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Per i quattro ricercati di Francia il passato è alle spalle. O così pensavano. Non lo direste mai, incontrandoli per strada in un giorno d’estate a Torino. Non indovinereste che sono quattro ex detenuti fuggiti dalla Francia. Dal momento in cui il furgone che li stava portando al carcere di Lione è stato coinvolto in un disastroso tamponamento, sono scappati oltreconfine e si sono rifatti una vita. A unirli, da allora, è quell’enorme segreto. Marsigliese, ex rapinatore di banche, Max Ventura ha messo in piedi un ristorante. Grazie alla buona cucina e all’amore della sua compagna, i clienti non mancano mai. Algerino con profondi occhi azzurri e il viso segnato da un passato dissoluto: lui è Abdel. Ex ladro di professione, ha aperto un’officina di auto d’epoca. Una criniera di ricci disordinati, lo sguardo ombroso, Sanda, origini malgasce, non passa inosservata. È socia di una palestra di arti marziali e di certo il fisico non le manca, dopo aver ballato per anni al Crazy Horse di Parigi. Non si può non notarla per la sua malinconia piena di fascino: lei è Victoria, alsaziana. È stata coinvolta in una truffa dal compagno e ora ha ricominciato con il cuore spezzato e una figlia. Ma un giorno tutto cambia, di nuovo. Uno strano individuo si presenta al ristorante di Max. Si fa chiamare Numero Uno. Irromperà nelle loro esistenze per sconvolgerli, trascinandoli in una storia pericolosissima che riporterà a galla il loro passato. Tra vite spezzate e voglia di ricominciare, entra in scena una irresistibile banda di investigatori di cui non potrete più fare a meno.

Recensione

Due donne e due uomini condannati a svariati anni di carcere per reati diversi riescono a evadere durante un trasferimento grazie a un incidente. Pur avendo commesso crimini, non sono persone malvage e lo dimostrano ritardando la fuga per praticare la tracheotomia a uno dei secondini, che ha riportato gravi ferite. Dopo la fuga e un periodo di latitanza segnato da momenti difficili e drammatici, cambieranno identità iniziando una nuova vita fatta di lavori onesti e riscaldata da una rete di affetti, conservando il legame stretto durante la fuga.
Quattro individui molto differenti, una diversità che valorizza il gruppo.
Max Ventura ricopre il ruolo di protettore e leader. E’ un marsigliese ex rapinatore di banche che ora gestisce, con la compagna Federica, un ristorante dove i clochard pranzano accanto a raffinati avventori che trovano la cosa molto chic, senza sapere che in qualche modo pagheranno loro il conto. Max non dimentica gli ultimi nella sua nuova esistenza, condizione che lo aveva portato a delinquere.
Abdel era un ladro d’auto d’epoca che ha declinato alla liceità la sua passione aprendo un’officina.
Sanda era una spogliarellista condannata per un omicidio commesso per legittima difesa, ora proprietaria di una palestra di arti marziali.
Victoria è un’infermiera, ingiustamente condannata per truffa, cha ha una figlia, Matilde, concepita durante la fuga con uno sconosciuto che l’ha obbligata a un rapporto, per salvare sé e il gruppo dalla cattura.

Si credono al sicuro finché non incontrano un uomo che conosce le loro vere identità e la loro storia. Si fa chiamare Numero Uno e qui il collegamento con Numero Uno del gruppo TNT di Bunker che guarda caso si chiama Max, è inevitabile. Non li denuncerà se accetteranno di condurre un’indagine sull’incendio di una palazzina che ospitava una comunità per rifugiati che provocò la morte di sedici persone, identificando i colpevoli. Costretti ad accettare, procederanno a esaminare il caso, scandagliando indizi che li porteranno a contatto con un mondo criminale malvagio e spietato, dove i colpevoli sono spinti da avidità e non dal bisogno, personaggi senza scrupoli che non metterebbero a rischio la propria libertà per salvare un uomo, capaci di bruciare vive sedici persone senza alcun rimorso. Il tema del romanzo è l’amicizia nata da un legame stretto per necessità, il valore della diversità nel gruppo, la possibilità di riscattare una vita vissuta ai limiti della legalità e la capacità di cogliere la seconda occasione che la sorte ci offre. L’autore esamina una società che non offre le stesse opportunità a tutti, dove la delinquenza più efferata veste completi scuri e scarpe inglesi e le persone di cuore restano ai margini. La prosa un po’ rude si addice a un romanzo duro, l’unica pecca stilistica può essere, a mio parere, la sovrabbondanza di descrizioni degli individui e dei loro indumenti.  Buona la costruzione dei personaggi; non avrebbe guastato un maggiore approfondimento ma credo che incontreremo di nuovo la banda dei quattro capitanata da Numero Uno.  La trama è avvincente, l’autore crea con abilità suspence e colpi di scena accompagnandoci verso un finale non prevedibile anche se preceduto da qualche episodio un po’ inverosimile.

Editore: Nero Rizzoli
Pagine: 384
Anno pubblicazione: 2020

Autore

Enrico Pandiani è nato a Torino nel 1956. Ha esordito nel 2009 con Les Italiens, primo romanzo dell’omonima serie poliziesca. Per Rizzoli ha pubblicato Pessime scuse per un massacro (2012), La donna di troppo (2013), Più sporco della neve (2015), Una pistola come la tua (2016), Un giorno di festa (2017) e Ragione da vendere (2019). Con questo romanzo si apre la serie della banda Ventura.

Enrico Pandiani: Fuoco
Concludendo
Un noir che analizza la piccola delinquenza indotta dal disagio sociale contrapponendola alla criminalità organizzata priva di scrupoli.
Pro
I personaggi
La trama
Lo sfondo sociale
Contro
La sovrabbondanza di descrizioni dei personaggi.
Alcune situazioni un po’ inverosimili verso il finale
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