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La mia bottiglia per l’oceano di Michel Bussi

la mia bottiglia per l'oceano copertina

La mia bottiglia per l’oceano

Recensione di Samantha Placucci

L’isola di Hiva Oa oggi è famosa soprattutto perché ci hanno vissuto Gauguin e, settant’anni dopo, Jacques Brel, le cui tombe sono meta di pellegrinaggio.

Nella pensione Au Soleil Redouté, sotto la guida del celebre romanziere Pierre-Yves François detto PYF, si svolge un laboratorio di scrittura al quale partecipano cinque aspiranti scrittrici: Clémence, trentenne sportiva, sognatrice, espansiva; Eloïse, anche lei trentenne, bella, malinconica, chiusa; Farèyne, quarantenne, comandante di commissariato a Parigi con il pallino della scrittura, accompagnata dal marito Yann, capitano di gendarmeria; Marie-Ambre, anche lei quarantenne, ricca sfondata con tendenza all’alcolismo, accompagnata dalla figlia sedicenne Maima; infine Martine, settantenne, blogger di successo con più di quarantamila followers.

Nella spettacolare cornice polinesiana il consesso letterario sembra procedere con armonia e alacrità, sennonché a un certo punto lo scrittore sparisce, si volatilizza, e nella pensione si affaccia la morte sotto forma di un misterioso omicidio su cui ognuno indaga a modo suo, ma giungendo tutti a un’identica conclusione: l’assassino non può che essere uno di loro!

Recensione

Recensire un thriller o un giallo è sempre molto complicato: si rischia sempre di dire troppo e di svelare qualche piccolo dettaglio che possa rompere l’incanto e la sorpresa della risoluzione finale del mistero.
Con Bussi il rischio è sempre molto elevato; per non rischiare di dire troppo bisognerebbe dire poco o niente e anticipare solo che i romanzi di questo autore sono sempre una sfida per il lettore.
Chi conosce Bussi sa che nei suoi libri può succedere di tutto.
Chi non conosce Bussi, sappia che nei suoi libri può succedere di tutto.

In questo romanzo – La mia bottiglia per l’oceano – veniamo catapultati sull’isola Hiva Oa, arcipelago delle isole Marchesi, piccolo angolo di paradiso della Polinesia Francese.

Cinque scrittici in erba sono state selezionate per partecipare ad un laboratorio di scrittura del grande romanziere Pierre-Yves François.

Fortunate, penserete voi?
Un viaggio gratuito su un’isola paradisiaca e per di più con il loro autore preferito che può aiutarle a realizzare le loro ambizione letterarie, cosa desiderare di più?


Peccato che il famoso autore sparisca misteriosamente e che dalla sua scomparsa abbia inizio un macabro gioco di morte che ruota attorno alle cinque donne.

Ad ogni pagina si percepisce il fascino di questa terra: l’isola di Hiva Oa, con la sua storia, le sue tradizioni, la sua spiritualità, la sua natura, non è solo un palcoscenico su cui si muovono i protagonisti del romanzo, ma è un elemento che interagisce con loro e che dà corpo e spessore alla trama.

Anche per noi lettori è facile perdersi fra le onde dell’oceano Pacifico, venir abbracciati dalla foresta tropicale, rimanere incantati e affascinati dai Tiki che silenziosi scrutano il gruppo di scrittrici.

Uno scenario idilliaco che esalta ancora di più i lati oscuri della trama.

Una trama che incatena il lettore già dalle prime pagine e che lo lascia andare, anche grazie ad uno stile scorrevole e piacevole, solo dopo che sarà svelato il mistero finale.

Bussi gioca per tutto il tempo con noi: semina indizi, suggerisce ipotesi per poi smentirle o presentarle da un’altra angolazione attraverso tre diversi punti di vista, tutto questo per confonderci e rendere ancora più WOW il gran finale.

La mia bottiglia per l’oceano è un affascinante gioco di specchi che denota ancora una volta la grandissima maestria di Bussi nel creare degli intrecci narrativi coinvolgenti e sorprendenti e soprattutto finali che possono far innamorare o far venir la voglia di lanciare il libro fuori dalla finestra.

Personalmente l’ho amato.

Traduzione: Alberto Bracci Testasecca
Editore: E/O
Pagine: 405
Anno pubblicazione: 2022

Michel Bussi

Michel Bussi è l’autore francese di gialli attualmente più venduto oltralpe.

È nato in Normandia, dove sono ambientati diversi suoi romanzi e dove insegna geografia all’Università di Rouen. Ninfee nere (Edizioni E/O 2016) è stato il romanzo giallo che nel 2011, anno della sua pubblicazione in Francia, ha avuto il maggior numero di premi, e di cui le nostre edizioni hanno pubblicato anche la versione graphic novel.

Dello stesso autore ricordiamo Tempo assassino, Non lasciare la mia mano, Mai dimenticare, Il quaderno rosso, La doppia madre, La Follia Mazzarino, Forse ho sognato troppo, Usciti di Senna, La caduta del sole di ferro. N.E.O. 1, Tutto ciò che è sulla Terra morirà, I due castelli. N.E.O. 2 e Nulla ti cancella, tutti pubblicati dalle nostre edizioni.

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