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Il testamento di Nina Wähä

Il testamento

Il testamento

In una fattoria sperduta nella campagna lappone, Pentii e Siri hanno messo su una famiglia di dodici figli. Il lavoro è duro, i soldi scarseggiano e Pentii è abituato a spadroneggiare quanto sua moglie Siri a tacere, mentre i figli si aggirano inquieti tra le mura domestiche: il primogenito Esko, che spera di ereditare la fattoria, Harvo, che spesso scompare nel bosco, Helmi, la sorella sposata perennemente al verde, e i più piccoli, ancora troppo giovani per poter scappare.

C’è chi invece è riuscito a rifarsi una vita altrove. Come Annie, la più grande delle sorelle, che si è trasferita nella moderna Stoccolma, anche se adesso qualcosa sembra trattenerla alla fattoria… Quali segreti custodisce la valle del Torne? C’è davvero speranza di espiare le colpe del passato?

A Natale, una strana atmosfera avvolge la famiglia riunita intorno al focolare, la tipica pace innaturale che precede una sciagura imminente…

Una saga familiare che traccia i sottili fili che si intessono tra le vite, i legami più torbidi, i desideri più inconfessati, sullo sfondo di una valle crepuscolare dove per riprendere in mano il destino tutto può succedere, anche ciò da cui non sarà più possibile tornare indietro.

Nella regione del Tornionlaakso, al confine tra Svezia e Finlandia, in una terra gelida, aspra e selvaggia, si trova la fattoria della famiglia Toimi, composta da Pentti, sua moglie Siri e i loro dodici figli.

E’ il Natale del 1981 e Annie, la figlia maggiore, che ha lasciato già da diversi anni la Lapponia per trasferirsi nella moderna e luminosa Stoccolma, sta tornando a casa per trascorrere le festività con i suoi cari.

C’è qualcosa di speciale nel tornare a casa. Può piacere o non piacere, ma non è mai una cosa che lascia indifferenti

Annie prova emozioni contrastanti una volta arrivata a Tornio, appena al di sotto del Circolo polare artico; il silenzio, il buio assoluto, le foreste dagli alberi imponenti, che ispirano un timore quasi reverenziale, la fanno sentire accolta.

La gioia di riabbracciare i fratelli la pervade, ma la giovane è incinta e non ha ancora detto niente a nessuno, nemmeno a sua madre Siri.

Teme la reazione del padre e tutte le domande che una notizia di questo tipo, inevitabilmente, porta con sé.

A casa Toimi ci sono quasi tutti: Esko, il primogenito, che spera di ereditare la fattoria, Tatu, il fratello appena uscito di prigione, dal viso deturpato a causa delle ustioni di un incendio e ci sono i piccoli Onni e Arto.

In successione arrivano anche Lauri, Tarmo e Lahja, che vivono in modo completamente diverso la propria omosessualità, Helmi, dalla vita complicata a causa di un matrimonio infelice, Hirvo, il fratello “strambo” che parla con gli animali e Valo, il bello di casa. Manca soltanto Voitto, il più ombroso e oscuro dei fratelli Toimi, con il quale è meglio non avere niente a che fare.

E poi ci sono i genitori.

Pentti, il patriarca, un uomo freddo, violento, crudele e degenerato che sembra quasi odiare i suoi stessi figli: detestato dai più grandi e temuto dai più piccoli.

Siri, una donna sottomessa, sfiancata dalle gravidanze e dal lavoro estenuante, indurita dal dolore per Elina e Riiko, i due figli morti in tenerissima età; una madre amorevole, ma troppo indaffarata per seguire la crescita della sua prole.

I ragazzi Toimi, però, vogliono essere amati, apprezzati ed è per questo che si creano delle alleanze e dei legami fortissimi tra i fratelli, ognuno dei quali ha proprie inclinazioni e sogni da realizzare.

Per vivere appieno la loro vita devono scegliere se andar via dal Tornionlaakso, come ha fatto Annie, oppure rimanere nel paese d’origine, come Esko.

Uno dei temi de Il testamento è proprio la contrapposizione tra la città e i piccoli centri, dove il tempo scorre più lentamente, la vita è più difficile e i rapporti sociali al di fuori della famiglia sono quasi inesistenti.

Attraverso i pensieri di Annie l’autrice si chiede:

Se nessuno vede svolgersi la nostra vita, esiste davvero, quella vita? E noi, esistiamo? Abbiamo vissuto?

Nel corso del libro impareremo a conoscere tutti i membri della famiglia Toimi. Attraverso una scrittura scarna, essenziale, ma affilata come la lama di un bisturi, l’autrice entra nell’intimo dei suoi personaggi, e ce li presenta per quello che sono davvero, mettendone in evidenza le virtù e le zone d’ombra.

Allo stesso tempo, però, ci mostra come l’incomunicabilità caratterizzi in modo indelebile i rapporti familiari, poiché ogni membro del clan nasconde dei segreti e non riesce ad esprimere i propri sentimenti: come la neve e il ghiaccio ricoprono le terre aspre della Lapponia, i Toimi tengono tutto celato nel proprio intimo.

Attraverso le vicende di Pentti e Siri, la mancanza di amore che ha contraddistinto un’infanzia difficile, una giovinezza segnata dalla guerra e dall’evacuazione forzata, Il testamento racconta una parte essenziale della storia della Finlandia: da giovane Pentti ha combattuto nel conflitto che, tra il 1939 e il 1940, ha visto i russi contrapposti ai finlandesi.

Siri, invece, proviene dalla Carelia, regione storica ceduta all’Unione Sovietica proprio in quegli anni.

Il Natale del 1981 lungi dall’essere una semplice riunione familiare, porterà molto scompiglio in casa Toimi: una serie di eventi a cascata, proprio come le tessere del domino, faranno crollare la fattoria e provocheranno la disgregazione della famiglia.

La crescita, così come il cambiamento, possono essere difficili da accettare, a volte dolorosi, ma l’emancipazione dal nucleo familiare, seppure attraverso la sofferenza, apre a nuove opportunità, ad una libertà solo vagheggiata, che ci consente di non restare ancorati a ciò che è stato.

Perché non abbiamo alcun obbligo nei confronti del passato, tranne quello di testimoniare, di non dimenticare mai ciò che è accaduto, ciò che sappiamo, e di trasmetterlo, in modo che i figli, e i figli non ancora nati e i figli che vivranno molto dopo che ce ne saremo andati, possano venire a conoscenza del nostro testamento

Traduzione: Stefania Forlani
Editore: Carbonio editore
Pagine: 414 p.
Anno pubblicazione: 2023

Nina Wähä, svedese, classe 1979, ex cantante e attrice, insegna scrittura creativa e lavora come editor freelance. Il testamento è il suo terzo romanzo.

Tradotto in numerose lingue, ha venduto più di 120.000 copie. È stato selezionato per diversi premi letterari, tra cui l’August Prize, il Norrland’s Literature Prize, il Tidningen Vi’s Literature Prize, e ha ricevuto il premio letterario della Radio svedese.

L’edizione francese è stata nominata al Prix Femina Étranger.

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