
A completare questo sistema c’è il maggior generale Lyon Reis, il comandante che considera Bagger e i suoi compagni uomini sacrificabili e che incarna un’idea opposta rispetto a quella che progressivamente nasce nel protagonista: l’individuo vale soltanto nella misura in cui può essere utilizzato. Il rapporto tra Reis e Bagger diventa così fondamentale anche per comprendere l’evoluzione di quest’ultimo, perché lo costringe infine a confrontarsi con ciò che per buona parte della propria vita ha evitato: decidere se continuare a salvarsi oppure scegliere qualcuno per cui valga la pena rischiare sé stesso.
Questo potrebbe essere il vero viaggio di Bagger: quello che conduce un uomo convinto di essere soltanto un codardo, un baro e un opportunista a scoprire che dentro di lui è rimasto qualcosa che la guerra non è ancora riuscita a distruggere.
Daniel Kraus mette a nudo l’animo umano, le sue debolezze e i suoi desideri, riuscendo ad arricchire con un tocco di fantasia anche il tema sordido, brutale e terreno della Prima guerra mondiale. La sua esperienza di sceneggiatore, che vanta la prestigiosa collaborazione con Guillermo del Toro per lo splendido film e romanzo La forma dell’acqua, gli permette di affrescare in modo graficamente spietato l’orrore delle trincee e il raggio di speranza rappresentato dalla donna-angelo trovata sul campo di battaglia.
Angel Down è un libro agghiacciante e ammaliante; è un libro sporco, che si crogiola nel fango delle trincee e sguazza nelle immagini raccapriccianti di uomini e cavalli trucidati, topi, sporcizia e malattia. È un libro estenuante, che inizia con una “e” congiunzione, si svolge in un’unica eterna frase senza punti o interruzioni, e finisce con una virgola. È un libro che regala un finale volutamente equivoco e di difficile interpretazione, che sembra offrire per pochi attimi una via di salvezza ai suoi protagonisti e all’umanità, prima di sommergere tutto nel sangue e nel fango.
Eppure è un libro difficile da posare ed ancora più difficile da dimenticare. Perché almeno una volta nella vita, posti davanti alle barbarie di cui è capace l’uomo, a tutti è capitato di chiedersi se la guerra sia davvero ineluttabile, eterna e perenne, o se una flebile speranza nata dall’altruismo sia ancora possibile per il mondo.
Un’opera straordinaria, gestita con destrezza e originalità da uno scrittore capace di domare un tema e una tecnica di scrittura estremamente impegnativi.
TRADUZIONE: Andrea Cassini
TITOLO ORIGINALE: Angel Down
EDITORE: Ne/oN
PAGINE:304
ANNO DI PUBBLICAZIONE:2026
AUTORE:

Daniel Kraus è uno scrittore e regista statunitense, vincitore del Premio Pulitzer nel 2026. Ha vinto inoltre due Odissey Awards con Rotters e Scowler, ed è entrato nella top 10 dei «Libri dell’anno» di Entertainment Weekly, con The Death and Life of Zebulon Finch. I suoi romanzi sono stati selezionati dal Librarty Guild, e hanno ottenuto la nomination, tra gli altri, ai Bram Stoker Awards. Con Guillermo del Toro ha scritto la saga Trollhunters e il romanzo La forma dell’acqua.Nel 2026 ha vinto il Premio Pulitzer con il romanzo Angel Down.





